giovedì , Gennaio 20 2022

Anziani e salute. La Sicilia terra dove si vive più a lungo

Passi D'ArgentoL’Italia è il Paese d’Europa nel quale si vive più a lungo e la Sicilia è una delle regioni italiane con la maggiore sopravvivenza. Nell’isola vivono quasi 1 milione di anziani, considerando che la terza età si considera abbia inizio a 65 anni. L’aspettativa di vita oggi ha raggiungo, in media, gli 84 anni per le donne e i 79 per gli uomini.

Con il crescere dell’età media crescono anche le esigenze di salute e di qualità della vita. Per studiare lo stato di salute degli anziani e predisporre i programmi di prevenzione a loro dedicati è nato il programma Passi d’argento. Uno studio condotto a livello nazionale ed attivato in Sicilia dall’assessorato regionale della salute, Dipartimento per le Attività sanitarie ed osservatorio Epidemiologico.

Lo studio dice che gli anziani siciliani sono mediamente in buona salute (46%) ma quasi la metà di essi è a rischio fragilità ed il 70% soffre di almeno una malattia cronico-degenerativa. mentre il 34% degli ultra sessantacinquenni è a rischio di disabilità. Rilevanti problemi uditivi e di vista.

“La rete del sistema di sorveglianza Passi d’Argento – dice Alberto Perra, Dirigente di ricerca del Centro Nazionale di epidemiologia , Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità – ha un doppio scopo. Da un lato conoscere lo stato si salute dei nostri anziani e seguirne l’evoluzione con cadenza annuale come solo un sistema di sorveglianza può fare, dall’altro fornire ai decisori nazionali e regionali gli strumenti per programmi di intervento mirati che servano a migliorare la qualità della vita e la salute dei nostri anziani consentendo anche al sistema sanitario di risparmiare sulle cure e destinare le risorse ad ulteriore promozione della salute”.

“Investire sugli anziani può sembrare strano – dice Stefania Salmaso, Direttore del centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità –, in realtà è prioritario visto che gli anziani sono la fetta di popolazione che assorbe la maggiore quota di risorse del sistema sanitario ma anche e soprattutto per il miglioramento della qualità della vita. Tanti passi avanti sono stati fatti ma ci sono ancora margini di miglioramento nel settore”

Qualche dato

E’ più alta la frequenza di anziani con difficoltà economiche ad arrivare a fine mese (75%) rispetto al gruppo di anziani intervistati sul territorio nazionale (60%).

Gli anziani che vivono da soli sono il 20%, in Sicilia il 68% riceve aiuto nelle principali attività della vita quotidiana, più di quello che si osserva sul campione italiano (51%).

L’11% dei nostri anziani fuma, risultando più elevato del 2% rispetto alla media nazionale, mentre a fronte di un consumo generale di bevande alcoliche del 28%, i soli bevitori a rischio risultano meno presenti all’interno della nostra popolazione rispetto alla media nazionale (Sicilia 10%, Italia 19%).

In media in Italia gli anziani che hanno difficoltà in almeno 2 attività della vita quotidiana (uso del telefono, prendere le medicine, fare compere, cucinare o riscaldare i pasti, prendersi cura della casa e altro) sono il 37% con un gradiente Nord-Sud che in Sicilia raggiunge il 53%.

Le persone con disabilità (non in grado cioè di muoversi autonomamente da una stanza all’altra, di lavarsi, di farsi il bagno o la doccia, di vestirsi, di mangiare, di essere continenti o di usare i servizi igienici) sono in media il 16% (con un gradiente Nord-Sud), con una media regionale pari al 20%.

Una proporzione di circa il 20% degli anziani (14% Italia) non vede bene,

il 25% (vs 18% Italia ) ha problemi di udito

il 23% (vs 15% Italia) di masticazione.

Il Sicilia così come in Italia il 63% circa degli intervistati dichiara di essere iperteso.

Il 70% di soffrire di almeno una malattia cronico-degenerativa.

Risultano più elevate in Sicilia rispetto alla media nazionale le malattie cardiovascolari (50%), il diabete (28%) e le malattie respiratorie (33%), confermandosi per molte delle malattie croniche il gradiente Nord-Sud.

Nella nostra regione il 34% gli anziani mostra sintomi di depressione, sono più le donne (42% vs 22%) e coloro che presentano un più basso livello di istruzione (38% vs 28%).

La depressione si associa al rischio di isolamento sociale e alla mancanza di attività fisica. La mancanza di attività fisica è tanto diffusa e grave quanto modificabile.

Le strategie di contrasto alla fragilità

Per il contrasto alla fragilità esistono strategie mirate che vengono messe in atto in stretta collaborazione fra l’assessorato regionale salute e quello alla famiglia e politiche sociali. Le strategie riguardano l’incremento delle cure domiciliari e dei posti disponibili in Residenze sanitarie assistite di vario livello.

Fra il 2008 ed il 2013 i casi trattati in assistenza domiciliare sono cresciuti in Sicilia, complessivamente, del 412%. Si passa, nel complesso, dagli 11.638 del 2008 ai 47.939 del 2013. Gli incrementi maggiori si sono registrati nei territori delle Asp si Agrigento, Caltanissetta ed Enna dove si partiva da dati modesti (Enna era perfino a 0 nel 2008). Siracusa è partita solo nel 2010 ma nel 2013 aveva già raggiunti 2630 casi trattati.

Gli standard nazionali prevedono che le cure riguardino 3,5 anziani ogni mille. Il target è stato raggiunto e ampiamente superato a livello regionale e dalla maggior parte delle Asp. Leggermente indietro solo Siracusa (3,1) che sta però lavorando per raggiungere le altre province essendo partita con 2 anni di ritardo. La performance migliore è quella di Catania con 4,6 seguita da Messina ed Enna (4,5) e da Palermo con il 4,4.

Sul fronte RSA sono 2500 i posti da attivare secondo il target nazionale e la Sicilia ne ha attivati 2265 e sta lavorando all’attivazione dei restanti 235. Il nuovo Piano sanitario, poi, sposta in avanti l’asticella obiettivo per nuove sfide verso il miglioramento del sistema

“La Regione opererà con specifici piani di prevenzione e promozione della salute e dei corretti stili di vita in base alle risultanze di questo rapporto – dice Ignazio Tozzo, Dirigente generale del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato salute della Regione siciliana -. Si tratta del primo passo verso l’istituzione del registro regionale della disabilità, ma non soltanto di questo. Attiveremo precisi programmi per il contrasto al fumo ed alla sedentarietà e promuoveremo la partecipazione alla vita attiva degli over 65”

vaccinazione antinfluenzale

L’influenza costituisce un rilevante problema di sanità pubblica, in particolare per le possibili gravi complicanze nei soggetti a rischio come le persone con 65 anni e più. La vaccinazione è particolarmente importante in presenza di alcune patologie croniche molto frequenti in età anziana come le patologie dell’apparato respiratorio, cardio-vascolare, il diabete, l’insufficienza renale e i tumori. Il Ministero della Salute raccomanda di vaccinare almeno il 75% delle persone appartenenti alle categorie a rischio. Per le persone con 65 anni e più sono previsti programmi di immunizzazione universale. La percentuale di persone che non si sono sottoposte alla vaccinazione è pari al 39%, sono più le donne coloro che hanno alto livello di istruzione e coloro che non presentano difficoltà economiche e si trovano in buone condizioni e basso rischio.

“La vaccinazione resta – conclude il Dirigente generale Ignazio Tozzo – una delle principali attività di prevenzione consigliata visto che i vaccini sono testati prima della loro diffusione ed i primi esami effettuati dall’Iss sui lotti ritirati non hanno rilevato correlazione con gli eventi avversi registrati nelle ultime settimane”.

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