sabato , Ottobre 1 2022

Enna: soppressione Prefettura, colpo mortale? (resterà il capoluogo più alto d’Italia?)

briganteUn colpo mortale, così sembra che sia, la soppressione della Prefettura di Enna, assieme ad altre 20 Prefetture del resto di Italia ed unica nell’isola di Sicilia, sembrerebbe assumere i connotati di un “colpo mortale” per la città di Enna. Probabilmente del “colpo di grazia” che si “dona” a colui il quale, nostro compagno di battaglie, è già colpito in modo tale da essere spacciato e però sarebbe altrimenti destinato a lunga agonia.
La cosa che mi dà da pensare è però la bella differenza che corre tra il momento della soppressione della Provincia Regionale e quello della chiusura della Prefettura.
Il primo venne accompagnato da un coro di “rinnovati cittadini” pronti a intonare salmi e lodi al legislatore, sia esso romano come palermitano, per aver così intelligentemente “riformato” l’Italia cancellando l’istituto dell’ente intermedio. Ebbi a sentire, potrei dire meglio a sopportare persino il commento di un funzionario della Regione, uno dei tanti intelletti posteggiati negli uffici periferici di mamma Regione, uno di quelli pagati a diverse migliaia di Euro al mese che, senza il filo di un rossore, senza la benché minima vergogna gongolante asseriva “così la finiremo di pagare questi quattro incapaci di impiegati pubblici”!
(Un pari grado della Provincia percepisce meno della metà della retribuzione del commentatore).
Nei bar, tra la gente, la soppressione della provincia assunse i tonni di un assalto alle Tulieres, dell’inizio di una rivoluzione epocale che si risolse in una bufala di dimensioni stratosferiche. Oggi tutti pronti ed indignati a manifestare contro la soppressione della Prefettura.
Ora delle due l’una, o siamo convinti che lo Stato abbia a farsi “leggero” e che, quindi, stia a noi cittadini di provincia, scusate, di periferia, sobbarcarci il peso ed il costo dell’avere i centri di gestione lontani da casa, o dobbiamo negare l’idea stessa di Stato leggero e, quindi, opporci con ogni lecito mezzo alla demolizione di tutti i presidi, a partire da quelli nei quali la democrazia indicava gli organi politici.
Enna prefetturaMa molti cittadini hanno –non partecipando- hanno disertato il sit-in del Comitato Pro Enna, composto da una serie di Club service ed associazioni. Poi il viaggio del primo cittadino ennese andato a Roma per il incontrare il Ministro e ricevuto da un funzionario, senza considerare i tanti ordini del giorno che “lasciano il tempo che trovano”.
Forse la indignazione è tardiva scoperta del gioco, forse è legata ad un’idea vecchia dello Stato, forse fa parte di una voglia serpeggiante di una forma stato autoritaria, ma, personalmente, non mi convince. Soprattutto non mi convince a così poco tempo dalle elezioni per la nuova sindacatura, mi sa molto di balconcino per rendere vistosa la propria partecipazione alla vita cittadina. Non me ne vogliano i manifestanti, sono sempre stato il primo a dire che la politica si dovrebbe fare intanto nelle strade e nei momenti in cui non ci sono elezioni in vista così da dare agio ai nostri concittadini di rilevare le doti sociali e politiche che ognuno di noi porta con se ed affina nel confronto ed evitare poi di votare anche il più scalcagnato dei candidati purchè lo stesso sia stato indicato da un partito come il salvatore delle sorti del nostro mondo. Ma, ripetendomi, mi chiedo, se la soppressione della Prefettura è mortal offesa, cosa fu quella della eliminazione della Provincia? E che cosa è già l’accorpamento della Camera di Commercio ennese a quella di Palermo? E il trasferimento di molti uffici provinciali nella vicina Caltanissetta.
Tra i lettori vi saranno operatori economici ed a loro chiedo, siete mai stati alla Camera di Palermo? Avreste idea di dove cercar posteggio per la vostra auto? Sareste in grado di raggiungere la sede? Cari ennesi, la città si fa ogni giorno, la città si fa anche comprendendone i ruoli, sentendo che va costruito quell’effetto città che gli altri deve richiamare e non allontanare, comunque tranquilli, è già pronta la nuova provincia, leggera e senza uffici, grandi parcheggi, luci a Natale e decorazioni a Pasqua, capoluogo: Sicilia Outlet Village.
Comunque vada, auguri! anche dopo il fallimento dello sbocco al Mar Tirreno dei Comuni ennesi.
Oggi, le province non esistono più ma rimarranno i Prefetti negli altri otto “capofila” rimasti.
Non più capoluogo più alto d’Italia, non più provincia con il più alto tasso di disoccupazione ed emigrazione, non più provincia con minor tasso di criminalità; quindi, perdita del primato di fanalino di coda in tutte le classifiche nazionali per quanto concerne lo sviluppo sociale – culturale – economico dei suoi abitanti.

Antonino Testalonga

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