martedì , Settembre 27 2022

Parola di Presidente

cecco la qualunqueCare risorse umane, cari esuberi, cari esodati, carissimi consumatori e meno cari consumati o più semplicemente precari, sfruttati, indigenti e malvessati. Cari, carissimi elettori, ecco per non umiliarvi vi chiamerò così: elettori. Lo sappiamo tutti quanto poco contino le parole dunque seppur schiavi, io vi chiamerò elettori. Io sono educato, sobrio e per nulla burlone e dunque non vi deriderò chiamandovi cittadini. Noi, cari elettori, siamo la classe padronale al governo e al governo faremo quel che ci pare e voi non potrete farci nulla. Noi, cari elettori, vi sfrutteremo e vi inganneremo, useremo le vostre speranze e rideremo delle vostre disgrazie perché noi siamo i poteri forti e onestamente vi dico, che di voi non ci importa proprio nulla.
Sentite come mi esprimo bene?
Non ho detto cazzo e non dirò mai culo, semmai deretano e ricorrerò a perifrasi come peggio per voi e dunque peggio per voi, pezzenti, disgraziati, miserabili, peggio per voi. Noi non apparteniamo alla vostra razza noi siamo i padroni, la classe egemone e solo per trastullo vi abbiamo fatto credere alla possibilità di esprimere la vostra volontà: che ridere!!
Voi popolo, genti, masse siete solo numeri; mani plaudenti o bocche rumoreggianti e valete solo perché comprate. Noi vecchi borghesi, vi assicuro, saremo peggio di quelli di prima, ma saremo più garbati perché la misura del padrone è la gentilezza. Noi non diremo parolacce e vi insulteremo solo in inglese.
Cari elettori spero che questo messaggio vi sia lieto e confido nella vostra pazienza per il prossimo settenario, alla fine del quale, calpestato ogni ritegno, vi chiameremo di nuovo cittadini solo cittadini però, perché frattanto delle cittadine ci saremo bellamente liberati e mentre il mondo rotola gli applausi per il discorso del Presidente si fanno scroscianti: 40 applausi per 30 minuti di discorso, un applauso ogni due parole sembrava di essere alle assemblee scolastiche, dove si applaudiva così per ridere, tanto per passare il tempo e intanto il mondo rotola.

Gabriella Grasso

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