giovedì , Ottobre 6 2022

Cinquanta sfumature di schifo

sfumature di grigioQuante cose si sarebbe potuto scrivere questa domenica: riforme mancate, morti di sanità, morti di mare. Sono morte altre trecentotrenta persone di freddo, tutte in fila in fondo al mare, ma noi ormai a quelle morti ci siamo abituati. Noi ci siamo abituati a quell’orrore, “se non fossero partiti non sarebbero morti” avrebbe detto il neoterrone Salvini. Abbiate pazienza migranti, nel 2016 toccherà pure a voi e oltre che terrone, Salvini si scoprirà pure migrante. Si sarebbe potuto scrivere della lite al Parlamento, di Sanremo, dell’incomprensibilità dell’EXPO o della lista Falcianì, ma perché? Perché! Chiedersi perché, vuol dire destabilizzare, inquietare, indurre alla riflessione e dunque perché? Meglio di no! Parliamo invece di cinema. Parliamo di quel gran capolavoro letterario (spalmato in una teleologica trilogia) prima ancora che cinematografico che è Cinquanta sfumature di Grigio. Uscito a San Valentino nelle sale nostrane, il film tratto da un libro, scritto da una donna, E. L. James, adattato per lo schermo da una donna e diretto da una donna, canta le gesta di una laureanda che liberamente soggiace alle voglie di un ricco arrogante. Viene subito da chiedersi se la stessa cosa, la giovin laureanda, avrebbe fatto per un contratto a progetto. Una versione sadomaso di cenerentola insomma, una parodia cinematografica della lotta femminista: votata alla rieducazione dell’uomo rotto, che all’amore per il proprio ipertrofico IO alterna, di tanto in tanto, il piacere di picchiare le donne, ma anche di legarle, frustarle e sculacciarle. Nella storia lei ha il pezzo di carta e lui i soldi, lei fa la commessa e lui, boooo? Lui, senza neppure chiederle il permesso, le vende il vecchio Maggiolino per regalarle una coupé rossa fiammeggiante: MIIIII….! Verrebbe da dire. Il lui della pellicola è molto presente nella vita di lei, troppo presente. A un certo momento le si materializza dinnanzi pure dalla mamma lontana e la rimprovera per aver ordinato il drink sbagliato: uno stalker! Nooooooo! Un uomo innamorato! Un altero abitante del bel mondo e lei che fa, lo rifiuta? Mai sia! Lei, liberamente, grata per le lotte femministe, ma indifferente all’emancipazione femminile, rinuncia alla sua dignità e si fa vittima. In Gran Bretagna, un gruppo che si chiama 50 shades of domestic abuse sta organizzando una protesta per l’anteprima del film a Londra. Negli Stati Uniti è stata lanciata una campagna dal nome 50 dollars not 50 shades, per incoraggiare le persone a donare 50 dollari alle associazioni che combattono la violenza domestica invece di spenderli al botteghino. In Italia anche no. In Italia aspettando l’ennesimo femminicidio, ci intratteniamo con gli sms hot di Michele Buoninconti, plaudiamo a simili proiezioni e ci stupiamo se le cose vanno così come vanno.

Gabriella Grasso

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