mercoledì , Settembre 28 2022

Auguri: il quotidiano La Sicilia compie70 anni

la sicilia 70anniIn occasione dei 70 anni del quotidiano La Sicilia, auguri Direttore da tutta la Redazione di ViviEnna – ViviSicilia, ed a tutti i Suoi collaboratori, in particolare indistintamente a tutte le firme del giornale. Molti di noi hanno avuto l’onore di essere Vostri corrispondenti, altri lo sono ancora. AUGURI a tutti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Auguri a tutti voi”
”Celebrare i 70 anni di un giornale autorevole, testimone del persistente ruolo della stampa, in tempi non facili per l’editoria, è un evento ampiamente positivo. E diventa ancor più significativo in una Regione che, al pari di altre aree del Mezzogiorno,ha sofferto in modo forte le conseguenze della crisi internazionale con la accentuazione di storici divari”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un fondo per il quotidiano di Catania pubblicato nel giorno del ‘compleannò del giornale. “Il 15 marzo del 1945 – ricorda il Capo dello Stato – partiva l’avventura de ‘La Sicilià, destinata a diventare, nei decenni, una delle voci più ascoltate del panorama editoriale del Meridione d’Italia. Nelle intenzioni del primo direttore, Alfio Russo, una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano, il nuovo quotidiano doveva rappresentare la voce della Sicilia nuova, della borghesia illuminata e moderna, anticomunista nella temperie del dopoguerra, non conservatrice. Un progetto innovatore e inclusivo – aggiunge il presidente Mattarella – sostenuto con piglio e mentalità imprenditoriale,che ottenne l’appoggio e la collaborazione della migliore tradizione liberale italiana – da Croce, a Orlando e Einaudi – e di personalità come Luigi Sturzo, attento fautore delle autonomie nel Paese”. “Oggi ‘La Sicilià – scrive ancora il Capo dello Stato – continua a rappresentare, con la professionalità di coloro che la animano, una voce che guarda alle attese di forze vive della società, al lavoro per l’innovazione e il progresso, energie che non rinunciano all’esercizio della critica, impegnate nell’affermazione del principio di legalità, in un contesto spesso difficile. Alla Direzione, ai giornalisti, al personale, ai lettori del giornale – conclude il presidente Mattarella – rivolgo i miei più fervidi auguri”.

L’editoriale del Direttore Mario Ciancio Sanfilippo
Dirigo questo giornale da quasi mezzo secolo. Mi hanno preceduto due grandi siciliani: Alfio Russo, divenuto in seguito direttore del «Corriere della Sera», e Antonio Prestinenza, raffinato uomo di cultura. Fu l’intuizione di mio zio Domenico Sanfilippo, un agricoltore liberale, a far nascere «La Sicilia» in un periodo storico delicato: si usciva da una guerra sanguinosa lasciandosi alle spalle il fascismo, e in Italia era palpabile il desiderio di voltar pagina e ripartire.
Noi siciliani eravamo chiamati a fare la nostra parte, che non era di poco conto considerato il divario esistente – già prima che scoppiasse la guerra – tra Nord e Sud: il rischio era quello di restare ai margini nella ricostruzione di una nuova società democratica. Un quotidiano poteva rappresentare, in quel momento, un punto di riferimento per una terra dal passato travagliato e dal presente incerto, dando voce alle aspirazioni di chi voleva vivere ancor più che sopravvivere. Molti cercarono altrove un luogo in cui ricominciare a sperare, altri rimasero a lottare e a lavorare in Sicilia.
Io sono cresciuto con coloro che sono rimasti, condividendo l’impegno di non abbandonare questa terra a sé stessa. Ci infonde coraggio l’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica: mettendo definitivamente da parte le passate velleità separatiste di molti siciliani e superando il becero secessionismo di qualche recente movimento nordista, egli sarà invece il garante dell’unità di tutto il paese.
A lui affidiamo le speranze della nostra gente e lo ringraziamo per il sentito intervento che ha voluto dedicare ai 70 anni del nostro giornale. Abbiamo raccontato la cronaca, con la professionalità di diverse generazioni di giornalisti, e abbiamo espresso opinioni, grazie ad una libertà patrimonio di tutti ed anima di una civiltà tesa ad una democratica convivenza.
Abbiamo dedicato in questi anni lunghe ed approfondite inchieste alla criminalità organizzata, raccontato il danno che la mafia ha prodotto alla nostra terra, il sangue di innocenti ed eroi che è stato versato. Lo abbiamo fatto senza omissioni, grazie anche al coraggio di cronisti che non si sono mai tirati indietro, anche quando sono stati apertamente minacciati. Mai un passo indietro abbiamo fatto, per il bene e per lo sviluppo di questa terra nella legalità e nella trasparenza.
«La Sicilia» ha sempre rispettato la libertà e la pluralità delle idee, ed anche per questo motivo è il quotidiano più letto nell’isola. Forti della nostra indipendenza di stile e di pensiero, della nostra autonomia da qualunque potere forte, sia economico che politico, abbiamo saputo fronteggiare anche gli attacchi più duri e le accuse più ingiuste, che non ci hanno abbattuto né ci hanno fatto cedere alla tentazione di cercare scorciatoie o abbozzare scuse.
Siamo invece andati avanti, più motivati, percorrendo la stessa lunga strada fatta di onestà intellettuale, indipendenza politica e rispetto del lettore. In un periodo di crisi economica – che non risparmia l’informazione – continuare a produrre un foglio libero da ipoteche di partito è senza dubbio un’opera di grande volontà e sacrificio: nonostante ciò guardiamo fiduciosi al futuro, perché la passione per questo lavoro fa superare difficoltà e amarezze, senza cedimenti a compromessi o a paure per i rischi che spesso si corrono.
Un giornale è, soprattutto, vita: di una comunità di uomini che credono nel lavoro e di una società di uomini che fanno politica e cultura. Dentro queste due dimensioni si è specchiata, e continuerà a farlo, «La Sicilia». E con essa gli altri mezzi di informazione, la televisione e, soprattutto internet, con il sito lasicilia. it che è da tempo ormai il nostro giornale on line. Uno strumento necessario, un supporto indispensabile al giornale per superare i settant’anni: i primi di una vita che ci auguriamo lunga, per il giornale e per i nostri lettori. Con lo stesso spirito di quando si cominciò, il 15 marzo 1945.

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