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Antigone al teatro Orione di Palermo

antigoneStasera, venerdì 20 marzo, alle 21 al Teatro Orione di Palermo –via Don Orione, 5-, “Casa Teatro”, la scuola teatrale gestita e curata da Rosamaria Spena ed Enrica Volponi, presenta “Antigone” – libero adattamento e regia di Rosamaria Spena da Sofocle, con musiche di Federico Arnone-.

La guerra, sanguinosa, estenuante, assurda e cattiva come sempre è stata e sarà. Che lascia, dietro di sé, rovina di mura e di anime…Tebe profanata, Tebe salvata, teatro di grandi passioni e di grandi conflitti psicologici e spirituali per la cultura occidentale…Tebe da ricostruire: in un silenzio denso di attese, di afa, di consapevolezza delle morti, disseminate nella piana dove si sono scontrati spietatamente Argivi e Tebani , uomini e donne della città si muovono verso il palazzo reale, lentamente, quasi non credendo che l’orrore sia finito, accomunati da un unico desiderio:ricominciare a vivere, ricostruire…in cui si insinua il senso di un pericolo incombente, ineluttabile, dato dal ricordo, negli ultimi momenti della guerra, di un’Antigone, figlia di re, nipote di re, furtiva e appassionata, fuori dal palazzo , che insegue la voce del cuore, la voce del sangue. Sola. Come è solo Creonte; sempre più solo, l’uomo “costretto” a prendere in mano le redini di uno Stato in ginocchio, distrutto e affamato, bisognoso di regole, di leggi.

Eterno, mai risolto conflitto tra Ragione di Stato e Ragione Morale: Sofocle non dà soluzioni, pur propendendo all’idealizzazione eroica della giovane Antigone; Jean Anouilh, uno dei tanti drammaturghi che hanno rielaborato il conflitto in questione, fa di Creonte un normale uomo politico, stretto tra rigore e compromessi, ben consapevole della necessità, per un popolo allo sbando, di definire una linea di governo, di garantire leggi giuste e uguali per tutti, ma la morte di Antigone prevale anche in Anouilh sulle ragioni di stato. Ancora oggi , nessuna soluzione tra le due posizioni etiche Antigone/Creonte.

Rimane il silenzio terribile e assordante della Solitudine per chi resta, privato di tutto e “condannato” a vivere, da re e da uomo, circondato da un popolo che , comunque, pretende ricostruzione, attenzione, responsabilità.

La stessa pietas invocata da Antigone e per cui viene uccisa, si è portati a provarla per il tragico personaggio di Creonte, simbolo del potere assoluto, dell’autorità di un regime totalitario, ma…… probabilmente fa parte della storia dell’uomo dover assistere, nelle alterne vicende di ogni regime, al trionfo della morte per celebrare, nel modo più macabro, il collasso del Potere : ciò che resta sulla scena è il metaforico cadavere della politica.

Rosamaria Spena

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