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Catania: Con “Natale in casa Cupiello” l’omaggio di Fausto Russo Alesi ad Eduardo De Filippo

Fausto Russo AlesiPer il penultimo appuntamento in cartellone, il Teatro Stabile di Catania ospita Fausto Russo Alesi che rivisita (riduzione, regia e interpretazione) Natale in casa Cupiello, il capolavoro del grande drammaturgo napoletano, come tributo a poco più di 30 anni dalla scomparsa. Il direttore del TSC Giuseppe Dipasquale accoglie, per la rassegna innovativa “L’isola del teatro”, la raffinata produzione del Piccolo Teatro di Milano, tra le più applaudite della scena nazionale nelle ultime stagioni, che propone una versione particolare dell’opera, commedia di ricchissima di verve comica,   ma soprattutto di patetica umanità.

Dal 14 al 20 maggio, il sipario della sala Musco si aprirà dunque su Fausto Russo Alesi, che, misurandosi con la pièce tragicomica scritta nel 1931, agisce sul palco con un “assolo”, un lungo e impegnativo monologo, architettato interamente per sottolineare quell’atmosfera di solitudine che pervade la famiglia Cupiello. L’attore quarantenne, palermitano di nascita ma milanese d’adozione, fa tutto da solo: suo è anche l’adattamento e la regia. L’arte e il linguaggio dell’indiscusso mostro sacro del teatro napoletano verranno così sondati attraverso una nuova, originale e inattesa interpretazione: si tratta infatti di un uomo che racchiude in sé tutte le sfumature espressive degli altri personaggi. La scena è spoglia, quasi come si trattasse di una casa terremotata: com’è noto, infatti, alla vigilia di Natale in casa Cupiello scoppierà il finimondo, ma a Luca, il capofamiglia, interessa solo il suo presepe.

“In quella casa – spiega il regista – scorre la vita: la vita di una famiglia, le fatiche, la ricerca di una felicità e di una bellezza fuori della quotidianità. Anche se la cifra è quella della leggerezza e dell’ironia, dal testo emerge una vena piuttosto amara e desolante. Ci viene presentata una casa misera, distrutta, inguaiata, sotto sopra, gelata, quasi terremotata; una famiglia la cui identità è alquanto precaria, non si dialoga più veramente ma si monologa, ed è per questo che credo nella sfida di attraversare questa storia in solitudine. E vorrei che questo effetto straniante di vedere un unico attore posseduto da tutte queste voci aiutasse il pubblico a vivisezionare le tematiche bellissime della tragicommedia”. Così Fausto Russo Alesi realizza un sogno fino a poco fa rimasto nel cassetto: “È da parecchio che coltivo il desiderio di accostarmi a questo grande attore-autore-regista e al suo patrimonio drammaturgico e Natale in casa Cupiello. È’ difficile definire la pièce, perché è un testo semplice e complesso allo stesso tempo”.

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