venerdì , Ottobre 7 2022

Medjugorie. Papa Francesco smonta il culto-show

medjugoriePapa Francesco smonta il culto-show della Madonna di Medjugorie

1 – IL PAPA SCOMUNICA LA RELIGIONE SHOW

Non c’è «articolazione», non ci sono sfaccettature e nemmeno possibilismi. Stando alle parole pronunciate ieri mattina da Papa Francesco durante l’omelia a Santa Marta, le «apparizioni» della Madonna a Medjugorje non sono il modo corretto per vivere la fede. Anzi, fanno parte di una tentazione che rischia di annacquare la nostra identità cristiana.
Commentando le letture della liturgia, il vangelo di Matteo (cap. 5, 13-16) e la seconda lettera di San Paolo ai Corinzi (cap. 1, 18-22), il Papa ha sottolineato che la nostra identità si costruisce attraverso «un lungo cammino». Ma può anche «andare indietro, può indebolirsi e può perdersi». Questo può avvenire a causa delle tentazioni che ci sono sempre, perché noi siamo peccatori. La tentazione principale è quella che può riguardare anche i devoti di Medjugorje.
Francesco non ha mai citato esplicitamente il paese bosniaco, ma i riferimenti ai «veggenti» sono parsi ugualmente espliciti. Il rischio per certi cristiani è «passare dalla testimonianza alle idee», annacquando la testimonianza.
«Eh sì, sono cristiano, il cristianesimo è questo, una bella idea, io prego Dio», ha detto Francesco descrivendo il comportamento di questi fedeli. Ma «così, dal Cristo concreto, perché l’identità cristiana è concreta, passiamo a questa religione un po’ soft, sull’aria e sulla strada degli gnostici».
Dietro il cristianesimo, invece, c’è lo scandalo della croce, lo scandalo di Dio che si è fatto uomo. Ma questi «gnostici moderni» inseguono «spiritualità cristiane un po’ eteree, ariose». «Su questa strada», ha precisato il Papa, «ci sono quelli che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana: hanno dimenticato che sono stati scelti, unti, che hanno la garanzia dello Spirito e cercano. Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna ci manderà alle 4 del pomeriggio?“», ha quasi ironizzato Bergoglio.
«Vivono di questo. Ma questa non è identità cristiana. L’ultima parola di Dio si chiama “Gesù“ e niente di più», ha affermato Bergoglio con forza. Insomma, per vivere il cristianesimo basta Cristo e la parola del vangelo e non c’è bisogno di farsi dire ogni giorno dai veggenti quale messaggio la Madonna manda. Già in un’altra occasione, in passato, Papa Francesco aveva detto che «la Madonna non è una postina», facendo intendere la sua contrarietà ad una devozione basata su presunti messaggi soprannaturali quotidiani.
Ma sulle parole del Papa ieri si è aperto anche un piccolo giallo. Nel testo sintetizzato dall’Osservatore Romano e riportato dal sito ufficiale del Vaticano non si trova un passaggio sulla Madonna che «non manda emissari» citato da alcuni siti. Secondo alcuni osservatori, Bergoglio non avrebbe mai pronunciato quelle parole.
Avrebbero significato rimettere in discussione altre forme di manifestazioni mariane, rispetto alle quali sembra difficile immaginare la contrarietà del Papa. Lourdes e Fatima, per citare i due casi più noti, hanno ricevuto il riconoscimento delle autorità vaticane. E fanno pienamente parte della tradizione di devozione popolare.
Nemmeno, sembra di capire, con l’omelia di ieri, Francesco ha voluto anticipare il giudizio finale sulle «apparizioni» di Medjugorje, sulle quali la Commissione voluta da Benedetto XVI ha svolto un’indagine durata quattro anni, che il cardinal Ruini ha sintetizzato parlando di una «relazione articolata», e sulla quale la Congregazione per la Dottrina della Fede si pronuncerà entro fine mese.

Prima di giungere al giudizio definitivo di Papa Francesco. Il bersaglio critico di Bergoglio non sembrano essere le «apparizioni» di Medjugorje in quanto tali. Ma certi eccessi folcloristici del fenomeno ad esse legato, un modo infantile e sentimentale di viverle. Quasi che fossero una nuova rivelazione cristiana. Che invece è avvenuta in Gesù Cristo.
Maurizio Caverzan per “il Giornale”

2 – MONSIGNOR SIGALINI: A MEDJUGORIE NESSUNA BARACCONATA

Monsignor Domenico Sigalini, cosa pensa delle parole del Papa sui veggenti? Si riferiva a Medjugorje?
«Non credo – risponde il vescovo di Palestrina – che si possa rispondere e interpretare così facilmente ciò che intendesse dire Papa Francesco. Affidiamoci alla semplicità delle parole del Santo Padre…».

Come nasce la Sua devozione verso questo luogo meta di tanti pellegrinaggi?
«Da Palestrina partivano e partono tanti pellegrini per Medjugorje e nella mia diocesi si sono pure costituite alcune belle associazioni di preghiera, di vita caritativa e di contemplazione, guidate o da persone convertite a Medjugorje o molto rinnovate cristianamente a partire da pellegrinaggi e visite».

Quante volte è stato lì?
«Ci sono andato ogni anno di episcopato, cioè dieci volte».

Che atmosfera ha respirato in quel luogo?
«Ho partecipato a tanta preghiera, a tante confessioni e salite faticose e oranti ai due luoghi più importanti delle prime apparizioni. Non ho mai visto fenomeni da baraccone, ma sempre silenzio e tanta preghiera».

Ha assistito a conversioni?
«Non ho assistito mai, perché le conversioni avvengono nella calma dello Spirito, si attuano nella vita quotidiana e nelle opere di carità che non sono mai di un momento».

Sa o conosce persone che son guarite dopo un viaggio a Medjugorje?
«Di guarigioni spirituali tante, fisiche o da malattie ne ho solo sentito parlare».

Lei ha mai accolto i veggenti di Medjugorje nella sua diocesi?
«Ci sono stati finché la Santa Sede non ci ha fatto capire che è meglio evitare perché forse le apparizioni venivano percepite dai fedeli come soprannaturali e questo non è possibile né dirlo, né negarlo».

Che pensa dei veggenti?
«Ne conosco solo alcuni: per me sono persone serie, motivate, cui la vita non regala né salute, né fortuna, né vita di famiglia facile. Sono preoccupati di rendere testimonianza a ciò che hanno provato, dentro una umanità normale. Una vita sempre in salita dalle prime persecuzioni fino alle incomprensioni di oggi».

Il Papa entro fine mese ha parlato di un pronunciamento su Medjugorje. Ci saranno sorprese?
«Secondo me ci saranno indicazioni pastorali per aiutare i pellegrini a centrare tutto su Gesù e ad avere fiducia e speranza, a convertirsi sempre. I fatti di Medjugorje sono molto diversi da altre apparizioni, e credo che la Chiesa finché saranno vive le persone coinvolte non prenderà posizione sulle cosiddette apparizioni».

Si tratta di eventi soprannaturali?
«Io ho sempre detto e aiutato i fedeli a non affermare che sono soprannaturali, perché finora non si hanno motivi validi per affermarlo, ma nemmeno a prenderle sotto gamba. La fede non è qualcosa da mettere in tasca e basta, ma sempre da accogliere dalla tenerezza di Dio e dalla creatività dello Spirito Santo e conformarvi la nostra vita».
Fabio Marchese Ragona per “il Giornale”

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