venerdì , Agosto 19 2022

Al Teatro Stabile di Catania lo spettacolo “Gli uomini mangiano i pesci”

Cartia Sardo - gli uomini mangiano pesci“Gli uomini mangiano i pesci” è un progetto teatrale sull’ecatombe che insanguina il Mediterraneo e non ha trovato ancora una soluzione che rispetti la vita e la dignità dell’uomo. Esempio di quello che viene definito “teatro civile”, l’atto unico per musica e voci di Anna Vinci e Giovanna Casadio, vede protagonista Lucia Sardo insieme a Simonetta Cartia. Venerdì 3 luglio, alle 19, al Teatro Musco le due attrici faranno un reading, è prevista la partecipazione del regista Ivan Stefanutti. Le immagini sono di Stefano Fogato, le musiche di Jean-Jacques Lemêtre. La produzione è di Rean Mazzone, Ila Palma, Dream Film, Funima International onlus, l’iniziativa è promossa dal Comune di Catania e dal Teatro Stabile di Catania.

Due donne, Miriam e Vita, due amiche che hanno scelto strade diverse, la prima è rimasta nella sua isola di origine, l’altra vi ritorna per brevi periodi, rievocano il rito della mattanza vissuto nella loro infanzia e la vendita della tonnara, di cui le famiglie condividevano la proprietà, in un isolotto (lo scoglio) al largo di Lampedusa (l’isola). La violenza, l’ebbrezza del sangue. Ma anche il patto sacro che lega l’uomo all’altro uomo e alla natura. Oggi, che il Mediterraneo è il teatro dello sterminio dei migranti, il patto è spezzato. Al Coro delle voci di chi parte, di chi brucia frontiere, affronta paure e attraversa la notte del mare, si alternano le voci delle due amiche, che ricordano il passato con sguardo stupito. “Gli uomini mangiano i pesci”, usava ripetere il padre di Miriam. Oggi i pesci mangiano gli uomini. L’atto unico di Anna Vinci e Giovanna Casadio è anche denuncia civile, che attraverso le suggestioni dell’Isola, mette in scena legami antichi – ben oltre la parentela di sangue – e l’intreccio tra desiderio, dolore, nascita e rinascita, che dà la misura della nostra umanità. Il mare, che con le sue immagini, mette in scena l’eterna lotta dell’uomo con la natura, e per contrappunto rimanda a quello stesso mare dove il patto antico è spezzato. L’isola-approdo diventa isola-sogno.

Ingresso libero.

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