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Caso Tutino. Crocetta: “mi autosospendo”. FI: vigliacco, si dimetta. Tina Montinaro: provo schifo

Rosario_CROCETTA mappamondoIn una intercettazione che sarà pubblicata domasni dal settimanale L’Espresso emergono le parole che il chirurgo estetico amico del presidente della Regione, Matteo Tutino, ex primario dell’ospedale Villa Sofia di Palermo avrebbe pronunciato riguardo all’ex assessore regionale alla Salute. Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio,: “Va fermata, fatta fuori. Come suo padre”. In quella telefonata, secondo il periodico, il presidente della Regione “non replica” alle frasi del medico.

“Mi auto-sospendo immediatamente da presidente della Regione”. Così all’ANSA il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, sull’onda delle polemiche. “Dimettermi? Sono accusato di qualcosa? Ho fatto qualcosa? Il destino della Sicilia può essere legato a una frase, che non ho sentito, pronunciata dal mio medico? Non lo so. Voglio essere sentito dai magistrati su questa storia della frase di Tutino, farò una richiesta formale. Quello che mi sta accadendo oggi e la cosa più terribile della mia vita”. Crocetta annuncia che affiderà l’interim per la guida della Regione a Baldo Gucciardi (Pd), neo assessore alla Sanità, subentrato proprio a Lucia Borsellino, che si è dimessa dopo l’arresto di Tutino, nell’ambito di una inchiesta sull’ospedale Villa Sofia.

presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha chiamato stamane Lucia Borsellino per esprimerle tutta la sua solidarietà. Il presidente sabato sarà a Palermo in occasione della cerimonia dell’Anm di commemorazione del giudice Paolo Borsellino e della veglia serale di solidarietà.

Un abbraccio di solidarietà è stato inviato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi a Lucia Borsellino. A lei questa mattina, sottolineano fonti di Palazzo Chigi, il premier ha fatto la prima telefonata della giornata.

“Abbraccio Lucia vittima di uno squallore miserabile. Crocetta non si permetta di atteggiarsi ulteriormente a martire, se ne vada immediatamente, non ricorra al balletto delle autosospensioni. Provo schifo per le notizie di oggi; basta con le medagliette da sfoggiare nelle passerelle antimafia, basta con le carriere facili fatte sulla pelle dei nostri morti”. Lo dichiara Tina Montinaro, presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici e moglie di Antonio, caposcorta del giudice Giovanni Falcone.

Angelino Alfano che ha telefonato alla figlia del magistrato per esprimerle “sdegno, affettuosa vicinanza e solidarietà per quelle parole che pesano in modo gravissimo e incancellabile sulla coscienza di chi le ha pronunciate”.

“Inevitabili dimissioni Crocetta e nuove elezioni. Quelle parole su Lucia Borsellino una vergogna inaccettabile”, frase del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone.

“Il silenzio del Presidente della Regione di fronte alla violenza delle parole di Tutino, se confermato, scuote le coscienze dei siciliani tanto quanto la frase indegna ed oltraggiosa pronunciata dal medico ed impone le immediate dimissioni di Rosario Crocetta, che non può restare un minuto in più alla guida della Sicilia. E di fronte alla gravità della vicenda considero assolutamente insufficiente l’autosospensione, annunciata qualche minuto fa dal Presidente della Regione, perché sarebbe un inutile quanto dannoso “pannicello caldo”. Esprimo tutta la mia personale solidarietà a Lucia Borsellino e sento il dovere di ringraziarla, a pochi giorni dall’anniversario della tragica scomparsa di suo padre, per il lavoro evidentemente “scomodo” che ha svolto per questa terra”, lo ha affermato l’on.Elio Galvagno, Sindaco di Centuripe.

“Il mio è un ultimatum al presidente e al Partito Democratico: entro il 19 luglio Crocetta deve consegnare le sue dimissioni e già oggi il Pd deve uscire dalla giunta. La dignità vale più di seimila euro”, Lo ha detto il vicepresidente dell’Antimafia regionale, Fabrizio Ferrandelli, durante una conferenza stampa all’Ars nella quale ha anche lanciato il progetto dei “Coraggiosi”.

Il capogruppo Pd all’Ars Antonello Cracolici: “Le notizie di stamane ci spingono a prendere atto che, a questo punto, andare avanti è praticamente impossibile. È il momento che, innanzitutto il presidente della Regione, valuti l’opportunità di chiudere la legislatura”.

“Sono disgustato della frase di Tutino. Sono parole inaudite. Penso anch’io che Tutino vada allontanato da qualunque servizio pubblico. Mi rifiuto di pensare che Crocetta lo abbia sentito e non abbia reagito con tutta la durezza di cui è capace. Il fatto, comunque, è così grave che non bisogna escludere nessuna decisione”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia.

Angelo Capodicasa del Pd: “Se confermate, quelle parole ci sembrano di una tale gravità da giustificare decisioni drastiche e dirimenti quali potrebbero essere le dimissioni”.

“Servono commenti?”. E’ la reazione del deputato del centrodestra Nello Musumeci.

“Dimissioni subito senza se e senza ma”. Il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle all’Ars chiede a Crocetta di mettere fine alla sua pessima esperienza di governo, da sempre “disastrosa dal punto di vista amministrativo e ora anche vergognosa e intollerabile dal punto di vista etico e della legalità”. “Se quanto pubblicato dall’Espresso – dicono i parlamentari – dovesse essere vero, Crocetta non può più ritenersi degno di rappresentare i siciliani. Tutto avrebbe dovuto fare il governatore fuorché rimanere in silenzio dopo le gravissime parole del suo medico, meritevoli di finire immediatamente sul tavolo della Procura della Repubblica. Come mai – ci chiediamo – Crocetta, che ha fatto della denuncia il vessillo del suo mandato e delle gite, spesso inutili, in Procura, la costante della sua azione di governo, davanti alla parole di Tutino non avrebbe trovato nulla di ridire?”. “Ci auguriamo – continuano i deputati – che queste intercettazioni siano la spallata definitiva all’antimafia di facciata, usata finora solo in modo vergognoso per tappare le enormi falle di un’azione governativa nettamene insufficiente, a tratti inesistente e spesso dannosissima”. “Ci aspettiamo – proseguono i deputati M5S – che gli ultimi gravissimi episodi superino i bassi interessi di bottega del Pd e degli altri alleati di governo, cosa che finora ha tenuto assieme i cocci del vaso governativo, da sempre in frantumi. Un assessorato, una poltrona o uno strapuntino di sottogoverno non possono giustificare la prosecuzione di una legislatura fallimentare. Né può giustificarla il terrore della mancata rielezione di tantissimi deputati a sala d’Ercole. Se ne facciano una ragione e comincino a cercarsi un lavoro: questo governo è morto. E’ ora di dare nuovamente voce ai siciliani con il ritorno alle urne”.

“Crocetta chiarisca subito la sua posizione in questa ignobile vicenda e gli inquirenti facciano la loro parte immediatamente perchè ombre di questo genere non possono gravare sulla Sicilia e sui siciliani onesti” lo dice Michele Pagliaro, che specifica: “Non so cosa stia accadendo ma quel che è certo è che la frase pronunciata da Tutino non lascia adito a dubbi e che Crocetta si trova ora in una posizione scomoda, da chiarire immediatamente”.

“A questo punto restituire la parola agli elettori è un imperativo categorico”. A dirlo è Mariangela Di Gangi di Sel Sicilia. “Al presidente della Regione, che si giustifica spiegando di non avere sentito la gravissima affermazione di Tutino nei confronti del suo ex assessore, rispondiamo che non ci interessa sapere se ci fosse campo a sufficienza per sentire, perché il punto non è il suo silenzio, ma il rapporto tra lui e il suo medico personale. Oggi – continua Di Gangi – sarebbe segno di salute politica certificare un fallimento, quello della Rivoluzione che non c’è stata e quello di un presidente che si è fatto eleggere con la scritta Antimafia sul manifesto elettorale e che oggi noi abbiamo difficoltà a distinguere dai suoi predecessori, in fatto di azione di governo”.

“Assolutamente inaccettabile quanto appreso dalla stampa circa il contenuto delle intercettazioni telefoniche a carico di Tutino. E’ raccapricciante ed inquietante pensare che uomini chiave della pubblica amministrazione, gratificati per il livello di professionalità posseduta, possano esprimere pensieri di tale gravità e nefandezza. La lotta alla criminalità, al malaffare, alla corruzione sono – come ha dichiarato l’Assessore Borsellino e come sosteniamo da sempre – anche grazie alla testimonianza data dai nostri Assessori Reale e Caleca – la “precondizione di qualsiasi attività”. La memoria dei magistrati e di quanti hanno sacrificato la propria vita per difendere diritto e legalità vanno preservati e difesi contro chiunque li metta in pericolo. Tenere alta l’attenzione e non lasciare spazio a equivoci. Siamo certi che le dichiarazioni rese dal Presidente Crocetta siano vere perché notevole è la sua storia quanto ad impegno nella lotta alla mafia. Proprio per questo chiediamo che il Presidente chiarisca la sua posizione alla magistratura in maniera da liberare l’azione di governo da equivoci e ombre.

“Non è più tempo di parole ma di fatti. Non è più tempo di tergiversare ma è ora di prendere atto che si è al punto di non ritorno. Il PD, che fino a ieri ha tentato, con un gesto di responsabilità, di raddrizzare la rotta per governare finalmente una Regione che ha bisogno di una classe politica sobria e responsabile, rompa gli indugi e chieda, all’unisono, al Presidente di fare un passo indietro. In caso contrario si prenda atto che, comunque, la legislatura è al capolinea e che è indifferibile e urgente andare a nuove elezioni. Alla vigilia del tristissimo anniversario del 19 luglio, questo sarà un segnale di coerenza e buon senso che i siciliani, e gli elettori, sapranno certamente cogliere. Un abbraccio a Lucia Borsellino, alla quale esprimo piena e affettuosa solidarietà”. Lo dichiara Michela Giuffrida, deputato europeo del Pd.

La direzione regionale di Sicilia Democratica si riunirà a Palermo mercoledì mattina per valutare le ragioni dell’appoggio ad un governo regionale che, dalle dimissioni dell’assessore Caleca in poi sembra aver definitivamente perso la bussola.

“Ci auguriamo che la magistratura faccia presto luce sulla vicenda. Ma inevitabilmente servono, un chiarimento politico. E l’apertura di una stagione nuova”. Così Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia. Per il segretario della Cisl Sicilia, “se venisse accertato che è tutto vero, quella conversazione sarebbe di una gravità inaudita. La magistratura chiarisca tutto. In tempi brevi”. In ogni caso, “la drammatica situazione siciliana, economica e sociale, impone atti politici che restituiscano rapidamente autorevolezza e agibilità alle massime istituzioni dell’Isola”. “S’impone il ricorso a una stagione nuova – rimarca il numero uno della Cisl Sicilia – che segni una svolta e affidi nuova centralità ai temi dello sviluppo e del lavoro assieme a quelli della trasparenza e della legalità. Ma non meramente declamati”.

“Cosa vorrebbe dire che Crocetta si ‘autosospende’? Non si è mai vista una cosa del genere”. Così commenta a caldo il senatore di Forza Italia Giovanni Mauro, commissario e portavoce del partito in provincia di Ragusa. “Davanti al definitivo crollo della sua antimafia da farsa – aggiunge – la smetta di essere vigliacco, si assuma le sue responsabilità e si dimetta. Si renda conto quanto è insostenibile per la Sicilia e i Siciliani un presidente così delegittimato”.

 

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