mercoledì , Settembre 28 2022

Tindari: In scena “Pseudolus” per il Teatro dei Due Mari

Manlio DovìTindari (Me). Un istrionico e “ingannatore” Manliò Dovì, nei panni di uno schiavo fedele e astuto, sarà il mattatore della commedia “Pseudolus”, prossimo appuntamento del Festival “Teatro dei Due Mari”, in scena mercoledì 19 agosto, alle 21.15, al Teatro Antico. Tratto dalla celebre opera di Plauto e diretto da Walter Manfrè, è uno spettacolo dal forte effetto comico che si sviluppa nel confronto/scontro tra il servo poeta organizzatore dell’intrigo, Pseudolo, e il perfido Ballione. La trama narra delle mire di Calidoro, che vuole appropriarsi dell’amata cortigiana Fenicia, già promessa a un soldato macedone in cambio di venti mine. Per raggiungere il suo scopo interpella il fedele Pseudolo, il quale escogiterà mille stratagemmi per liberare la ragazza e coronare il sogno d’amore del padroncino. L’opera, considerata una delle più riuscite del commediografo romano, fu composta e rappresentata per la prima volta in occasione dei Giochi Megalesi del 191 a. C. e contiene alcune delle caratteristiche principali della scherzosità plautina, come la presenza di elementi metateatrali e la funzione narrativa delle parti cantate, affidate per l’occasione all’estro di Giacomo Zumpano, autore delle musiche. Grande protagonista dello spettacolo sarà l’attore e cabarettista palermitano Marco Dovì, perfettamente a suo agio in una commedia che, come nella migliore tradizione plautina, affida la propria comicità non a un’azione serrata ma piuttosto ai dialoghi, alla mimica, a ripetuti scambi di persona nonché alle beffe e a esilaranti giochi di parole. Nato a Palermo nel 1964, Dovì debutta in tv nel 1986 partecipando alla trasmissione Fantastico, condotta da Pippo Baudo. L’anno successivo entra a far parte del Bagaglino e diviene noto al grande pubblico grazie alle sue indubbie doti di imitatore (fra le sue imitazioni più riuscite si ricordano quelle di Cossiga, Sgarbi e Fassino). Lo spettacolo vedrà in scena Manlio Dovì, Domenico Pantano e Marco Prosperini; musiche originali di Giacomo Zumpano; scene di Antonio Panzarella; costumi di Cabiria D’Agostino; regia di Walter Manfrè.

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