venerdì , Ottobre 7 2022

Monreale omaggia Benedetto Messina

Benedetto-MessinaUna mostra collettiva dei suoi allievi, organizzata dall’Associazione Mons.Realis, con la collaborazione del Comune, presso il Complesso Monumentale San Gaetano, a cinque anni dalla scomparsa dell’artista Benedetto Messina si è conclusa felicemente con un concerto su Le Rimembranze Barocche con Maurizio Parisi, Salvatore Ferraro, Tommaso Tallito, Mauro Greco,Licia Tani.

Benedetto Messina (1919-2009) è l’artista monrealese, pittore dalla pluralità d’interessi, che vanno dalla scultura alla ceramica, al mosaico, all’incisione, alla poesia, al restauro, alla scultura e che gli hanno procurato la definizione di” Patriarca dell’Arte”, ha lasciato un vuoto profondo nella comunità, che gli ha dato i natali, nell’arte siciliana e nel mondo cattolico dell’associazionismo (Azione Cattolica.,UCAI, Movimento dei Focolari, Laureati Cattolici, Serra Club), di cui è stato protagonista tra i fondatori e promotori (1).

Ed ora, si resta in attesa di una sua auspicabile completa Mostra antologica presso il Museo Diocesano di Monreale, così innovativo nella promozione della didattica museale e delle arti locali.
E’ prevedibile, per ricordare il significato della Casa Museo di B.Messina, donata al Comune e per rendere ancora partecipe la cittadinanza quel dono antico con la presentazione di altre sue opere conservate da parte dei possessori, dispersi in Sicilia ed altrove e raccolte per completare l’archivio del Fondo Messina a cui collabora la figlia Tiziana con i fratelli.

Alcuni suoi allievi, intanto, e l’Associazione Mons.Realis, organizzatrice dell’attuale mostra allestita, in omaggio del maestro, dalla prof.Bruno e dal presidente Granà hanno intanto promosso con successo la prima collettiva degli allievi, degna di plausi e dei numerosi visitatori (2).

L’evento, voluto dall’Associazione Mons.Realis di Monreale, è presente in www.facebook.com (6) e si è concluso con un concerto di beneficenza a sostegno dei poveri assistiti dalla Caritas diocesana, tanto sostenuta dall’artista.

La generazione di Messina è quella dalla fanciullezza e dalla giovinezza condizionata dalla cultura fascista e formatasi nelle sacrestie ai valori del Cristianesimo ed alla militanza civile quasi clandestina, apparsa nel dopoguerra con una gran voglia di educare, di essere d’esempio nella propria città, di fare gruppo e comunità, di partecipare alla vita delle nascenti istituzioni democratiche, caricandole di valori e di impegni per il bene comune.

Nato nel 1919 a Monreale, Messina è cresciuto nella bottega artigiana del padre, sovrastata da un’immagine di S.Giovanni Bosco, la cui presenza esercitava il ruolo di richiamo nella modesta clientela del padre, in tempi di difficoltà economiche e di mancanza di lavoro.

Il giovane Benedetto ama disegnare e lavorare la cera e la creta sin da bambino e quella nota biografica ispira le iniziative e le ricerche dei corsi di didattica artistica introdotte nei programmi per i ragazzi del Museo Diocesano di Monreale,presenti nel volume di Chiara Dell’Utri, recentemente presentato dalle prof. Di Natale e Rosa Maria Spadaro.

Poi, il Nostro riesce a frequentare il Liceo Artistico di Palermo ove incontra i suoi primi maestri Alfonso Amorelli, Maria Grazia Di Giorgio e Francesco Bosco. Si diploma per proseguire poi per il magistero arte di Palermo.

Ancora giovanissimo partecipa a mostre regionali e nazionali ed i premi non mancano, il primo a Roma nel 1937. Nella città dei suoi studi giunge l’eco del futurismo e i primi segni della corrente realistica. Incontra Pippo Rizzo e partecipa alla fondazione dell’UCAI di Palermo.

Quando con il trenino da Palermo sale da pendolare a casa, a Monreale, per studiare si rifugia,come ad un suo posto di lavoro, indisturbato e sopra un albero ombroso, e lì trova ispirazione per la pittura e per la poesia, riflettendo sui colori varianti della Conca d’oro.

La guerra lo avrebbe visto fante di un esercito senza vestiti e strumenti adeguati e poi, nel ‘43 prigioniero in un campo di concentramento raccontato nelle ”100 poesie di Messi Detto (Messina Benedetto )Monrealese“: -’Dda dui simani tra fami e tormenti/stetti a pinzare me patri e me matri/.senza coperta né lettu e guanciali/ittatu’nterra e ‘nte lanni a manciari, /comu fa puru lu bassu animali/-.

Al ritorno sarà presto docente di disegno decorativo ed architettonico presso l’Istituto Statale d’Arte di Palermo, ma nel cuore di Messina c’è Monreale, con i mosaici della cattedrale, che insegnano il catechismo, che parlano tutte le lingue del mediterraneo.
L’arte vista come momento creativo, nell’orizzonte del tempo che si vive, rivelatore della divina creazione della natura e dell’apporto di una società che si evolve con gli strumenti della tecnica.
e quelle opere giovanili di pittura e di scultura di Messina, premiate in molte città dell’Isola e del resto d’Italia, difficilmente oggi sono rintracciabili,disperse nelle mostre,vendute per le necessità vitali.

Benedetto Messina, fin da quegli anni – scrive Antonina Greco, che ha curato una sua prima mostra antologica (dicembre 1997-gennaio 1998) – opera nell’ambito di alcuni generi tematici: il sacro, la natura viva e morta, il ritratto, il paesaggio – un mondo a immagine e somiglianza di Dio, ove non mancano complimenti di virtù e piacevolezza, come nell’edenica visione di un paradiso terrestre.
Ogni atto in questa logica è concepito come valore etico: e perfino l’arte rientra nella visione del bene universale che è Dio stesso (3).

Tra gli artisti del dopoguerra si diffonde la corrente realistica, nel dissolvimento dell’esperienza neo-futurista, Messina conosce gli artisti dominanti, e si colloca vicino all’oriundo corleonese Pippo Rizzo, anch’egli della diocesi di Monreale e l’UCAI, oggi presieduta da Fulvia Reyes, li ricorderà tra i benemeriti fondatori dell’Associazione cattolica degli artisti italiani tra i quali rilevante è l’impegno del Nostro, che partecipa con Rizzo alla sua costituzione e alle prime mostre e attività che riporterà, in seguito, a Monreale.

Ed intanto, ora in memoria delle origini dell’UCAI, da parte delle prof Rosa Santoro, segretaria generale della unione di Palermo, la prof. Laura Natangelo e Sergio Amorello, che cura l’archivio Pippo Rizzo, di cui è Vice Presidente, presso la sede presso la Cripta di San Giorgio dei Genovesi
in Piazza Tredici Vittime, si sono aperti gli incontri per approfondirne tutte le peculiarità delle opere di Rizzo e del contemporaneo Messina.

Il Nostro a Monreale sviluppa le sue relazioni artistiche con Vittorio Corona, Giovanni Varvaro e poi Michele Dixit, Lia Pasqualino Noto, Giambecchina, il sambucese, Renato Guttuso, rapidamente affermatosi e più tardi, e con il corleonese autodidatta Bruno Ridulfo (12).

Un realismo artistico il suo, tra quei contemporanei, che parte dalla natura, e che lo porta , attraverso la natura, studiata, amata, a Dio, alle proprie certezze che ha il dovere di trasmettere, nel raccontare il presente, la vita, i suoi allievi o la maternità, fino allo studio di un apostolo ed al suo ritratto, riproposto, per un’identità trasparente, limpida, libera da condizionamenti, generosa verso il prossimo. Il Nostro scriverà: “Non sono un poeta astratto/ cose concrete dico/e nelle piaghe umane /metto sovente il dito /. Le verità che dico/ turbano i menzogneri: oggi se guardi intorno /, ne scopri più che ieri” (2).

E Parigi lo premia proprio per il ritratto che presenta ad una mostra internazionale e tornerà ad invitarlo per altri impegnativi confronti artistici.

Nel 1959, inizialmente nella sua casa, Messina riunisce un gruppo d’allievi in un improvvisato laboratorio-studio di mosaico e poi fonda la scuola comunale d’arte per il mosaico e la ceramica, trasformata nella sezione dell’Istituto Statale d’Arte di Palermo e poi la Scuola d’Arte per il Mosaico e la Ceramica, ora Istituto Statale d’Arte, del quale Messina è stato il primo direttore.

Le origini di quella vocazione-passione si era manifestata e consolidata nel ’55 quando mons.Di Giovanni aveva aperto a Monreale, in cattedrale, un corso di restauro ed al giovane Messina era stato dato l’incarico d’insegnante di disegno geometrico, mentre al prof. Romano, mosaicista la conduzione del corso pratico. Il disegno professionale veniva affidato al prof. Francesco Bosco, primo riferimento artistico di Messina, che incontrava così la sua prima comunità d’artisti a cui fare riferimento. Per iniziativa del sindaco La Commare, sotto lo stimolo di Messina si avviavano, intanto, alcuni corsi di ceramica. In quelle iniziative i primordi del laboratorio-studio di casa di Messina e la successiva sezione staccata dell’Istituto Statale d’Arte di Palermo con l’evoluzione nella Scuola di mosaico e della ceramica.

I mosaici del Duomo di Monreale, che illustrano il vecchio ed il nuovo Testamento, avevano aiutato Messina a scoprire la sua vocazione artistica e la sua produzione sarà sempre ispirata dalla fede.

Negli anni sessanta Messina cercherà di trasferire nell’habitat quotidiano degli uomini, con i pannelli a mosaico ed i piani mosaicati di gusto floreale, le suggestioni ricevute nella scoperta della sua vocazione e nel consolidamento della sua fede, proprio dai mosaici. E produce il tavolo mosaicato per Sukarno.

Avevo conosciuto il prof Messina nell’Azione Cattolica di Gedda e Carretto, alla fine degli anni quaranta, come riferimento forte della gioventù postfascista, incantata dalle lezioni di Medi e dai sogni europeisti di Ambrosiani (8).

Messina operava, fuori dell’insegnamento tecnico, alla formazione della gioventù cattolica, dei baschi verdi, in maniera rigorosa e tradizionalista. Gli incontri nell’Azione Cattolica iniziavano con il Santo Rosario e non tutti i giovani, specie quelli richiamati da iniziative culturali e politiche alternative (Renna, Noto) avrebbero,in quel momento, accettato questa pedagogia della fede e della formazione alla preghiera ed al sacrificio.

Nella città delle arti la sua vocazione e la sua fede religiosa si configuravano in una simbiosi, che lo portava alla prima produzione artistica, ricca di sentimenti e di profonde convinzioni.
Nella sua versatile attività, Messina, s’interessava di pittura, ma anche di scultura e di ceramica.

Uscivamo nelle piazze a Monreale, provenienti dalle parrocchie della diocesi, al seguito di una Via Crucis predicata dai laici e partecipata da centinaia di giovani. Era Messina a predicarla, con Carcione, Madonia, Bino Li Calsi, Rocco Campanella.
Una redenzione dagli errori della guerra da bandire per offrire la pace ad una società mutilata, all’insegna del Vangelo che un frate francescano, Rivilli, invitava a leggere e a predicare con la propria testimonianza ed attraverso la Crociata del Vangelo, poi Presenza del Vangelo, ricordati nella rivista CNTN di Palermo, mentre da Trento Chiara Lubich gettava le fondamenta del Movimento dei Focolari, che Messina porterà a Monreale, con l’attenzione a tulle le problematiche formative e culturali dei Focolarini.

Ed intanto nella Monreale, povera allora d’istituti scolastici, il Nostro, che aveva fondato la prima scuola comunale d’arte per il mosaico e la ceramica, ora passava a sostenere altri interventi nelle
infrastrutture scolastiche. I cattolici erano impegnati a potenziare le scuole medie e secondarie e Messina era affiancato da Rocco Campanella (3), da Pino Giacopelli, (4) dalla signorina Terruso, da La Commare, da Comandè, da Bino Li Calsi, da PinoViola, da G. La Bruzzo, e poi da B.Ridulfo, da I.Marretta, da V.Ciacciofera,nel Serra Club(10), da F.Ganci, da Leto, da F.Mortillaro, da N.Sirchia, dai giovanissimi R.Oddo, V.Galati, A.Vaccaro, M.Cinà, R.Terranova, S.Vaglica, P.Croce.

Il potenziamento delle strutture scolastiche a Monreale per i laureati cattolici si poneva come problema indilazionabile, per offrire ai giovani meno abbienti la possibilità di proseguire gli studi, quelli artistici in particolare e Messina nel Comune, si batteva, assieme all’intraprendente e coraggioso prof. Rocco Campanella, per l’istituzione degli istituti secondari,specie quelli artistici ed umanisti .e l’abbattimento della locale dispersione scolastica, allora altissima (3).

I mosaici del Duomo, “scrigno di un grande tesoro”, avevano quasi folgorato (e non c’erano le illuminazioni curate in seguito dall’ing.Stefano Di Prima e volute dall’arcivescovo Cataldo Naro), il talento del giovane artista cattolico, impegnato nella vita comunale, nell’insegnamento, nella produzione pittorica e ceramica, nel restauro di pitture e di statue votive, quasi profetico nell’indicare le future linee programmatiche del Museo diocesano.

In una lirica dedicata a Monreale Messina aveva scritto: -Madre sei di gente che dura/per sua arte pensiero e poesia/I Novelli, il Miceli, il Millunzi, /Veneziano,Pantaleo il Fiorenza…/Sono figli di tua nobile terra/e tra i vivi è ancora sequenza-.
E così preparava la nuova schiera d’artisti nella pittura, nella ceramica, nel mosaico.

La ceramica artistica monrealese trovava, infatti, in Messina un cultore ed un promotore: le terracotte smaltate, dedicate ai figli Antonella, Patrizia,Tiziana, Fausto, i tre crocifissi del ‘1980, le tre Grazie-1980, e poi le maioliche, la predica degli uccelli,del 1963 ed il volto di Gesù del 1965,
avrebbero fatto scuola ad una generazione di ceramisti, la cui produzione avremmo trovato in Piazza Guglielmo II e nelle diverse attività del Nostro.Gli anni ottanta hanno visto Messina quasi totalmente impegnato nella scultura. Era quello un ritorno ed un completamento d’artista eclettico ed iniziano con “La maternità”-1980, in bronzo, ”I tre crocifissi, ”Il busto di Cristo”.

Quella sua prima esperienza dei corsi di ceramica, sia a casa, sia organizzati dal Comune presto si era trasformata in sezione dell’Istituto Statale d’Arte e poi del Mosaico e della Ceramica.
Più tardi, ai nostri giorni, una signora Messina, con la bottega all’ingresso della villa comunale, conquisterà mille premi per la ceramica ed esporrà i suoi presepi in tutto il mondo, al seguito dell’Alitalia. I riconoscimenti nazionali e internazionali erano arrivati a Messina con la partecipazione a mostre di pittura personali e collettive, alle quali non lesina le sue opere per dialogare e confrontarsi, per trasmettere tecniche e messaggi artistici trasparenti, da vero maestro.

E Nino Castelluzzo, un confratello della Confraternita del SS.Crocifisso, la cui statua Messina ha restaurato in maniera eccellente, che raggiunge a casa il pittore per accompagnarlo alle riunioni del Serra Club di Monreale, alla cui fondazione ha voluto partecipare, Messina lo riceve in una stanza ove colleziona bottiglie di vetro di tutte le dimensioni e colori. Sono bottiglie vuote, stipate negli armadi deposito. Alla meraviglia di Castelluzzo ed alla domanda: a che servono? l’artista risponde: “Vedi, sono tutte diverse, di forma, di colore, di tempo, come gli uomini e le donne che incontriamo tra il nostro prossimo. Le ho raccolte, ma hanno la stessa fragilità del nostro prossimo.

Messina ha donato al Comune di Monreale la sua “casa –museo” con annesse cento opere tra dipinti, sculture e ceramiche, quasi a segnare un cammino artistico per la sua città, come faranno altri artisti, suoi successori e l’amministrazione comunale non tarderà a recuperare valorizzando questo bene culturale della storia artistica di Monreale..

Questo animatore dell’associazionismo cattolico, fu fondatore nel ’66 del primo ”Focolare” del movimento di Chiara Lubich di Monreale, come ricorda l’ing. Pino Fiorica e fu anche attivo consigliere comunale ed assessore nel ’57. Il programma del Movimento della Lubich faceva con lui capolino in Sicilia e nella diocesi di Monreale.

Messina ha inteso così instaurare un rapporto nuovo tra cittadini, amministratori e istituzioni scolastiche e culturali, da rendere produttivo per il bene comune, per difendere la pace, per dare alle istituzioni democratiche valori umani di solidarietà.

L’artista, nel fondare a Monreale l’UCAI volle insegnare, testimoniandolo, con la partecipava alle mostre collettive con l’umiltà del neofita, per sentirsi in comunione con tanti giovani talenti, come avrebbe operato Chiara Lubich dei Focolarini a Loppiano con i Gruppi Gen Rosso e Gen Verde nel settore musicale, con la collaborazione del musicista Nino Mancuso (9) da Bisacquino, cofondatore del Gen Rosso e artista laico credente della diocesi di Monreale.
L’UCAI ora torna ad essere presente a Monreale, sotto l’impulso dell’arcivescovo mons.Michele Pennisi, del Vicario per la cultura Nicola Gaglio, di Franco Nocera, di Sardisco, di Emilio Matera, di Bruno e Granà dell’associazione Mons.Realis, e del grande complesso espositivo del Palazzo di Guglielmo, dal complesso di San Gaetano e dall’intraprendente innovativo Museo Diocesano potenziato dagli Arcivescovi Naro, Di Cristina, Pennisi.

E non è mancata la sensibilità e la collaborazione della presidente UCAI di Palermo, Fulvia Reyes, che ha programmato di ricordare a Palermo il contributo dato da Messina all’Unione. A tal riguardo, la Reyes ha voluto partecipare all’Assemblea Generale dell’associazionismo laicale della diocesi di Monreale, presieduta,negli anni scorsi dall’arcivescovo Salvatore Di Cristina e svoltasi a Isola delle Femmine, con alcune opere di ispirazione sacra, prodotte dagli artisti palermitani.

Messina fu nella diocesi di Monreale, l’animatore dei Laureati Cattolici ed ebbe intense relazioni con la FUCI e l’AIMC, mentre godette della stima degli Arcivescovi Carpino, Mingo, Cassisa, Vigo, Naro e negli ultimi anni di mons. S. Di Cristina e dell’incoraggiamento di Sua Ecc.za Bommarito, per anni assistente della FUCI di Monreale con Ganci, Leto,Terranova, Campanella, Blandino, Giangreco, Galati. Cattolicissimo e laico nelle responsabilità civili, c’insegnò nella vita pubblica di non confondere i problemi della fede con quelli dell’impegno nelle istituzioni a servizio del bene comune.

Difese il lavoro degli artisti, suoi collaboratori ed allievi. In occasione di una mostra antologica ha voluto ricordarli con l’affetto del maestro buono non geloso ma gioioso dei suoi discepoli che trovò occasioni per nominarli pubblicamente (10). Il Nostro visse con il lavoro, essenziale per la dignità della persona umana e strumento per la famiglia e lo sviluppo delle potenzialità creative e dei talenti posseduti. Ad un alta personalità, che gli ordinò un opera pittorica con le anime del purgatorio e poi non volle mantenere il contratto ed il pagamento stabilito, di notte tempo gli dedicò uno spazio, ma lo ritrasse tra le fiamme. “Il prossimo com’è fragile!”, fu il suo commento profeta anche dei tempi futuri.

Lo incontriamo tra i soci fondatori del primo Serra Club di Monreale con i promotori Ferdinando Russo, Enzo Ciacciofera, Ignazio Marretta, Roberto Oddo, Ina Aiello, Pietro Aiello, Pino Venuti, Orsola e Maria Campanella, Pietro Macaluso, Stefano Gorgone, Serafino Scorsone ed il nostro Benedetto Messina, con i primi collaboratori (11) e che, fin quasi novantenne, non ha lesinato il suo sostegno per il seminario e per le vocazioni sacerdotali e civili,da laici conciliari responsabili.

Alla Caritas aveva fatto dono di un campo di calcio per la gioventù, intitolato alla figlia Antonella, nel vivo, ma nascosto ricordo di Don Bosco, che troneggiava nella bottega del padre artigiano, quasi ad indicare il valore degli oratori, dello sport e delle scuole nell’educazione e nella formazione professionale della gioventù.
Ed ora ricordandolo, l’Associazione Mons.Realis (6) gli ha dedicato il citato concerto sulle Rimembranze Barocche di beneficenza per le opere della Caritas diocesana Monreale, a servizo dei poveri e degli immigrati perché la sua testimonianza resti nella storia del laicato e delle Arti della città Normanna, che sta tanto a cuore all’Arcivescovo Mons.Michele Pennisi che ha voluto incontrare nei giorni scorsi gli studenti delle scuole promosse da Benedetto Messina.

Ferdinando Russo

onnandorusso@libero.it

Riferimenti
1) L.Salamone, in Monreale Lutto nel mondo della cultura. E’ morto il pittore Messina Fondò la scuola di mosaico in Il Giornale di Sicilia del 23 aprile 2009.
2) B.Messina, 100 Poesie di Messi Detto (Messina Benedetto) Monrealese, Tipografia Vaglica, Monreale 1996-Prezzo del libro: Un’offerta ai poveri.
3) F.Russo, I Premi annuali promossi dai familiari ricordano Rocco Campanella,il filosofo amico di B.Messina in www.YouTube.com e CNTN –Annali I-XV Palermo
4) F.Russo ,Pino Giacopelli, il poeta che ha amato la sua città di adozione Monreale in www.Twitter.com alla voce @onnandorusso
5) B.Messina, Benedetto Messina, Antologica, a cura di Antonina Greco, Grafiche Renna Spa, Palermo1997.
6) Associazione Mons.Realis in www.facebook.com alla voce Mons.Realis con i pittori della collettiva di San Gaetano, Elia Mammina, Joe De Corcelli, Emilio Matera, Fabio Sciortino, Marcello Buffa.
7) S.Russotto, Omaggio al maestro d’arte in La Sicilia-Palermo pag.33.del 17 ottobre 2014
8) F.Russo, Il Movimento dei Focolari di Chiara Lubich
9) F.Russo, Il musicista della diocesi di Monreale dei Focolarini Nino Mancuso in e www.youtube.com nel film di Arte e Cultura TV Palermo.
10) B.Messina ha voluto ricordare pubblicamente alcuni suoi allievi: Calogero Gambino, Giovanni Leto, Giovanni Randazzo, Angelo Cangemi, Antonino Pedone, Saverio Terruso, Sergio Mammina, Franco Nocera, Sebastiano Guercio, Guido Irosa, Pietro Villanti, Pino Anselmo, Enzo Mercurio, Salvo Arena, Enzo Aricò, Roberto Bruno, Rosario Madonna,Giampiero Virga,Toni Castellese.
11) F.Russo – Il Serra Club di Monreale i fondatori ed i primi collaboratori: con Ferdinando Russo, Benedetto Messina, C.Gambardella, C. Varvaro, C., Barbera, R.Vadalà ,Romano, Enzo Ciacciofera, Ignazio Marretta, Roberto Oddo, A.Blandino, Ina Aiello, Pietro Aiello, Pino Venuti, Pietro Bozzo, Orsola e Maria Campanella, V.Cartosio, G.Di Trapani, Pietro Macaluso, Anna Maria e Antonella Russo , Stefano Gorgone, Serafino Scorsone, Giacomo Maniaci, Salvatore Orlando, Tuzzo Raffaele, Saro Colletti, Andrea Chirco, Salvatore Terranova, Nino Mancuso, Cristina Dandone, Salvatore La Mantia, Aida Vivaldi,Francesco Scorsone ,Vincenzo Purpura, Domenico Cavarretta, gli assistenti Rosario Bacile, Nino Licciardi ed altri in Dossier –articoli -presso Arcivescovado(archivio S.Di Cristina) ed in Annali I-XIV CNTN-settimanale di ispirazione cristiana –Palermo ,in Vivisicilia. It,in www.Google.it,in www. YouTube.com, in Il Serrano –Roma
12) F.Russo,il sindaco pittore dell’Azione Cattolica in CNTN-Palermo Annali I-XV

Check Also

Taormina, la perla dello Ionio: immagine del tramonto

La costa di Giardini Naxos vista dall’alto può far compiere un salto nella storia e …