venerdì , Ottobre 7 2022

Nino Alongi: dalle ACLI della Sicilia all’insegnamento, al comune di Palermo ed al giornalismo

alongi-ninoLa lunga storia di Nino Alongi, (1935-2014) il “padre eretico della Primavera di Palermo”, come scrive Emanuele Lauria si è conclusa (1) il 27 novembre a 79 anni e la città che sognava di rendere più umana e più degna di riconoscimenti, ha perduto una voce autorevole ma non è rimasta più sola e inascoltata, fino al suo auspicato “giorno che verrà“, quello del riconoscimento, che una personalità della sua Sicilia e del mondo politico vicino, avrebbe conseguito dal Parlamento con l’elezione di Sergio Mattarella a primo Presidente della Repubblica (2).

Ed ora anche Biagio Conte, l’uomo della speranza per i poveri ed i senza tetto, che aveva annunciato di voler lasciare la “missione di carità“, svolta in questi anni, per l’indifferenza diffusa sulla crescente povertà dei molti cittadini delle periferie urbane, è tornato in città a proseguire la sua opera, sperando nel rinnovamento della politica,tanto auspicato.

Non si può ricordare Nino Alongi e la sua presenza nella vita politica e culturale nella città di Palermo senza considerare, l’ambiente, il contesto, le relazioni, in cui è maturato il suo impegno: le ACLI, prima e dopo la presidenza regionale di Nicola Cavallaro e quella di vice presidente nazionale di Ferdinando Russo.

Un fatto associativo, quello delle ACLI, come scrive Sandro Migliaccio, che gli fu vicino e collaboratore, “sfugge a classificazioni stereotipe; né una corrente della DC, né un pezzo di azione cattolica, né un sindacato, ma una presenza animata da idee e non da ideologie, nel solco della tradizione cattolico- democratica, che proprio nei giorni scorsi ha fornito una nuova prova di vitalità e di identità nazionale, il Paese, più del Parlamento, l’ha apprezzato in maniera quasi plebiscitaria” (2).

Ripercorriamo alcune tappe. Ci conoscemmo, con Nino Alongi, all’università, vicini agli organismi universitari ai quali avevo preso parte, con il sostegno dei fucini del circolo di Palermo e dei giovani dell’Azione cattolica e delle Congregazioni mariane della Sicilia, che si ispiravano agli editoriali dei fratelli Bachelet redattori della rivista Ricerca della Fuci (3) mentre il Nostro approfondiva i suoi studi per la laurea in pedagogia che avrebbe conseguito nel ’61,quasi a precorrere il ruolo di docente nella scuola e di educatore civile nella società.

Il mio primo incontro con Alongi avvenne in Via Buccola, nei pressi della Stazione centrale di Palermo. Aveva conosciuto tra i miei amici, l’insegnante Bella ed i figliolo Saro, mio compaesano, universitario in medicina, quando Luciano D’Asaro, un popolare sturziano, poi sindaco di Giuliana, mi invitava, proveniendo dalla Gioventù cattolica, a conoscere e partecipare alla vita delle ACLI, associazione di lavoratori, in fase di grande sviluppo e animatrice di promozione umana ( 4).

La avventura sociale culturale di Alongi nelle ACLI si manifestò allora tra i giovani organizzati a Palermo. Avevamo accolto, l’invito rivoltoci da Domenico Alessi, verso la fine degli anni cinquanta per costituire, con un gruppo di studenti lavoratori e universitari, provenienti dalle leve della Gioventu’ cattolica, formata dai fratelli Giuseppe e Antonino Carcione, un laboratorio di idee propositive per l’occupazione dei giovani.

Trovammo interesse culturale nelle scuole di formazione dei giovani aclisti sulla dottrina sociale della Chiesa, alla scoperta dei bisogni del mondo del lavoro nella Palermo degli anni cinquanta, attraverso una prima inchiesta sul lavoro giovanile sul settimanale delle ACLI, “Azione Sociale”, condotta da N.Alongi, F.Russo, G.Sommariva, C.Lizza, F.Sacco ed altri giovani e già emergeva la vocazione giornalistica del Nostro e quella, altrettanto nobile, di compartecipare alle battaglie per il lavoro, in un periodo similare a quello odierno di alta disoccupazione nel Sud, di emigrazione giovanile e di intere famiglie, ma più operativo e speranzoso nella politica, non ancora totalmente preda delle “Tribù”, come scriverà il Nostro più tardi (8-9).

E per avanzare alle istituzioni i risultati della citata indagine sui giovani in attesa di un lavoro, Alongi organizza a Catania, con l’on.Nicola Cavallaro, presidente delle ACLI un convegno, al quale relaziona il dr.Fernando Sacco, segretario delle ACLI di Trapani, sulla formazione professionale richiesta dalle nascenti industrie chimiche, elettroniche e meccaniche della Sicilia.

Le ACLI erano state attenzionate e presentate, a noi giovani, interessati da Sebastiano Cambria, dal salesiano Giuseppe Gemmellaro e dal Gesuita Bartolomeo Sorge, mentre idealmente trovavamo consensi sulla rivista” Il Dialogo” di A. Romano, F. Armetta, R.Campanella, ed in “Labor” di Crifò, Mazzamuto, Albanese, Picone, Corselli, Sciortino, per un impegno di gruppo nell’analizzare i problemi della prima autonomia regionale ed in particolare quelli del lavoro.

L’ impegno sociale di Alongi, presto intercettato dai Gesuiti e dai Salesiani, nell’incontro con i sacerdoti Sorge, Carrara, Carcione e poi, Ennio Pintacuda, l’ultimo prete sociale di Palermo (5), Rizzo, G.Noto, G.Notaro, fino a Gianfranco Matarazzo, negli ultimi anni, e prima con Tricomi e con Mancuso (poi vescovo di Mazara) ed i sacerdoti Capillo, Mangialino, Monteleone, Azzara (6), mentre si rafforzava la sua vocazione educativa di laico credente, che lo avrebbe portato all’insegnamento nel liceo Umberto.

Il Cardinale Ruffini svolgeva a Palermo, in quel tempo, un’opera di supplenza verso le famiglie senza casa (al Villaggio Ruffini), verso i giovani senza l’istruzione dell’obbligo, senza formazione professionale (presso il Centro di Boccadifalco) verso i poveri, senza assistenza sanitaria (in Via Matteo Bonelli con i coniugi Craparotta, con Ingrassia, con Piccione ed altri giovani medici, incoraggiati dal prof.Michele Pavone e dal dr. Giuseppe Mazzola).

E poi, quasi a ridurre la sua esposizione all’operare sociale, il cardinale invitava noi laici delle ACLI ad una presenza propositiva, civilmente educativa, professionalmente formativa, progettuale, tra i disoccupati ed i non qualificati, ai quali additava le opere di don Orione e di don Bosco, nel settore delle scuole tecniche e della formazione professionale mentre riuniva a Palermo i sacerdoti delle diocesi siciliane, per aprire anche le sacrestie alle ACLI, convocando gli assistenti in una affollata assemblea al Jolly e proponendo un’azione di formazione socio-religiosa per una presenza dei giovani nelle fabbriche in crisi, dai Cantieri navali, alla Raytheon e negli istituenti servizi delle comunicazioni telefoniche, radio e televisive.

I dirigenti delle ACLI, l’avv.Parrino, Baruffaldi, Tomasino, Zampardi, Rizzo, Zacco, Alessi, Del Castillo, Russo, Salomone, Maltese, D’Angelo, Serio, Muccioli, si sentivano responsabilizzati nell’offrire apporti generosi di consulenze gratuite ai lavoratori, dai settori previdenziali a quelli sindacali e cooperativistici e con O.Crivello ed il comm.Garofalo tessevano i rapporti con il sindacato CISL e L’Unione delle Cooperative.

Nel Centro storico di Palermo, gli studenti Fucini ed i giovani delle ACLI condividevano la Chiesa di Santa Caterina, per assistere alle messe officiate da mons. Ignazio Arena e da Don Placido Tricomi, quasi per un incontro tra il mondo della cultura e dell’arte e gli spazi del lavoro nelle imprese operanti a Palermo.

Nino Alongi era tra i presenti, tra impegni culturali e la nascente vocazione sociale, con S. Migliaccio, Maria Nuara, G.Catalano, Alessandro, G.Mendola, Russo, Antonino e G. Staropoli, G. D’Anna, G. Tarantello, Di Salvo, Busacca, Pitrolo, Sunseri, Di Rosa, Silvestri, Fusco, Perollo.

Dividevamo il nostro impegno socio-culturale, tra i giovani dell’Azione Cattolica di Monreale e di Palermo, nei nascenti servizi educativi, CSI, CTG, e nelle iniziative del CIF, dell’Intesa Universitaria, della FUCI, e dei Servizi di patronato dei movimenti sociali, in fermento sul piano sindacale e politico per le forti divisioni ideologiche e partitiche.

Subivamo il fascino della internazionalizzazione della politica, ammaliati dalle idee federaliste che i prof. Ambrosini, Pecoraro, Virga, Salomone, Giardina, Mignosi, Fusco, T.Rubino, A.Manzo, R.Rubino, G.Pavone, L.Urbani, diffondevano nulla scia di A.Spinelli.

E nascevano vocazioni sociali e politiche, che proponevamo in un tentativo editoriale, che chiamammo “Prima Linea per l’Europa del Sud”, al quale Alongi partecipava con Pippo Tarantello, G.Catalano, Macaluso, Nuccio, A.Gunnella, Russo nella sede di Via Nicolò Garzilli.

Crescevamo così per servire la città di Palermo, il suo retroterra, le relazioni mediterranee, legandoli all’Europa, nei suoi bisogni primari, scolastici, universitari, urbanistici, sociali, sanitari, aziendali, sin da allora, con una tensione critica verso la classe dirigente, che si era impossessata della gestione del potere locale, mentre l’Assemblea regionale poneva le basi dell’autonomia speranzosa, propositiva, anche se a volte litigiosa ma progettuale di G.Alessi, di Fasino, La Loggia, Restivo, Carollo, Pignatone, Corrao, D’Alia, Bonfiglio, Nicoletti, D.Alessi, A.Capitummino, D’Acquisto, La Torre, Mannino, P. Mattarella, G.Russo, per citare solo alcuni degli impegnati nei decenni.

Ora, dopo tanti anni, molte delle loro testimonianze vengono a mancare nella Sicilia e nella città di Palermo, che si appresta a vivere la prima esperienza di città metropolitana, con la fantasia del “richiamato alla politica dal popolo sovrano”, Leoluca Orlando, e con il condizionamento della politica rifondata sul lideraggio personalizzato, dei vertici nazionale e locali e ad una limitata e visibile partecipazione collegiale dei partiti.

A Palermo è infatti tornato al governo della città, a furor di popolo, Leoluca Orlando, l’inventore della Rete, un allievo moroteo, che eredita, in larga parte, drenando ed incanalando nella nuova aggregazione, la cui prima incubazione si sviluppa nel Centro Arrupe con Pintacuda, la partecipazione organizzata dal basso da Alongi, con alcuni circoli delle ACLI e poi con il movimento denominato “Città per l’Uomo” (10) .
La capitale dell’Isola ora ha accolto Orlando, nel momento che attraversa una delle più gravi crisi sociali ed occupazionali della storia, che opprime la Sicilia, votandolo e richiamandolo speranzosa, come sindaco.

Alongi ed i suoi entusiasti amici e collaboratori, preparati negli incontri aclisti nei quartieri popolari di Palermo, con il movimento di partecipazione e di cambiamento denominato “Città per l’Uomo”, sull’insegnamento di Lazzati, a cui il Nostro si è ispirato, dedicando energie e sviluppando esperienze acliste di mobilitazione (come ad Erice, Gela, a Castelvetrano, a Comiso, a Catania e nei quartieri di Palermo) e presenze propositive come quelle offerte durante e dopo il terremoto del ’68 nella valle del Belice nei comuni terremotati, alimentando vivaci dibattiti nei Consigli Comunali ed attivando con le ACLI servizi sociali.

L’infaticabile professore aveva continuato a sollecitare, anche sull’esempio di F.Russo, presente dal ’68 con alcuni sindacalisti della CISL e delle ACLI nella sinistra sociale di Forze Nuove della DC, con le sue iniziative culturali, giornalistiche e politiche, durante il dopo Labor e la presenza nelle ACLI di G. La Greca, di D. Alessi, di Staropoli, Pollichino, Capitummino, Foti, Riolo, Conte, Liardo, Guccione, Costumati, Beninati, Serio, la presenza nei consigli comunali della Sicilia e di Palermo, di alcune rappresentanze politiche, provenienti da esperienze formative responsabili ed eticamente irreprensibili, contribuendo ad indicare traguardi sociali, amministrativi e progettuali, legati al territorio ed alle identità e risorse della Siclia, che più tardi porteranno, nell’assenza di Orlando dalla politica cittadina, con G.Notari a ripartire con “Alveare”, alla ultima fatica redazionale di Alongi (11).

Ma con il Nostro sono cresciute a Palermo anche molte speranze in chi ha operato sul piano della carità e tra i poveri, i senza casa, gli immigrati della città, come in Biagio Conte, l’instancabile operatore della diffusa cultura Vincenziana e di Giacomo Cusmano, che ha rischiato di spegnersi, se Fratel Biagio della missione Speranza e Carità, che ha fondato e gestito, ha tentato la fuga verso le montagne che circondano Palermo per isolarsi nella preghiera, nell’unico sciopero suggerito dalla sua fede. Alongi ha accompagnato l’eroismo di Conte, il suo farsi carico di una solidarietà concreta con le vecchie e nuove povertà, anche con gli scritti ricordati con gli articoli di Lauria (1) e Cavadi (7).

Il Nostro non prevedeva di non potere completare i suoi libri programmati con gli editoriali della domenica, senza dedicare alcune note, alla sua introduzione alla vita sociale nell’esperienza delle ACLI, a cui attendeva per essere stato segretario regionale dei giovani aclisti siciliani, con Fernando Sacco e poi Presidente Regionale negli anni difficili dell’ultimo Labor, alla fine degli anni sessanta, dopo la vice presidenza nazionale di Ferdinando Russo e per avere testimoniato, per l’intera esistenza, la generosità laicale di chi sente la responsabilità della donazione al bene comune, consapevole di possedere talenti e progetti educativi. Per questo abbiamo dedicato la nostra riflessione alla memoria della partecipazione alle ACLI di Alongi.

Nella parrocchia di santa Luisa di Marillac, a Palermo, con il parroco teologo Prof.Liotta, rigorista della liturgia comunitaria, lo hanno ricordato, prima nella sua dipartita e poi nel Trigesimo, con la sorella prof.ssa Maria, padre Fasullo ed il sindaco Orlando e nella giornata del nevoso inverno che aveva impedito a P.Vacca, Russo, Serio, Conte, Clorofilla, Imburgia, Pecoraro, Anzalone, Luperto, Bisso, ed ai tanti aclisti della Sicilia di essere presenti e rievocarlo con il sac.Carmelo Torcivia, ed i suoi allievi della Facoltà teologica e del Liceo Umberto.

E c’era il silenzio imbronciato e rammaricato, inconsolato, di una comunità di laici credenti che nell’anno trascorso avevano partecipato al saluto terreno dei tanti amici di Alongi, intellettuali, docenti, poeti, scrittori, aclisti, sindacalisti, gesuiti, da Carrara, De Rosalia, D’Aquila, Adragna, C.Faraci, D.Alessi, C. Riolo, O.Crivello, Liardo, e prima P. Mazzamuto, Cataldo Naro, I.Corsaro, M. Nuara, Azzara, E.Faconti, P. Giacopelli, Giorgio Gabrielli, R.Campanella, V.Leo, F.Gullo, B. Ridulfo, S.Mangano, N.Orlando.

Ora attendiamo che padre Nino Fasullo ricordi Nino Alongi, ricostruendone la ricca partecipazione alle iniziative culturali e religiose promosse dalla rivista “Segno“ e Giacomo Ribaudo, quando tornerà nelle edicole il settimanale di ispirazione cristiana, che ha diretto per quindici anni, CNTN Cieli Nuovi terra nuova, ne colga la voglia partecipativa e la presenza alla vita movimentista nella città di Palermo, troppe volte offesa in valenti generosi cittadini, servitori dello Stato, delle istituzioni civili e religiose da Chinnici, a P.Mattarella, Falcone, Costa, Borsellino, Reina, Insalaco, Lima, La Torre, Dalla Chiesa.

Il giovane regista Sergio Ruffino prepara un film su Insalaco, mentre al beato Puglisi, assistente tra gli ultimi della FUCI, è toccata la beatificazione, e a Francesco Paolo Azzara (assiduo frequentatore della medesima parrocchia del Nostro, un libro – diario (6) con prefazione di F.Russo e curato da S.Agueci, A.Buttacavoli, mentre G. Notaro non vorrà trascurare la cultura e la passione di Alongi a ripartire sempre da nuove iniziative editoriali, come il citato “Alveare” presso il’Centro Arrupe dei Gesuiti (11).

Si allarga così il compito di quanti vorranno partecipare a ricostruire l’operosità di Nino Aloni, di questo animatore di partecipazione civile per una democrazia diffusa a misura comunitaria, che ha impersonato (per S.Migliaccio, che gli fu vicino e collaboratore), nelle pagine siciliane del quotidiano “la Repubblica”, e di Alveare, ”una tensione morale, che ancora prima dei risultati vale come testimonianza di valori, non un generico appello alla buona politica che dovrebbe soppiantare la cattiva, ma il superamento di uno scetticismo, che non esprime saggezza ma rinunzia”.
Ma degli scritti del Nostro ci riserviamo di riferirne ampiamente.


Riferimenti
1) E.Lauria, in Addio a Nino Alongi,padre eretico della “Primavera”
in la Repubblica – Palermo – 27 novembre 2014
2) F.Russo in Sergio Mattarella un siciliano di Sturzo al Quirinale in Twittere ed i Google
3) F.Russo in Vittorio Bachelet, in google, in Facebook,in Twitter alla voce @onnandorusso.
4) F.Russo Il medico centenario della famiglia Bella-Di Giorgio di Giuliana in www.Google.it ed in Twitter alla voce@onnandorusso
5) F.Russo, Pintacuda, L’ultimo prete sociale innamorato della politica,la parabola di un gesuita scomodo in CNTN, Anno VI,n.2,18 settembre 2005
6) F.Paolo Azzara (a cura di Salvatore Agueci) –Trent’anni in Emigrazione, prefazione di Ferdinando Russo e Presentazione di Anna Buttacavoli e Salvatore Agueci, Edizioni ASLA Palermo 2012, -Collana di Ugo Zingales.
7) A.Cavadi in La Primavera di Palermo e Orlando:Quel che Alongi capì in anticipo in la Repubblica 28 dicembre 2014 in Google lla voce Alongi precursore della Primavera di Palermo o in www.augustocavadi.com
8) N. Aloni – La politica delle tribù- Tre anni di cronaca siciliana-Rubbettino 2002.
9) F.Russo, Le tribù palermitane in Segno, Anno XXIX,N.243, pag.87 Marzo 2003
10) N.Alongi, Una città per l’Uomo,(C X U), bimestrale politico culturale per la partecipazione, il Governo delle città, Palermo 1982-1994-Annate I-XIII –“memoria storica della città e voce dei movimenti che si battono per dare un’anima alla politica, rappresentanza agli emarginati, forza al cambiamento.
11) N.Alongi I quaderni di Alveare, progetto per una democrazia responsabile, periodico quadrimestrale, Istituto di formazione politica, Pedro Arrupe,Via F.Lehar,6 Palermo, 2006.6)
12) N.Alongi, “In attesa del giorno, Cronaca siciliana”, Prefazione di Sebastiano Messina, Editore Istituto Poligrafico Europeo, Palermo, Febbraio 2010.

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La battaglia del rinnovamento, iniziata in Sicilia da Nino Alongi con “Città per l’Uomo”,con “la Primavera di Palermo” di Leoluca Orlando e proseguita con i governi regionali delle larghe intese, ha preceduto la proclamazione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. I profeti dei “giorni che verranno” non sempre sono ascoltati da vivi,dai loro scritti e azioni.
Emergono alcuni momenti della sua attività di educatore e di formatore di una generazione di professionisti (già suoi studenti), e di operatori sociali, di amministratori, sindacalisti, intellettuali, nelle ACLI, nella CISL-Scuola e negli editoriali su “la Repubblica”,raccolti nei volumi dedicati alla città di Palermo ed alla politica della Sicilia, che ha amato nella sua lunga attività giornalistica di critico obbiettivo e propositivo.
Sono ricordi che richiederanno una doverosa integrazione da parte della sorella Maria, di Giovanni Di Simone, dei dirigenti delle ACLI, che ne accompagnarono la vita associativa, le proteste, le marce, le fiaccolate.
Vi partecipavano Serio, la Greca, Clorofilla, Staropoli, Sacco, Imburgia, Anzalone, G.Conte, Capitummino, Mauro, ed i tanti colleghi del liceo Umberto e della scuola in generale: E.Bisso, V.Foti, M. Gallotti, G.Savagnone, F.Viola, M.Carrara, G.Di Simone, E.Leo, V.Lo Re, Curreri, Migliaccio, Russotto, Guccione, Giardi’, Leone, G e A. Rocca, Luperto, Morgante, Achille, M.Foti, La Rocca, Rocca, Crescente, Alcamo ,Piazza, Nuara, altabellotta,.Guccione,, Costumati, Beninati.
Negli scritti di Alongi (2) vi sono i segni della innata passione sociale, della sua ispirazione cristiana, cresciuta nelle ACLI, della sua vocazione totalitaria al servizio della comunità cittadina di Palermo, negli anni della preparazione alla Primavera di Palermo(3), alla formazione di tanti laici credenti (15-16-17), che hanno onorato le ACLI, ed hanno offerto ed il contributo di questa associazione di lavoratori ai diversi sindacati, nei servizi sociali, nella cooperazione, nella formazione professionale, nelle Api Colf, nella vita amministrativa di tanti comuni della Sicilia ed alla “Primavera di Palermo”.
Quando all’Istituto di Formazione Politica Pedro Arrupe dei Gesuiti fu presentato il saggio di Nino Alongi (4) sulla politica in Sicilia nell’ultimo decennio e sulla sua reversibilità c’era il pubblico delle grandi occasioni, animatore del Centro studi sociali e cattedra gesuitica di Sorge, Pintacuda, Carcione, Carrara, Rizzo, di G. Notari e recentemente dell’apporto di Matarazzo.
I ricchi contenuti del volume di scritti ”In attesa del giorno” (5) del giornalista Nino Alongi, direttore responsabile de i Quaderni di Alveare, il periodico del Centro Arrupe di Via Franz Lehar di Palermo si ispiravano e traslavano in Sicilia, all’inizio della grande crisi alla rivista di padre Sorge “Studi Sociali “ ed in qualche modo al meridionalismo di “Terza Fase” di Donat Cattin.
A riascoltarli ed a rileggerli, c’erano i molti amici del Nostro che si erano impegnati politicamente nella sinistra sociale della DC, nella Rete di Leoluca Orlando, e nei sindacati CISL e CGIL, nei gruppi Morotei e della Margherita ed ora nel Pd ed in alcuni raggruppamenti di centro.
Docenti universitari, magistrati ed editori, che continuano a Palermo a subire il fascino e l’inventività culturale dei Gesuiti. Lo conferma il comitato scientifico dei Quaderni di Alveare (6) con S.Butera, A.Hoffmann, A.Spina, F.M.Lo Verde, A.Pajno, A.Purpura, A.Riolo, S.Rizzo, G.Savagnone, G.Silvestri, B.Sorge, G.Verde.
E tra i presenti all’incontro con il Nostro autore, B.Di Maio, A. Piraino, F.Russo, S.Serio, N.R. Lombardo, B.Bonsignore, U.Russo, S.Migliaccio, G.La Greca, l’on.Cracolici, l’assessore Carta, G.Notarstefano, Vara, La Greca, G.Di Simone, G.Gallotti, E.Greco, Pino Toro, con numerosi studenti dell’istituto Arrupe e i membri della redazione di Alveare: V.Ceruso, M.G.Corrieri, L.Di Giovanni, S.C.Italiano, M.La Barbera, B.Mannino, A.Scaglione,V.Toscano, M.Libutti, C.Sparacio.
Ed i consensi non si sono contati tra i presentatori del saggio e gli intervenuti, assidui lettori dei fondi e degli scritti del prof.Alongi, venuti alla “prima “del volume, edito dalla casa editrice Istituto poligrafico Europeo s.r.l. Palermo, in uno dei suoi primi successi.
C’è stata, all’incontro al centro Arrupe, nella rilettura degli scritti di Alongi, pubblicati in anteprima come editoriali del quotidiano “la Repubblica-Palermo, quasi una condivisione delle rigorose analisi dell’autore sulla politica siciliana degli ultimi anni, con l’ammissione, a volte amara, di una stanca risposta, da parte dei cittadini, una sfiducia, anche se non “irreversibile, “a risolvere i problemi della città”.
Perché, ”nonostante tutto – scrive nella prefazione Sebastiano Messina – l’austera serenità di Alongi, porta con sè il vento della speranza e il profumo dell’ottimismo. E sarà piacevole scoperta per il lettore, che rileggerà i suoi tanti articoli degli anni, di riferimento “quella di accorgersi che alcuni di essi raccontano una Sicilia che già non è più così. Qualcosa è cambiato. Per fortuna”.
“Resta comunque ancora una prova d’autore provocatoria, che colpisce l’inerzia ed il vogliamoci bene, come l’incipit dei potenti di turno, della cultura mafiosa degli addetti ai lavori,”un ti mmiscari, un ti intrigari, un fari bene ca mali tinni veni?”.
Alongi non è stato pigro a raccogliere e presentare le sue riflessioni, le critiche, le proposte al mondo sindacale e politico dell’Isola, con il quale ha amato il confronto, a volte spietato, ma sempre sincero.
Ha osservato, infatti da decenni, le cronache della città, con scrupolosa attenzione, con lo spirito aperto alla ricerca del vero, con il coraggio dell’intellettuale, che non deve abbandonare la battaglia morale, civile, proprio quando appare difficile e senza sbocchi.
Nella verità ha cercato la sua, la nostra libertà.
Lo ha insegnato alle generazioni degli studenti dell’Umberto con Giuseppe Savagnone, suo collega ed editorialista di Avvenire e del Giornale di Sicilia, lo ha testimoniato ai lavoratori delle ACLI della Sicilia, di cui è stato segretario regionale dei giovani e presidente regionale, dopo Ferdinando Russo, con G.La Greca, V.Foti, C.Riolo, La Rocca, A.Staropoli, E. Russotto, G.Liardo, B.Clorofilla, S.Serio, M.Nuara, F.Luperto, G.Mangialino, G. Curreri, S.Pollichino, S.Migliaccio, Emanuele Primavera, Nicastro, G.Conte, G.Vitale, S.Lo Manto,V.Conticelli e Ingargiola.
Il Nostro nota che “anni luce ci separano dalla “Primavera di Palermo“ con il protagonismo di Leoluca Orlando, con i gruppi politici che si ispiravano all’attività politica di Piersanti Mattarella, quando altri cronisti, Carmine Fotia, Antonio Roccuzzo, nei fiori che sbocciavano nell’immondizia scorgevano gente animata da speranze. Forse più un desiderio che un progetto scrivevano. Ma quale cambiamento è mai possibile senza esseri umani che lo vogliano? (7).
Alongi ha vissuto quel desiderio, quella appassionata voglia di partecipazione civile, ingenuamente libera da ipoteche partitiche, descritte nel volume “Palermo – Gli anni dell’utopia” (10) ed ora ne rileva i limiti, un po’ profetici (ed i partiti riappaiono nei loro compiti istituzionali prima che vengano, definitivamente, cancellati come nel ventennio dimenticati).
Ma c’e politica senza sogni, senza ricerca di cambiamenti, senza voglia di associazionismo,senza desiderio di vivere la passione sindacale, senza follia utopica, senza parole da gridare, specie in questa città con le sue ferite non cicatrizzate per le crudeltà, le perfidie, le asprezze, i timori, le povertà, con “uomini buoni uccisi e cattivi che restano al loro posto?”.
Acli-Sicilia, Primalinea, Dialogo, Labor,Terzafase, Alveare, la Repubblica, e prima “Città per l’Uomo” (8), queste iniziative editoriali, come il settimanale CNTN di Giacomo Ribaudo, come Segno di Nino Fasullo, sono stati gli strumenti di cui il Nostro si è servito per trovare occasioni di dialogo, per incontrare, anche lui tante volte pessimista, gli sconfitti della temporaneità, delle giornate nere, della violenza sempre in agguato, per contribuire ad allargare l’area delle forze politiche, utilizzabili per la crescita del Paese.
Come lo ha testimoniato nelle ACLI, inseguendo i sogni di una generazione di entusiasti e generosi laici credenti nella forza innovativa dei lavoratori cristiani organizzati, ed ora operatori sociali dei Patronati e dei servizi delle ACLI, nelle Caritas, nel MCL, nella Cooperazione e sindaci, amministratori, sindacalisti nella CISL, nell’UIL e nella CGIL (21).
Ma quella esperienza di capogruppo del “Cartello” dei movimenti “Città per l’Uomo”,”Verdi” e “Indipendenti di sinistra”, a Palazzo delle Aquile, ha legato Aloni maggiormente alla città di Palermo.
Ed Alongi a questa città, lascia i sogni, i progetti legati alla sua ricca storia nei quotidiani, nell’associazionismo laicale, nei libri, negli scritti, nei disegni, come è avvenuto per Rosario La Duca, che li affida alla Facoltà teologica della Sicilia, perché solo quelli che “credono” possono conservarli e diffonderli per una migliore qualità della vita, nel rispetto della dignità delle persone che vivono la città. Ed il professore Toni Castagnetta ne ha seguito l’esempio, consegnandoli alla Biblioteca della Facoltà.
Così come un altro laico credente, Pietro Mazzamuto, che ha scritto i romanzi “I due ladri” ed “Il parroco scrive lettere d’amore“ e si deve attendere la sua dipartita, per affidarli al regista Tornatore per i film dei prossimi anni e così è avvenuto per il beato Puglisi, per il generale Dalla Chiesa, per il sindaco Insalaco, il giornalista Impastato, Fava, De Mauro, Mario Francese.
E’ avvenuto nell’azione politica di tanti di noi, che abbiamo vissuto i giorni della prima Repubblica, carichi di tensione democratica, di impegni per il lavoro, per i diritti sociali, per le relazioni con il territorio delle città dell’Isola, richiamate al governo delle autonomie per il loro sviluppo culturale e civile.
Ed abbiamo inseguito con il Nostro, nelle istituzioni, il sogno di un “Sud più Italia”, vivendo, con le sue iniziative giovanili i problemi dei cantieri navali senza cassa integrazione e talora senza commesse, con le industrie dell’avvenire legate ai sevizi ed alla Comunicazione (Raytheon, Italtel, Selenia, Telespazio, Mts, Asst, Sip), con le auto fabbricate nella Regione (Fiat-Termini,Agip Gela, Imprese di Carini e di Milazzo); con le scuole e le Università, diffuse nel territorio e per tutti, con i maestri apprezzati e valorizzati nella loro faticosa missione educativa; con la sanità a servizio degli ammalati da non avviare all’emigrazione curativa (il servizio sanitario nazionale); con la sicurezza nella vita quotidiana, con i commercianti che si svegliano sognando il giorno in cui i lucchetti dei loro esercizi non saranno bloccati dal terrore e dalla colla.
E non ci è mancata la voglia di istituire e potenziare i Centri di Formazione Professionale, di recupero dell’alta dispersione scolastica, di Ricerca, da creare, per non fare emigrare tanti cervelli eccellenti e ora da attenzionare e segnalare alle autorità per non chiuderli, mettendo in cassa integrazione o licenziando anche ricercatori, docenti, operatori di detti Centri, di alcune Fondazioni e musei nati per mostrare tutta la storia della civiltà, che nel cuore del Mediterraneo ha avuto momenti creativi utili per lo sviluppo dell’umanità.
Questa città di Palermo, che ha vissuto momenti terribili per la violenza dei pochi, ricca di intelligenze e di cultura, di fantasia e di estro artistico, di opere e straordinari reperti storici, quando i partiti tradizionali del dopoguerra, realizzata la ricostruzione ed avviato il miracolo economico, subirono il logoramento e le incrostazioni del potere, ha legato Alongi all’area critica della sinistra siciliana, da tempo assente, anche se solo formalmente dal governo e non sempre propositiva, innovativa ed eticamente irreprensibile, efficientista e coraggiosa nel governo.
E ciò è avvenuto anche per una coerenza con gli orientamenti di molti aclisti, che ci furono maestri sulla scia della sinistra sociale della democrazia cristiana, che si ispirava a Dossetti, a La Pira, a Pennazzato, a Pastore, a Vanoni, a Moro, Bachelet, Zaccagnini, Colombo, Donat Cattin di Forze Nuove e poi al socialismo democratico, fino a Berlinguer.
Il Nostro, come molti di noi alla politica, era arrivato al Comune di Palermo, partendo dal territorio, dai bisogni dei quartieri, dai circoli delle ACLI, come La Pira, Bersani,V. Foti, N.Cavallaro, N.Muccioli,V. Colombo, Gerbino, Celi, A.Romano, dalle prime iniziative del volontariato, dal sindacato, dallo spontaneismo e dall’autonomia dai partiti, subendo, negli anni del Nostro, l’influsso della scuola sociale aclista di Livio Labor, Brenna, Gabaglio, Pozzar, Carboni, Acquaviva, e le testimonianze di Russo, Vitale, Russotto, Serio, Liardo, Foti, Alessi, Conte, Ingargiola, Alcamo, E.Primavera, Ridulfo, Crescente, Lombardo, i dibattiti delle “Tregiorni formative”, di Erice e di Catania, con Fernando Sacco,Sandro Migliaccio,Cavallaro, Clorofilla, sostenuto nell’azione dai preti sociali Mangialino, Monteleone, Tricomi, Capillo, Pintacuda (9).
Ed è rimasto ad amare la sua città, con i tanti eroi civili, magistrati, funzionari, docenti, sindaci, presidenti, preti di borgata e vescovi dalla fugace apparizione, Carpino, Pappalardo, Naro, osannati e festeggiati più da morti che da vivi, con nel cuore e nella penna i rancori degli intellettuali onesti, con la passione evangelica, per venire incontro ai poveri ed alla verità dello Zen di Mazzamuto e di Brancaccio di Puglisi.
Questo amore attende sviluppi e convinte adesioni comunitarie, perché nelle città, negli anni che seguono il 150° dell’Unità d’Italia, si alimentino e maturino le speranze di una partecipazione responsabile, etica ed operativa, ridotta al lumicino ed ora, in “In attesa del giorno”, l’espressione cara a N. Alongi, riversata in maniera quasi plebiscitaria dal Parlamento sul XII Presidente della Repubblica
Il giorno “che dovrà venire”, nelle sue attese, bando alla malinconia, resta nella testimonianza degli scritti di Alongi, di questo romantico educatore, lucido pensatore riformista, accusato ingiustamente di pessimismo, perché, ad onta di una letteratura borghese prevalente, afferma che “i processi anche i più devastanti, sono sempre reversibili”.
Andiamoli a rileggerli i giorni vissuti in questa Sicilia contemporanea, nei capitoli legati alla ”città”, a “la palude”, alla “politica”, al “Governo della Regione”, alla “Chiesa locale”, all’”Antimafia” negli annali di Città per l’Uomo 1982-1995, di Segno, di CNTN,di Alveare,della Facoltà Teologica di Sicilia, della rivista “Funzione Docente” dell’IRSAE( 23).
Spetta alla stampa, ai libri, alla scuola, alle istituzioni educative, alle associazioni dei lavoratori, laiche ed ecclesiali, ai sindacati, ai mass media, alle chiese, rendere possibili i cambiamenti, tante volte auspicio delle persone e delle famiglie e mirare, unitariamente, al bene comune, alla reversibilità etica dei costumi, privati e pubblici, ad un progetto di giustizia e di fratellanza universale tanto caro a Moro, a Vittorio Bachelet (19) a Chiara Lubich ed al suo Movimento dei Focolari(18).
Basta volerlo. La Pira, Giordani, Dossetti, G.Bersani, La Torre, Sturzo, Moro, Falcone, Borsellino, Labor, Lazzati, C.Lubich, P. Mattarella, Impastato, Fava, Levatino, Puglisi, gli furono come riferimenti conosciuti in questa terra di Sicilia e sono “credibili”.
Nino Alongi negli scritti e nella testimonianza di amore per la Sicilia lo ha confermato (21) e lo ha insegnato per non dimenticarli, anche alle diverse generazioni di studenti che lo hanno avuto come docente di storia, filosofia, alle rappresentanze di partecipazione civile ed ai parlamentari che ne hanno unitariamente, apprezzato la libera intellettualità e la grande onestà politica, nel solco della tradizione del popolarismo sociale cristiano.
Anche se scrivere per Alongi non è stato come coprire di neve il suo pensiero, rigoroso, razionale, sereno, propositivo. Nella Sicilia, ove la neve si scioglie rapidamente, il Nostro ha pensato a pubblicare, in vita, almeno una parte dei suoi scritti, indirizzati al popolo sovrano dell’Isola. Rileggerli aiuterà ad amare maggiormente questa Regione del Sud-Europa e ad impegnarci, sul suo esempio, a dare fiducia e contenuti alla politica, a volerla feconda nelle sue potenzialità naturali, culturali, associative, politiche a servizio delle persone e delle famiglie, che l’abitano con non poche difficoltà economiche e sociali, per il lavoro, la casa, la sanità, la giustizia, la formazione scolastica e professionale ed a servizio infine dei molti, che, da lontano hanno desiderio di conoscerla, per diletto o per necessità vitali, spinti dalla paura delle guerre e dalla fame, dalla passione per la libertà, dalla speranza di una fraterna accoglienza.

Ferdinando Russo
onnandorusso@libero.it

Riferimenti
1) F.Russo, in una nota sul volume di N.Alongi “ In attesa del giorno”
2) N.Alongi, “In attesa del giorno,Cronaca siciliana”, Prefazione di Sebastiano Messina,Editore Istituto Poligrafico Europeo, Palermo, Febbraio 2010.
3) F.Lentini in “La primavera breve”, intervista a Nino Alongi
4) N. Alongi-La politica delle tribù -Tre anni di cronaca siciliana – Rubbettino 2002.
5) F.Russo, Le tribù palermitane in Segno, Anno XXIX, N.243, pag.87 Marzo 2003
6) A.Cavadi in La Primavera di Palermo e Orlando: Quel che Alongi capì in anticipo in la Repubblica 28 dicembre 2014 in www.google.it alla voce Alongi precursore della Primavera di Palermo o in www.augustocavadi.com
7) N.Alongi I quaderni di Alveare, progetto per una democrazia responsabile, periodico quadrimestrale, Istituto di formazione politica, Pedro Arrupe,Via F.Lehar,6 Palermo,2006.6)
8 )N.Alongi, Una città per l’Uomo,(C X U), bimestrale politico culturale per la partecipazionee il Governo delle città.Palermo 1982-1994-Annate I-XIII –“memoria storica della città e voce dei movimenti che si battono per dare un’anima alla politica, rappresentanza agli emarginati, forza al cambiamento.
9) F.Russo, Pintacuda, L’ultimo prete sociale innamorato della politica, la parabola di un gesuita scomodo in CNTN, Anno VI,n.2,18 settembre 2005
10) N.Alongi, Palermo gli anni dell’utopia, Rubbettino, 1997
11) Basilio de Alustra-Palermo città della Sicilia-Sellerio 1988
12) L. Orlando – Palermo – a cura di Carmine Fotia e Antonio Roccuzzo-A. Mondatori 1993
13) F.Russo, in Franco Armetta, segretario della Facoltà teologica della Sicilia fa il biografo dei libri di Rosario La Duca
14) F.Russo in Pietro Mazzamuto, I due ladri, in CNTN, Palermo Annate 2005-2006-2007 ed in www.google
15) F.Russo in Giuseppe Lo Cascio, Alongi è già nelle ACLI, tra i giovani dell’Azione Cattolica formati dai Carcione, in CNTN-Cieli nuovi terra nuova, Anno III,N.41, Luglio 2003

 

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