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Catania: Il Movimento artistico Verticalismo compie 43 anni

movimento verticalistaCatania. Il Verticalismo è un movimento artistico-culturale internazionale polisemico che propugna la crescita della società in un “campo di possibilità”. Vale a dire è l’uomo (e le sue attività) al centro di un “divenire di possibilità” in cui prevale ‘la struttura psicofisica della mente umana nel suo funzionamento adeguato a tutte le modalità del Possibile. Il Verticalismo si fonda sulle proiezioni dinamiche e genetiche di ciò che chiamiamo ancora pensiero (…) In questo senso, paradossalmente, un quadro di Rembrandt potrebbe far capire il Verticalismo meglio di una guglia gotica (…), vale più di una freccia lanciata verticalmente nello spazio. Appare evidente che il lemma ‘verticalismo’ non sta per verticismo né richiama l’architettura verticale. Antonio Corsaro: “Usare gli occhi in altezza non vuol dire guardare contro il cielo. Altezza è tutto ciò che si vede per la prima volta in essenza”. Ne consegue che anche sul piano prettamente estetico e del linguaggio coesistono “tradizione” e “invenzione” (attraverso la sovrapposizione, la disseminazione e l’espansione lungo il possibile), ma deve essere sempre ravvisabile quel linguaggio originale “altro”, quel cambiamento spazio-temporale che è proprio dell’”opera unica”. L’”idea” muove dalla linea di pensiero “la Via del Possibile” secondo cui l’Universo (spazio eterno, non soltanto fisico) nato dal Nulla è un puro “campo di possibilità” che nel suo continuum di possibilità trova esito nella vita e, in forza di un processo filogenetico, nell’uomo. E’ “la bellezza dell’io” che esalta la poetica della Via del Possibile. Ciò significa che l’unica “verità” è il “campo di possibilità” dominio della “libertà” vera. Non è che l’ inizio di una rivoluzione artistica, che investe l’ io e il noi: lo spazio dell’ essere e della società non meno che dell’ambiente la casa comune. E’ l’ alba di una nuova “realtà”: la via del possibile (…) la nostra malattia conclamata. (Salvatore Commercio.)
Il movimento Verticalismo nasce a Catania nel 1973 per iniziativa dell’artista e scrittore S. Commercio (in un momento storico in cui il mondo è segnato da contrapposte ideologie, da una profonda crisi geopolitica, economico-sociale, ambientale e sul piano della sicurezza).
La prima esposizione di 16 artisti alla Gallery 71 risale al 23 novembre 1974. Tra i veri protagonisti storici di quel ‘primo gruppo’ si possono annoverare, oltre a Commercio, G. Pepe, R. Platania, N. Raciti, I. Taccini, B. D’Accampo, R. Occhipinti… Sostenuti dagli scrittori e critici don Antonio Corsaro e Fiore Torrisi. Successivamente confluiscono G. Compagnino, F. Liardo, la poetessa E. Di Grazia, S. Barbagallo, R. Calì, S. Milluzzo, N. Minio, S. Spatola, S. Maggiore, T. La Scala e via elencando.
Teoria e prassi si svilupparono velocemente sul piano internazionale grazie alla rivista trimestrale Verticalismo (1975, editore Lorenzo Misuraca, seguono le edizioni Cavallotto…) organo del movimento, fondato e diretto da Commercio insieme con don Antonio Corsaro il primo ad aderire subito e senza riserve. (Poeta e saggista di statura europea. Già protagonista dell’ermetismo assieme a Carlo Bo, Alfonzo Gatto, Vittorio Sereni, Mario Luzi, Oreste Macrì, Giancarlo Vigorelli, Carlo Betocchi… Amico di Montale, Quasimodo, Ungaretti, Pasolini, Vittorini, Sciascia, Dorfles, Ballo…
Corsaro: “Noi riteniamo che il sistema verticalistico sia l’unico sistema che corrisponda alle condizioni di civiltà in cui ci troviamo e corrisponda anche alla esigenza di superare tutti i modelli che l’arte del nostro tempo ci presenta. Per tale superamento è necessario essere verticalista. Ma essere verticalista non è facile, come correre dietro ad una ideologia. Essere verticalista significa creare una scienza e avere una precisa attitudine collettiva di fronte ad ogni azione umana e a tutto il mondo che ci circonda. L’ideologismo va bandito.
Se è vero che le opere d’arte devono servire alla vita dei gruppi sociali, esse devono pure servire a comunicare sentimenti e pensieri. Ma per fare ciò non possono prescindere dalla figurazione dello spazio a venire. (…) In arte, l’uomo modifica la visione dello spazio quando il suo linguaggio s’innesta sulla società in cui vive. La società è la materia dell’arte”.
Tra i principali protagonisti del gruppo italiano figurano inoltre O. Spazzoli, G. Catania, M. Farinella, F. Di Giovanni, G. Arena, A. Farinella, D. M. Costa, C. Arezzo di Trifiletti, N. Bortolotto… Nell’arco di alcuni decenni il movimento si arricchisce di centinaia di artisti, poeti, scrittori, musicisti, giornalisti, ricercatori, collaboratori in più di 50 Paesi.

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