martedì , Giugno 22 2021

I contenitori vuoti di Enna: 4° tappa: la CONCA PERGUSINA

I contenitori vuoti di Enna: 4° tappa: la CONCA PERGUSINA

di Vincenzo Cimino

 

scatola-vuotaProsegue il nostro Tour di Enna, Città dei contenitori vuoti. La 4° tappa percorre in lungo e in largo la Conca Pergusina: il Camping con le due grandi piscine – gli Alberghi dismessi – la Caserma dei Carabinieri.

Tralasciamo il Lago senza cura alcuna con la Riserva Naturale lasciata a sé stessa; il mega impianto dell’Autodromo che sta lì sperando in tempi diversi e l’Area archeologica tenuta ammucciata da non si sa chi, poiché meritano un’esposizione a sé. L’abbiamo detto più volte: sti Luoghi svuotati di tutto descrivono il PASSATO, anche recente. Con essi si può recuperare, se c’è voglia, quel po’ di memoria per leggere, almeno, il tempo che fu degli Ennesi e non solo, essendo Enna perfetta descrizione della Sicilia interna, per molti da dimenticare, e per alcuni finanche da cancellare. È pure l’occasione per alzare l’asticella del Governo della Città, ossia di quanti ritengono di essere uomini pubblici al comando o d’avere ruoli decisionali. Questo Patrimonio scordato è recuperabile se si ripensa alla loro destinazione d’uso, al loro riuso. Non è ammissibile che cadano a pezzi, che crollino le loro mura, che siano coperti dalle sterpaglie e offerti al vandalismo. Si faccia insomma qualcosa, anche a parlarne, mettendo in campo idee e progetti fattibili.

Osserviamo la Conca Pergusina dall’alto di uno dei suoi cozzi che cingono il Lago, unico in Europa d’origine tettonica. Sul versante sinistro s’osserva

  • il Camping. Realizzato negli anni ’80, mai è entrato in funzione; eppure si presentava come moderna struttura ricettiva con i suoi bungalow ben arredati, in grado d’ospitare circa 100 vacanzieri al giorno. Era (è?) un vero villaggio vacanze: ampi spazi per la sosta dei camper, anfiteatro per gli spettacoli, strutture per fruire dei servizi, aree verdi. È confinante con due grandi piscine, che sono attive appena 1 mese l’anno .(abbonè). Aveva (ha?) il vantaggio d’essere al centro della Sicilia, pertanto vantaggioso per chi avesse voluto visitare ogni parte dell’Isola. Era (è?) gestibile con vantaggi economici e lavorativi. Eppure, mai è stato aperto un Bando pubblico per la sua gestione; oppure non s’è pensato alla sua dismissione alienando a privati. Solita lagnusia a non fare dei Sindaci, essendo il Comune proprietario? È comunque l’occasione per smentire chi vuol pensar male.

Scendiamo giù dal Cozzo dopo avere riempito gli occhi della naturale bellezza della Conca Pergusina. Ritrovi pagine della storia millenaria del Mediterraneo, la delicatezza di un paesaggio sia pur ferito, ma pure la cruda e dura immagine dell’abbandono. Sostiamo nella piazzetta del Villaggio Pergusa, costruito negli anni ’30 dando vita ad una grandiosa opera di bonifica dell’area lacustre e all’antropizzazione dei luoghi prima malarici. Rappresentò una delle più geniali opere d’ingegneria civile e idraulica di quel tempo. Ci poniamo di fronte alla

  • Caserma dei Carabinieri. È di pregevole stile architettonico e compone l’armonia d’una piazza con chiesa e scuola primaria. Rimane un manufatto che testimonia una vita scomparsa ma non da dimenticare. Si dice che sia ancora in buone condizioni. Purtroppo le chiavi se le sono portate a Roma, e nulla è dato sapere sul suo possibile e vantaggioso riuso. Già, è adattabile a casa-vacanze per i carabinieri stessi, tanto per buttare giù un’idea se volete curiosa. Comunque, è da sciagurati aspettare che crolli!

Con la macchina passiamo, fermandoci, davanti i diversi alberghi inattivi e mollati dai proprietari. Resistono quattro strutture ricettive offrendo appena un paio di centinaia di posti letto. Poco, troppo poco, per ragionare sulle potenzialità turistiche di Pergusa, alle quali credettero negli anni ’70 imprenditori locali. Stanno lì, di fronte a noi

  • L’Hotel “La Giara”. Da due anni circa è chiuso, sia pur ancora funzionale, oltreché moderno e ben attrezzato. Che peccato! È ancora in tempo per tornare al suo splendore.
  • L’hotel “Serena”. 15 anni fa entrò in crisi per ragioni estranee alla sua gestione, per nulla negativa. S’è preferito lasciarlo alla sua lenta distruzione, non interessando a nessuno, né tantomeno ai suoi proprietari. Eppure, con quel po’ di coraggio e intelligenza imprenditoriale non sarebbe così difficile riattivarlo.
  • L’Albergo Proserpina e l’Ostello della Gioventù. Erano impianti piccoli ma utili e necessari. Il primo ha avuto una breve esistenza, il secondo è sfruttato come area di parcheggio d’un grande ristorante. Oggi, nessuno s’accorge della loro fine.

Ci sono altri contenitori vuoti nella nostra amata Pergusa. E sono tanti! Alla prossima tappa (la 5°) ci soffermeremo, naturalmente. Chiudiamo riportandoci ancora una volta al tema del futuro di questa Città, immaginato come orizzonte di crescita. Per proiettarlo, si sa, necessita una classe dirigente locale pubblica e privata con la voglia di volere ragionare, progettare, e non guardarsi l’ombelico. Ma una classe dirigente non è tale se manca la POLITICA, che dalle nostre parti da tempo non è di casa.

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