lunedì , Giugno 14 2021

Sicilia. Giunta approva costituzione ufficio speciale differenziata

raccolta-differenziata-malumoreLa giunta regionale riunita in data odierna, ha approvato l’istituzione dell’ufficio speciale per la differenziata. L’ufficio, sotto il coordinamento della Presidenza della Regione e del Dipartimento Acqua e rifiuti, opererà come supporto alle amministrazioni comunali per la corretta impostazione e la piena attuazione degli obiettivi di incremento della raccolta differenziata. Più specificamente, l’ufficio opererà per il raggiungimento dei seguenti obiettivi: adozione da parte di tutti i Comuni siciliani, anche mediante commissariamento ad acta, dei Piani comunali per la raccolta differenziata; predisposizione dello schema tipo di Regolamento e Piano da approvare con Decreto del presidente della Regione, per i Comuni inadempienti; monitoraggio dell’avanzamento ed efficacia delle azioni poste in essere e proposta di correttivi da proporre al presidente della Regione ed al Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti per i provvedimenti conseguenziali in seno all’ordinanza 5/Rif.
Attività di supporto tecnico alle Amministrazioni comunali per la declinazione delle azioni di competenza e di help desk per quesiti e chiarimenti in sede di attuazione;
ricognizione delle inadempienze delle Amministrazioni comunali ai fini della graduazione della gravità e reiterazione delle stesse per le emissioni di eventuali provvedimenti di decadenza degli Organi comunali;ogni attività utile, di concerto con la Presidenza della Regione, con il Dipartimento Acqua e Rifiuti e con l’assessorato all’Energia, per l’effettivo raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti nell’Ordinanza 5/Rif. 2016.
L’ufficio, incardinato presso la Presidenza della Regione, sarà in carica fino a ottobre 2017 e sarà guidato dall’ingegnere Salvo Cocina.

Rifiuti, Cgil Cisl Uil: “Le logiche politiche smettano di ridurre la Sicilia in una pattumiera”
Un appello ad attivare un tavolo ministeriale con tutti i soggetti interessati nella gestione rifiuti in Sicilia, “ma solo per occuparsi concretamente degli ‘affari’ dei siciliani e dei lavoratori del settore e non degli interessi legati all’affaire rifiuti”. A lanciarlo sono Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per voce dei segretari Claudio Di Marco, Dionisio Giordano e Pietro Caleca. “Si faccia prestissimo, la strategia non può essere solo tamponare emergenze, ma soprattutto realizzare fatti a partire dall’applicazione delle norme esistenti, delle sanzioni per chi sbaglia. E quindi è necessario avviare un reale progetto da mettere in pratica che non può passare da una nuova legge di riordino di un sistema che di fatto non è mai stato riordinato: ci sono ancora gli Ato e non sono partite le Srr, la legge 9 del 2010 contiene anche parti positive e realizzabili se solo la volontà degli attori interessati si spogliasse degli interessi di parte”. “Da troppi anni – continuano Di Marco Giordano e Caleca – denunciamo un sistema rifiuti nell’isola in continua emergenza e in continue deroghe, che probabilmente, a qualcuno sono servite e son piaciute, certamente non ai lavoratori del settore e non ai cittadini”. Cgil Cisl e Uil aggiungono: “Governo regionale ed Anci , gestori di discariche pubbliche e private, imprese di gestione dei servizi e rappresentanti dei lavoratori e soprattutto i 390 sindaci hanno il solo compito di evitare che la Sicilia si riduca in una enorme pattumiera, rispettando le norme e le regole”. Da qui le proposte “a partire dall’approvazione delle dotazioni organiche delle Srr e dei piani d’ambito fondamentali per mettere realmente fine agli Ato, in liquidazione già da tre anni, ma ancora titolari del servizio e consentire di espletare le gare a dimensione territoriale d’ambito e non per singolo comune”. “I sindaci si impegnino concretamente a riscuotere la Tari, è assurdo che un sistema che per norma dovrebbe reggersi sulla tariffa pagata dai cittadini, non si impegni per riscuotere quanto dovuto da chi ancora evade: mediamente in Sicilia il 50% dei cittadini iscritti a ruolo non paga ed è chiaro che cosi, la gestione vada in crisi”. Sulla raccolta differenziata , secondo i sindacati “è un’occasione da non poter spostare ancora in avanti nel tempo perché riduce costi di conferimento ed aiuta il mantenimento dei livelli occupazionali e quindi nessun alibi, le amministrazioni locali si attivino concretamente, ma è chiaro che senza impianti anche la differenziata sarebbe inutile , pertanto vanno spese tutte le risorse che la Regione ha già per realizzarli”. Cgil Cisl Uil concludono: “Si realizzi subito e sul serio tutta la tecnologia di nuova generazione che rientra nel ciclo integrato dei rifiuti, in siti già esistenti e idonei”.


“L’istituzione dell’ufficio speciale per la differenziata, è un fatto positivo ma insufficiente”. Perché il ragionamento di Crocetta ha un limite: continua a ruotare attorno al pianeta-discarica. Per questo “l’ipotesi del commissario non può dirsi affatto superata”. Così Cisl e Fit siciliane commentando la nota con cui il presidente della Regione informa delle iniziative alle quali il Governo regionale ha affidato, nelle ultime ore, il superamento della emergenza “ormai cronica in Sicilia”, dei rifiuti. La biostabilizzazione temporanea, come Crocetta stesso la definisce, è appunto temporanea, rilevano Cisl e Fit. È una misura che ha il “respiro corto delle soluzioni-tampone”. Così tutt’al più entro un paio di mesi, denuncia il sindacato guidato in Sicilia da Mimmo Milazzo, “saremo di nuovo punto e a capo, con le discariche ancora sature”. Il punto dunque, per Cisl e Fit, è il “galleggiamento” di chi sopravvive nell’assenza di un quadro normativo e gestionale che guardi lontano. E sta nella “ostinazione di chi, essendosi totalmente dimenticato in questi anni di piano dei rifiuti e di piano energetico regionale, continua a prendere tempo e a non dare corso, con bandi di gara, a sistemi integrati centrati su impianti di trattamento per un verso, su attività di recupero per un altro”. Insomma, per Cisl e Fit non si può continuare a puntare tutto su discariche che da qui a quindici anni l’Ue vorrebbe chiuse. Né a pagare le pesanti sanzioni imposte dall’Europa. È per questo che “il commissariamento affidato a una personalità dalle spiccate competenze tecniche, esterna alla Regione, non ci pare un’ipotesi affatto superata”, sostengono Cisl e Fit. Anzi, se la Regione continua a puntare sulle discariche le proprie carte, può essere il modo per uscire dall’angolo ed evitare l’esplodere di rinnovate situazioni di emergenza.

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