lunedì , Giugno 14 2021

Palermo: Conclusa la due giorni dedicata all’Architetto Giuseppe Caronia

architettiPalermo. “Un inizio e non una fine”. Con queste parole il presidente dell’Ordine degli Architetti di Palermo, Franco Miceli ha chiuso la giornata di lavori dedicata alla figura del professore Giuseppe Caronia e allo sviluppo urbanistico dello città. Un evento organizzato – così come le mostre che lo hanno accompagnato, visitabili fino al 10 settembre – insieme all’Università di Palermo e alla famiglia Caronia. “La nostra intenzione – ha spiegato Miceli – è di fare luce anche sugli altri protagonisti dell’architettura del Novecento con un’operazione culturale di rilettura critica della storia di questa città dal dopoguerra in poi. Un passaggio necessario per potere immaginare e progettare la città del futuro”. Un punto condiviso dai curatori della mostra, le Professoresse Francesca Fatta e Carla Quartarone e dal coordinatore scientifico, il Professor Ettore Sessa. “La mostra è il risultato di un attento lavoro di catalogazione – hanno detto Carla Quartarone e Ettore Sessa – Un lavoro possibile grazie ai borsisti impegnati nel progetto e a tanti volontari che hanno passato in rassegna il materiale custodito negli archivi, riportando alla luce circa 120 progetti sparsi in tutta la Sicilia e anche a Roma. Materiale mai visto che restituisce la paternità di Caronia a molti palazzi di cui la città conosce poco”.
Quando si parla dell’architetto Caronia, si pensa spesso al capostipite, Salvatore Caronia Roberti, progettista di molte ville Liberty di Palermo. Il figlio Giuseppe Caronia (1915-1994), architetto e accademico negli anni cruciali della crescita di Palermo ha però segnato parimenti lo sviluppo della città negli anni del dopoguerra, della ricostruzione e del miracolo economico. Una figura poco conosciuta ai non addetti ai lavori su cui adesso, per la prima volta, questo lavoro dell’Ordine degli architetti e del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, in collaborazione con la famiglia Caronia, ha provato a fare luce. “La mostra e il convegno – dice ancora Carla Quartarone – hanno il merito di voler restituire un pezzo di storia alla città”. Un percorso professionale che ha attraversato gli anni del boom edilizio residenziale ma anche quelli della costruzione di nuovi cinema e strutture pubbliche: scuole, ospedali, alberghi, sedi istituzionali.
Due le mostre aperte fino al 10 settembre: la prima al salone “Mario Scavuzzo” dell’Ordine degli Architetti di Palermo, in piazza Principe di Camporeale 6. Qui da ieri è visitabile (h 09,00 – 13,00 e 15,00 – 19,30 dal lunedì al giovedì e dalle 09,00 – 13,00 il venerdì) l’allestimento “Giuseppe Caronia, la progettazione come attività integrata di professionismo e cultura” realizzata dall’Ordine degli Architetti, dalle Collezioni Scientifiche del Dipartimento di Architettura e dall’archivio Famiglia Caronia. L’esposizione, a cura delle Professoresse Francesca Fatta e Carla Quartarone col coordinamento scientifico del Professor Ettore Sessa, mette in mostra riproduzioni di foto, progetti e plastici: dal restauro della Zisa, al progetto fatto per il parco sul fiume Oreto, alla realizzazione del cinema Fiamma o dell’assessorato regionale all’Agricoltura. L’altra mostra dal titolo “Giuseppe Caronia, appunti di viaggio”, organizzata dall’Associazione InContemporanea Arte Attiva, si trova in via Whitaker 3. Esposti al pubblico, stavolta, bozzetti e acquerelli dell’architetto realizzati nei suoi viaggi, davanti ad una piazza, un fiume, le geometrie di una città. In Italia, Europa e Asia.

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