martedì , Giugno 22 2021

I contenitori vuoti di Enna: 5° Tappa: Centro Riabilitazione Pergusa, Ente Fiera S.Lucia e Camera di Commercio

ENNA, LA CITTA’ DEI CONTENITORI VUOTI
5° Tappa:
Centro di Riabilitazione Pergusa, Ente Fiera S.Lucia e Camera Commercio.

di Vincenzo Cimino

scatola-vuotaProsegue il Tour di Enna, Città dei contenitori vuoti. È la 5° tappa quella che percorriamo, oggi con itinerario: Centro di Riabilitazione Reg.le di Pergusa – Area fieristica di Enna Bassa – Palazzo della Camera di Commercio di Enna Alta. Come dire, da un capo all’altro del paese per osservare impianti e palazzoni che s’impongono agli occhi di chiunque, anche del più distratto e di chi sinni futti. Quante storie di vita attiva, quante attese in quelle mura e recinti da descrivere. Ma pure tanti errori e rovine, i cui responsabili mai hanno dato conto. Eppure, stanno lì dinanzi a noi, come a voler dire *Siamo qui, recuperate i nostri spazi per farci divenire luoghi di lavoro e d’attività*; *Su di noi realizzate, almeno, idee e progetti fattibili, gestibili e duraturi*. *Se no, signori che vi sentite classe dirigente locale, anche voi diverrete contenitori vuoti!*. Sono tuttora funzionali ed efficienti, non ancora danneggiati dall’usura del tempo, da incuria e vandalismo. Sarebbe uno vergogna abbandonare, strutture come

– Il Centro sanitario Reg.le di Riabilitazione. È storia recente e lontana quella di questo smisurato edificio che domina sulla Conca Pergusina. Fu costruito circa 50 anni fa per farne un centro di formazione professionale di un Ente che alimentava con soldi e risorse pubbliche una salda ed influente macchina di potere politico. Non fu mai completato, sia pur dopo aver bruciato miliardi del vecchio conio con appalti di dubbia legalità . Divenne, nel tempo, un simbolico monumento delle opere incompiute ennesi. Senonché, a cavallo del 2010 l’Azienda Sanitaria progettò il suo recupero destinandolo a Sede per le cure riabilitative interdisciplinari. L’idea risultò forte e coerente con la buona sanità. Difatti, essendo in Sicilia carente, se non mancante, la riabilitazione d’alto livello, ASL propose di creare un punto d’eccellenza con una ragione convincente: ad Enna le cure e a Troina con l’Oasi la ricerca nel campo della riabilitazione. Un’idea innovatrice! Ma in questa Regione magari si prende avvio con idee avanzate, dando però seguito ai soliti fatti devianti che allontano da esse per giungere al Nulla, attraverso lo spreco di risorse. Il caso di dire, son fatti d’ordinaria vita pubblica dell’Isola. Non visitiamo l’interno del grande edificio dal prospetto bianco e fresco, non volendo neppure immaginare il suo stato; per cui ci avviamo verso Enna Bassa, contrada S. Lucia, ove si ritrova

– L’Ente Fiera dell’Agricoltura. L’area s’estende per diversi ettari ed è attrezzata; c’è un edificio e qualcos’altro, giusto per ospitare un paio d’associazioni. Sin quando la Regione metteva manu a sacchetta, si svolgeva la fiera annuale dell’agricoltura. Era un evento che poneva questa all’attenzione con mostre di prodotti agricoli, esposizione di macchine e mezzi, premi agli allevatori di razze pregiate,. Non era granché per dare spinta al settore, ma presentava lo stato dell’agricoltura nel territorio ennese. Pare che la prima “Fera di Maggiu” si sia svolta nella seconda metà del ‘700 e ininterrottamente fino a meno d’un decennio fa. Così vanno le “cose” da noi, non solo si svuotano impianti e strutture, ma financo la Storia, piccola o grande che sia, della Città, Che farne? Sono diverse le opportunità, ma non vengono neppure abbozzate, preferendo silenzio ed oblio.

Percorriamo il vialetto d’uscita per avviarci verso Piazza Prefettura, ove è ubicato

– Il Palazzo della Camera di Commercio. È monumentale e di pregio storico-architettonico, costruito per essere sede delle Corporazioni. Entriamo per ritrovarci in una sequela di stanze vuote e saloni chiusi. S’incrociano pochi impiegati i cui stipendi sono liquidati dalla Regione con mesi di normale ritardo. Hanno perso competenze e non prestano più servizi utili alle imprese. S’attende che pure le chiavi del mastodontico portone in ghisa se le portino a Palermo, come quelle di Banca d’Italia a Roma? Ma sì, s’azzeri tutto ad Enna, svuotando gli edifici di attività con persone che vi lavorano! Così, la finiamo con Enna capoluogo. Quanta doppiezza in giro……

Terminata la 5° tappa, pensiamo ai perché del nostro declino che appare irreversibile e descrivibile con lo svuotamento di luoghi ed edifici. Questi perché sono tanti, che s’intrecciano, s’accavallano e lasciano fratture, È nella ricerca delle risposte possibili e persuasive che la classe dirigente locale si dovrebbe cimentare, rientrando nella politica che si cumula d’idee, progetti e programmi di rilancio del territorio. Purtroppo, questo modo di far politica è faticoso riscontrare dalle nostre parti.

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