giovedì , Giugno 24 2021

In ricordo di Giancatia Becchina

Giancatia_BecchinaLa comunità di Giuliana, all’interno dei Monti Sicani, ha salutato, commossa, la giovane dipartita della concittadina Giancatia Becchina, accompagnata dalla mamma Maria Russo, dai numerosi familiari e da un popolo che partecipa, per tradizione e cultura, alla solidarietà umana verso i familiari di chi lascia la dimora terrena, ponendo alla collettività la riflessione sulla temporaneità della vita, anche quando si convive con numerosi cittadini centenari e lontani delittuosi della società mondiale.

Il silenzio spezzato dalla corale recita del “Rosario”, preghiera comunitaria proposta dal parroco don Luca Leone nel suo commento del Vangelo e dalle parole elevate e partecipate pronunciate dal Preside Giuseppe Martorana, in Chiesa, hanno reso il corteo funebre solenne ed interprete di una conoscenza divenuta identitaria di un paese, Giuliana ricco di storia e di umili testimonianze e fraterne solidarietà cristiane, di Icone non cancellabili tra i giovani.

Giancatia, ha detto il professore Martorana, è passata come un angelo frettoloso in mezzo a noi, ai suoi amici e familiari, ai suoi ragazzi delle scuole, e gli hanno fatto eco Caterina e Teresa, le affettuose cugine in Facebook, la nuova piazza dei giovani. Ha insegnato nelle istituti privati pubblici e statali, con la fatica degli emigrati per lavoro, sdradicati solo in parte dai luoghi natali, ma con una cura ed un sorriso, talvolta riservato e compresso, invitando ad amare lo studio, come dovere e coscienza e a non rinnegare talenti e vocazioni di ogni ragazzo, tentato anzi tempo dalla fuga dell’impegno scolastico per le strade della “dispersione dell’obbligo“, così presenti nelle grandi città e oggetto di ricerche da parte della prof.Maria D’Asaro, figlia del sindaco mai dimenticato Luciano D’Asaro, educatore nella professione e nella vita.

Così Giancatia ha testimoniato, pur nella sua pur breve esistenza, la potenzialità di donare generosamente al prossimo la sua storia umana, che l’ha reso così vicina all’esempio dei genitori, alla mamma ed al papà e, ad un tempo, alla sua Giuliana, ai suoi abitanti, dalle tradizioni agricole ed artigiane ed oggi da tanti valenti professionisti, docenti e tecnici, onesti pubblici dipendenti.

Ha vissuto, traendo dalla terra natale, potenzialmente ricca solo del lavoro dei residenti e di coloro che vivono fuori, valori che hanno investito il reddito delle famiglie, della fatica collettiva dei cittadini nel lavoro, autonomo e nei servizi sociali e culturali, appena sfiorato da quello cooperativistico, nelle micro-imprese edilizie, agricole ed artigiane, nella formazione scolastica, professionale, e culturale dei ragazzi e dei giovani, nelle scuole, nei centri di formazione professionale ed universitaria all’interno del Paese Italia e della seconda patria l’Europa.

La pace interna, costruita nel Paese da tante vite umane, ed offerta alla generazione di Giancatia, che nella storia di Giuliana ha conosciuto servizi di sicurezza sociale, mai prima istituzionalizzati, per realizzare, anche con il sostegno determinante degli anziani, dei genitori pensionati, degli emigranti, un esemplare cantiere-fabbrica del lavoro, attraverso il sapere, la scuola, l’Università, la formazione professionale, la cultura, la socialità e la sicurezza di un reddito, nella previdenza ed anche nel precariato nei servizi scolastici, nella forestale, nell’ente locale, evitando comunque stati di grave povertà senza riuscire a sconfiggere la disoccupazione giovanile, che ha costretto, come per Giancatia e tanti suoi coetanei ad un lavoro meritevole encomiabile, nella scuola e nella sanità, anche fuori della Regione, ma stabile e duraturo, come abbiamo preteso e voluto, con l’azione sindacale e politica.

A salutare Giancatia, amici e tanti concittadini, quasi grati dell’esempio, trasmesso con il suo sorriso per vivere non dimenticando che ciascuno ha dei doveri verso il prossimo vicino e lontano, verso la comunità di appartenenza e quella degli altri, utilizzando risorse e talenti, professioni e ruoli di docenti, maestri, ingegneri, medici, farmacisti, architetti, avvocati veterinari, agronomi, geometri, ragionieri, agrotecnici, biologi, musicisti, letterati, infermieri, informatici, conquistati con la fatica dello studio e del lavoro, anche duro e non facile, senza l’amore e la partecipazione della famiglia e della comunità, che diventa più umana quando si carica di generosa silenziosa donazione.

Ferdinando Russo
onnandorusso@alice.it

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