lunedì , Giugno 14 2021

Rifiuti. Cgil, ritardi della politica corrisponde passo indietro Sicilia e passo avanti criminalità. Cisl: la politica ha fallito

rifiuti soldi compattatore“La vicenda dei rifiuti è emblematica e ci consegna una certezza: che a ogni ritardo della politica corrisponde un passo indietro della Sicilia, sotto il profilo economico, sociale e del lavoro e un passo in avanti della criminalità organizzata”: lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, aprendo il direttivo regionale del sindacato. “Avere avuto in eredità situazioni pesanti- ha aggiunto Pagliaro- non può del resto essere un alibi per il Presidente Crocetta, anche perché questo non riguarda solo il sistema del rifiuti: non decollano ad esempio il sistema idrico integrato, la Banca della terra che potrebbe contribuire ad assestare un colpo alla mafia dei pascoli e neanche la Centrale unica della committenza, che consentirebbe risparmi fino al 10% su una spesa di 4 miliardi l’anno, in una regione a corto di risorse”. Pagliaro ha sottolineato che “i sindacati confederali con la manifestazione unitaria del 7 maggio hanno chiesto al governo regionale di invertire direzione e passo. Ad oggi – ha però sottolineato- i segnali che vengono, anche dagli incontri che abbiamo avuto nell’ultimo mese con vari assessori, non sono incoraggianti, ma di complessiva stagnazione”. La Cgil dunque annuncia “che assieme a Cisl e Uil, sarà certamente fatta una valutazione per il prosieguo dell’iniziativa di pressione sul governo regionale”. Quanto ai rifiuti, Pagliaro ha sottolineato che “la Cgil denuncia da anni quello che oggi la Commissione ecomafie conferma: che il ricorso continuo a commissariamenti, piani di emergenza e ordinanze ha prodotto un sistema inquinato e inefficiente. Oggi diciamo che occorre applicare la riforma del 2010, rimasta inattuata, aggiornarla se necessario e andare avanti con la raccolta differenziata , evitando lo scaricabarile delle responsabilità”. Sulla situazione finanziaria della regione, per la Cgil, “restano tutte le preoccupazioni”: “E’ dubbia la reale quantità di risorse che giungeranno con l’accordo Stato- regione- ha rilevato Pagliaro- che costerà del resto parecchio alla Sicilia, sotto il profilo economico e sociale per le pesanti clausole imposte. Questo, unito alle inefficienze della spesa dei fondi Ue e alla mancanza di un progetto globale di sviluppo della Regione, rende veramente difficile- ha detto il segretario della Cgil Sicilia-ipotizzare a bocce ferme una vera ripresa e il rilancio dell’occupazione”. Pagliaro ha sottolineato “quanto questa situazione critica stia pesando soprattutto sulle fasce deboli come anziani e non autosufficienti che vedono un welfare sempre più indebolito e ritardi che rendono inattuati provvedimenti già attivi in altre parti del paese, come il piano per la non autosufficienza”. “Crocetta- ha sostenuto Pagliaro- spesso fa propaganda su risultati che o non ci sono o sono modesti. Noi riteniamo che bisogna cominciare a costruire e che la sola opera di demolizione, come è avvenuto nella Formazione professionale, possa solo generare caos se non è seguita dalla fase della costruzione”.

La politica in Sicilia ha fallito. Le famiglie continuano a tirare la cinghia (“+1% i consumi”) e le imprese non investono. “C’è bisogno di una task force regionale per spendere le risorse disponibili e far partire investimenti e progetti esecutivi”. E quanto ai rifiuti, “servono un commissario straordinario con pieni poteri e una soluzione strutturale con quattro-cinque mini-inceneritori di terza generazione. Va archiviata la preistoria delle discariche”. Così la Cisl Sicilia che stamani ha celebrato a Palermo un consiglio regionale allargato ai componenti dei comitati esecutivi territoriali e a quelli delle federazioni regionali di categoria. Presente Maurizio Bernava, segretario confederale nazionale, che ha tirato le conclusioni del dibattito aperto da Mimmo Milazzo, segretario generale regionale.
UN COMMISSARIO CHE NON PUÒ ESSERE CROCETTA. Sui rifiuti, “dopo quattro anni di governo, Crocetta non può dire che la responsabilità sia degli altri”. Se la differenziata è poco più del dieci per cento quando dovrebbe essere del 65%, “c’è stata certo noncuranza dei sindaci ma a essere mancata è la governance regionale”. Tanto che la commissione parlamentare sulle Ecomafie, ieri, ha rilevato che la “pesante eredità del passato” nell’Isola, in questi anni non è stata superata. La Campania, ha rilevato Milazzo, uscì dall’emergenza con un commissario straordinario con pieni poteri. La Sicilia ha bisogno di un commissario straordinario, che però “non può essere Crocetta”. Il segretario ha anche ricordato che la conferenza unificata Stato-Regioni ha proposto, per la Sicilia, due inceneritori. “Ma qui mancano il piano dei rifiuti, perché che quello Lombardo sia fallito è sotto gli occhi di tutti. E un piano energetico regionale. Dunque, la via per uscire dallo stallo, superando il sistema obsoleto delle discariche, dovrebbe essere la costruzione di, non due ma quattro, cinque mini-inceneritori”. Per Milazzo, questo consentirebbe di accorciare la filiera, risparmiare e far pagare meno tasse ai cittadini. Inoltre, il riordino complessivo del sistema non può più attendere e dovrebbe far leva su “ambiti ottimali coincidenti con i perimetri delle ex Province”.
LA TASK FORCE REGIONALE. Sul fronte dell’occupazione, per la Cisl in Sicilia la situazione resta allarmante. Sono 25 mila i giovani siciliani che ogni anno lasciano l’Isola in cerca di fortuna, la disoccupazione si mantiene sopra il 21% ma quella giovanile vola al 56% con punte persino del 62%. E “all’appello manca ancora il patto per lo sviluppo regionale”, ha tuonato Milazzo. “Sono – ha ricordato – 2,4 miliardi che andrebbero spesi per infrastrutture cantierabili tra il 2016 e il 2017”. “Ma se nel 2016 non è ancora partito un cantiere, come potranno essere spesi?”, si è domandato polemicamente. Da qui la proposta di una task force regionale con il mandato di spendere rapidamente le risorse disponibili e far decollare i progetti esecutivi.
LA CENERENTOLA DELLA POLITICA SICILIANA. Ma per la Cisl, “la grande cenerentola della politica siciliana resta la politica industriale”. A Gela si accumulano ritardi su ritardi e la bonifica del sito rischia di finire alle calende greche anche per i no opposti dalla Provincia di Caltanissetta. “La Regione non ha preso parte alla recente conferenza dei servizi e si attendono ancora le risposte regionali sul ‘Via’”, ha denunciato il parlamentino Cisl. Ma il sistema industriale è al collasso e lo testimoniano pure “i casi di Termini Imerese e Priolo e delle aree industriali di Palermo e Catania”.
IL CONTRATTO DEL PUBBLICO IMPIEGO. Bernava, concludendo, si è soffermato sulla ripresa, nelle ultime ore, del confronto con il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia, per il rinnovo del contratto del pubblico impiego. “Finalmente – ha detto – dopo sette anni di blocco. Ora ci auguriamo che si entri subito nel merito e che la ripresa delle relazioni segni una svolta aprendo a un clima propositivo tra Governo e organizzazioni sindacali”. “La Cisl si aspetta di concordare indirizzi e obiettivi innovativi riducendo la fase invasiva della legislazione sulle materie che regolano i rapporti di lavoro nel settore pubblico. Noi siamo pronti a entrare nel merito – ha rimarcato – anche su come e dove trovare le risorse aggiuntive per gli aumenti contrattuali, fermi da troppo tempo”.

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