venerdì , Aprile 23 2021

Don Stefano Nisi. Filosofo e teologo, nominato “novello S. Tommaso”,

Nacque a Salemi nel 1688. Dopo aver frequentato il Collegio dei Gesuiti a Salemi e a Palermo, fu ordinato presbitero diocesano. Si distinse per lo studio della filosofia e teologia, da essere nominato dai suoi professori il “novello S. Tommaso”. Dotto, quanto umile, e di vita esemplare, fu proposto arciprete di quel paese dal Principe di Mussomeli e confermato dal vescovo di Girgenti (oggi Agrigento): vi rimase dal 1721 al 1730. Con la sua prudenza, garbo, dottrina e soprattutto con il suo esempio operò perché la Religione cristiana desse copiosi frutti. Dedicava il resto del tempo, dopo le pratiche religiose, alla predicazione, alla catechesi e ai più bisognosi per aiutare tutti con elemosine. Digiunava il sabato in onore della SS. Vergine e dormiva vestito il venerdì in onore della Passione di Gesù Cristo. Il Vescovo di Girgenti, Mons. D. Anselmo de la Pegna, ne aveva una grande stima che, oltre ad averlo scelto per uno dei suoi esaminatori sinodali e di consultarlo nelle scelte più scabrose, soleva additarlo come esempio ai parroci della diocesi “proverebbe egli – diceva – il più gran piacere al mondo, se loro tutti si specchiassero nel santo Arciprete Nisi, e cercassero col maggiore impegno d’imitarne le belle virtù”. Il vescovo successore Mons. Gioeni, appena lo conobbe, pensò di nominarlo Vicario Generale se la morte non l’avesse colto all’età di 42 anni non compiuti. Morì nel mese di agosto 1730 in fama di santità e, dopo i solenni funerali, avvenuti con grande concorso di gente appartenente ai diversi ceti, fu sepolto nella stessa chiesa di cui fu per diversi anni arciprete (Cfr. S. CREMONA, La Città di Salemi illustrata di tutte le migliori notizie e che ad essa appartiene, presso Biblioteca Fardelliana di Trapani, Ms. 260 del 1762, pp. 217-218, & 893). Fu compianto soprattutto dai poveri che vedevano in lui un Padre. Si sa che Dio abbia elargito, per i suoi meriti, grazie prodigiose a coloro che a lui si sono raccomandati con fede. Fino al 2012 (anno di pubblicazione del volume Tra peccato e santità di Salvatore Agueci) gli abitanti di Mussomeli lo considerarono, per un errore storico, – come scrisse Giuseppe Sorge – originario di Salerno e non di Salemi.

SALVATORE AGUECI

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