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La scenografica musica di Prometeo al Politeama Garibaldi di Palermo

Palermo. Ancora musica di Ludwig van Beethoven nel programma dei concerti di venerdì 24 febbraio 2017 (20,30) e sabato 25 (17,30) al Politeama Garibaldi. Sarà proposta, nella seconda parte del concerto, Le creature di Prometeo (Die Geschöpfe des Prometheus), musica per il balletto op. 43 di Beethoven (1770–1827). In apertura, invece, la Sinfonia n. 86 in re maggiore Hob. I:86 di Franz Joseph Haydn (1732 –1809).
A dirigere l’Orchestra Sinfonica Siciliana Johannes Wildner, proiezioni di Fabrizio Lupo che arricchiscono la già di per sé scenografica opera di Beethoven. La coreografia è di Giovanna Velardi, Prometeo/uomo/Epimeteo è interpretato da Davide Celona, Pandora/donna è Valeria Zampardi, un pastore Pablo Crichton.
Sinfonia n. 86 in re maggiore. Haydn, tra il 1784-85 ricevette dal Concert della Loge Olympique di Parigi la commissione di sei sinfonie. La proposta era quanto mai allettante, supportata da un ingaggio notevole. Di questa orchestra, che riuniva i migliori musicisti di Parigi ai quali veniva garantita l’ammissione onoraria alla massoneria, non si conosce con precisione la dimensione dell’organico, ma è certo che non doveva essere inferiore a quello del Concert des Amateurs, costituito da 40 violini, 12 violoncelli, 8 contrabbassi a cui si aggiungevano gli strumenti a fiato al completo. Pur di elevare il livello delle sue produzioni artistiche, Claude-François Rigoley, conte d’Ogny, capo dell’esclusiva loggia massonica Olympique dalla quale l’orchestra prendeva il nome, non aveva badato a spese e per questa ragione non aveva esitato ad offrire per ogni sinfonia ad Haydn, che godeva della fama di maggior compositore europeo, ben 25 luigi d’oro a cui si aggiungevano altri 5 per i diritti d’autore, una somma enorme per l’epoca soprattutto se si considera che a Parigi, in base alla testimonianza di Mozart, il prezzo per una sinfonia, nel 1778, era di appena 5 luigi. La Sinfonia n. 86 è l’ultima in ordine di composizione costituendo l’apice del sinfonismo haydniano di questo periodo, all’interno del quale si affermano anche elementi di ascendenza mozartiana. E’ divisa in 4 movimenti: Adagio, Allegro spiritoso; Capriccio. Largo; Menuetto. Allegretto; Finale. Allegro con spirito.
Le creature di Prometeo (Die Geschöpfe des Prometheus). E’ un balletto in tre atti musicato da Ludwig van Beethoven tra il 1800 e il 1801, per la coreografia di Salvatore Viganò. Costituisce l’op. 43 del catalogo beethoveniano. Ha debuttato al Burgtheater di Vienna il 28 marzo 1801. Si tratta dell’unico balletto composto da Beethoven, accolto senza grandi entusiasmi alla prima rappresentazione e poi dimenticato se si eccettua l’Ouverture, che fu eseguita indipendentemente, come pezzo da concerto.
Il libretto originale è andato smarrito, mentre rimane il programma della prima rappresentazione. Il finale contiene, in forma di rondò, il tema con variazioni che chiuderà la sinfonia n. 3, nota come l’Eroica. E’ così suddiviso: Ouverture: Adagio – Allegro molto con brio “La Tempesta” (do maggiore); Poco adagio (do maggiore); Adagio (fa maggiore); Allegro vivace (fa maggiore); Maestoso – Andante (re maggiore); Adagio (si bemolle maggiore); Un poco Adagio – Allegro (sol maggiore); Grave (sol maggiore); Marcia. Allegro con brio (re maggiore); Adagio (mi bemolle maggiore); Pastorale. Allegro (do maggiore); Andante (do maggiorre); Maestoso (do maggiore); Allegro (re maggiore); Andante (fa maggiore); Andantino (si bemolle maggiore); Allegretto (mi bemolle maggiore).

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