giovedì , Aprile 22 2021

Camera penale di Palermo si apre alla città. Presentazione del Libro di Enzo Tortora

La camera penale “G. Bellavista” di Palermo si apre alla città con un convegno dal tema “ Ingiusta detenzione ed errore giudiziario: L’avvocatura ed il circuito mediatico” in occasione della presentazione del libro “Lettere a Francesca” di Enzo Tortora.

Questa mattina nella sede di Mondadori a Palermo la presidenza della camera penale di Palermo con il suo presidente Vincenzo Zummo e il suo consiglio direttivo di avvocati del foro della città hanno aperto a tutti i cittadini ad un fatto culturale volto alla conoscenza di una storia che negli anni 80 colpi il noto giornalista e conduttore tv Enzo Tortora. Dopo quasi 30 anni dalla sua morte Enzo Tortora continua ad essere ricordato quale persone umana, distinta e dai buoni propositi. Poco è cambiato ricorda la compagna senatrice Francesca Scopelliti, più che di errore giudiziario possiamo chiamarlo “crimine giudiziario” .

“E’ un fatto culturale ribadisce Zummo: per noi difensori della libertà al contrario di certa mediaticità che approfondisce il mistero e di certa magistratura . Un amore maturo non egoistico esprimono queste lettere ma sono soprattutto una testimonianza politica che lasciano anche a noi avvocati, conclude Zummo : anche se la politica oggi ha abbandonato il suo ruolo di leadership dello Stato, del paese della cittadinanza e lo ha lasciato alla magistratura, quest’ultima svolge il suo ruolo necessario. All’ incontro era presente la senatrice Francesca Scopelliti e il vice presidente Avvocato Salvino Pantuso, Fabio Bognanni segretario della camera penale e il presidente della Camera penale di Marsala Giacomo Frazzitta.

NOTE
A quasi trent’anni dalla morte di Enzo Tortora, la sua compagna Francesca Scopelliti consegna alla memoria degli italiani una selezione delle lettere che il celebre giornalista e presentatore televisivo le scrisse dall’inferno del carcere nel quale era stato sbattuto per “pentito” dire. Arrestato nel 1983 per associazione camorristica e spaccio di droga, la star amata da decine di milioni di italiani vive in quei giorni l’incubo di una giustizia ferma al Medioevo e promette di battersi fino all’ultimo non soltanto per affermare la sua estraneità alle accuse ma anche per denunciare le aberranti condizioni di vita dei detenuti. Promessa mantenuta: Enzo Tortora diventerà di lì a poco il grande leader politico della battaglia per una giustizia giusta, culminata con la vittoria schiacciante (poi tradita dal Parlamento) del referendum per la responsabilità civile dei magistrati.

Aprite questo libro: sentirete l’urlo di un innocente straziato dall’assenza di diritto e di verità. Leggete queste lettere: traboccano di incredulità e indignazione, ma anche di dolcissimo amore per la sua Francesca. Scoprirete così di non poter restare indifferenti alle parole – purtroppo ancora attuali – di un detenuto dalla coscienza limpida e libera che lancia la sua accusa a magistrati prigionieri di un teorema giudiziario e a giornalisti corrivi con la Procura di Napoli, ingabbiati dal pregiudizio e dalla malafede.

Il volume nasce dall’incontro di Francesca Scopelliti e della Fondazione Enzo Tortora con l’Unione delle Camere Penali Italiane e si propone come uno strumento utile a continuare la straordinaria battaglia politica che un uomo retto e coraggioso ha combattuto fino all’ultimo insieme al suo Partito radicale per l’affermazione della responsabilità civile dei magistrati, della terzietà del giudice, della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante nonché della cultura di un processo penale che non venga inquinato dal circo mediatico-giudiziario.

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