mercoledì , Ottobre 20 2021

DARTH TRUMPER E IL FIDO MATTEO SALVINI ALLA RISCOSSA

In questi giorni c’è stata la riscoperta, da parte dei futuri Nobel per la non pace del 2018, dell’esercito (e come lo prendi il Nobel altrimenti?). Solo che uno ha deciso di colonizzare l’Universo e diventare il futuro imperatore megagalattico stellare Darth Trumper. L’altro, per razzismo nei confronti del nero dell’Universo e della materia oscura, e siccome vuole educare i giovani italiani (che a forza di prenderlo sul serio stanno cominciando ad imitarlo e quindi andrebbero riportati sulla retta via), si concentra sulla Terra (e, purtroppo, in Italia). Ubi maior minor cessat, giustamente. Quindi, prima di tutto, ci concentriamo sul parrucchino ambulante che ancora, dopo quasi due anni, ha un diavolo per capello per capire come sono stati cretini gli americani a votarlo (certo, l’offerta dall’altro lato era una cornuta e contenta…). Noi, intanto, abbiamo lo scoop che ci ha passato nientepopodimeno che il parrucchiere di Julian Assange (lo stesso del sopracitato Trump) in merito alla futura fanteria dello spazio made in USA. La punta di diamante dell’esercito galattico sarà costituito da un raggio missile con circuiti di mille valvole, il cui combustibile è dato da libri di cibernetica e, durante la dieta, insalata di matematica: nome in codice Atlas Ufo Robot (per gli intimi Goldrake). Il suo compito sarà di andare e distruggere i mostri mandati da Vega e da Putin, mentre per difendere l’alto interesse americano dal cicciobello coreano (che sicuramente, per non essere da meno, si coalizzerà con i Comunisti del Pianeta rosso Marte) entrerà in soccorso il prototipo Jeeg Robot che vola tra lampi di blu dipinto di blu. Siamo venuti anche a conoscenza che i seguenti prototipi non saranno prodotti in America ma in Giappone dalla società Toei. Americano invece sarà il capo banda della fanteria dello spazio. E tale importantissimo ruolo sarà ricoperto dal gran maestro Jedi Yoda e da un certo Luke Skywalker che alla fine della quarta stagione si scoprirà essere figlio dello stesso Darth Trumper e una messicana che ha superato il muro tra Usa e Messico spacciandosi per fiera elettrice repubblicana del Texas (a causa di tale doppio scandalo, dopo il Russiagate, scoppierà la parentopoli che prenderà il nome, dato che il finto cognome del figlio dell’Imperatore ha a che fare col cielo, “Mexico e nuvolegate”… che voglia di piangere ho! Olè).
Ma veniamo adesso agli affari di casa nostra. Il plenipotenziario ministro dell’Interno, nonché vice presidente del Consiglio dei Ministri del governo giallo-verde ma che non ha nulla a che fare con quegli sporchi clandestini brasiliani e con quel nero di Pelè, dopo il trionfo della Pontida con presenze anche di Meridionali, ha detto che la pacchia è finita anche per la maleducazione giovanile. In suo progetto, assieme all’abolizione della legge Fornero, all’introduzione della Flat Tax e del reddito di cittadinanza, nonché all’omaggio di un set di pentole in acciaio inox del Turkmenistan per le prime mille telefonate, reintrodurrà la leva obbligatoria. E come Archimede, anche lui potrà dire “datemi una leva (magari, in questo caso obbligatoria) e vi solleverò il mondo”. E il tutto in nome di uno spirito di rieducazione della gioventù. Quegli stolti che hanno abolito la leva (ah leghisti, come vi siete permessi di farlo?) hanno distrutto i giovani. Ormai la maleducazione è imperante in giro. E serve quindi che la Lega ponga rimedio al “fatal errore”… della Lega (perché fu il governo Berlusconi II, appoggiato dalla Lega, a sospendere la leva). Rintroducendo l’obbligo del servizio militare, i nostri giovani, finalmente impareranno l’educazione proprio come il ministro dell’Interno. Se infatti sopra un autobus siete seduti e si avvicina una signora anziana, basta più quel maleducato gesto di alzarsi e cederle il posto. Bisogna educatamente risponderle: “prima i posti a chi arriva prima”. E se è di colore o semplicemente abbronzata, dopo un bel “la pacchia è finita”, bisogna educatamente indicarle la strada per andare a quel paese (suo). Chi farà ciò sarà un altro esempio di educazione e avrà intitolata una piramide commemorativa nel delta del Po’.
Ora, aldilà della satira e delle posizioni politiche: ma ci rendiamo conto degli slogan propagandistici di gente che, a questo punto, dimostra sempre più di non capire nulla dei bisogni del proprio popolo? Gli italiani hanno bisogno di sapere come si impugna una pistola? Forse hanno bisogno di sapere come si impugna una zappa per coltivare la terra e portare frutto! Forse hanno bisogno di una penna per potersi esprimere liberamente e dare vita ad uno scambio di idee che porta con sé confronto e progresso! Forse hanno bisogno di fondi dati alle scuole, con edifici sempre più fatiscenti e con maestri e docenti ridotti ad uno stipendio minimo (considerando il loro importante ruolo)! Più che bloccare i ragazzi per un anno a non fare nulla (altro che educazione), andrebbero condotti verso sbocchi lavorativi seri. In Italia stanno iniziando a mancare gli artigiani. Stanno iniziando a mancare i sarti. Gli orafi. I ceramisti. I ciabattini. Sembra paradossale, ma è così. Chi non ha voglia di studiare ha a disposizione, se lo Stato non si mettesse a giocare con la nostra pelle, la possibilità di un futuro con lavori considerati “umili” ma che umili non sono. Perché, al posto di sprecare aria a dire le più paradossali corbellerie, il sig. Salvini non informa di ciò i ragazzi? Perché si vuole investire in un progetto destinato ad aggravare la situazione occupazionale e invece non si investono soldi nella cultura e nel turismo? Anche lì vi sarebbe una fonte di occupazione giovanile. Noi lo sappiamo perché (e spero non sia uno scoop ma la verità constatata da tutti): perché se uno Stato avesse investito in cultura, a quest’ora neanche il 10% di quelli eletti in Camera e Senato sarebbero lì presenti. In uno Stato in cui c’è cultura e conoscenza storica, non avremmo visto neanche un voto alla Lega proveniente dal Sud. Non avremmo visto gente battere il record mondiale di voltabandiera cambiando opinione ogni millisecondo, spacconi ex primi ministri che mettevano in campo nani e ballerine come ministri o leader di partito i cui comizi sono a base di insulti e volgarità di ogni tipo. Ma vabbè, siamo in uno stato democratico e il popolo ha scelto questi rappresentanti. Sia in Italia che in America. Ma non scordiamoci il pensiero di Tocqueville e chiediamoci: la democrazia ha sempre ragione?

Alain Calò

vignetta Gianfalco

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