mercoledì , Ottobre 20 2021

Per Salvini niente arancini

177 arancini “facimu ducentu va” e 600 olivette di Sant’Agata perché Catania accoglie. Da Facebook al porto, centinaia di catanesi hanno aderito all’invito di fare, quello che si può. L’arancino è simbolo di condivisione perché in una casa siciliana “u mangiari un po’ mancari e chiddu ca c’è , c’è pì tutti”. E’ un gesto di apertura alla cultura del dialogo, è un’offerta di amicizia fra popoli fatti di “cristiani tinti e cristiani boni”. E dire che il patto dell’arancino l’aveva sottoscritto pure Salvini, a Catania. Ora minaccia: “O cambiate ministro o cambiate Paese” e sfida Bruxelles, le Procure, il presidente della Camera “senza il mio permesso non sbarca nessuno”. Cos’altro doveva scrivere per distrarre i suoi dallo scandalo “Salva Benetton”? Cosa avrebbe potuto dire a quanti gli domandavano “Anche tu Matteo?”. Meno male che ci sono i migranti e meno male che c’è Martina: “Ho visto che sulla nave Diciotti c’è Martina. Poveretto, poveri elettori del Pd, mi fate tenerezza”. Mi auguro che il segretario del Pd rimanga a lungo su quella nave perché se l’Europa non fa quello che deve, per quanto mi riguarda le navi come arrivano possono tornare indietro”. E ancora “Se l’opposizione oggi in Italia non la fa più il Pd ma Asia Argento, Roberto Saviano, Gad Lerner insieme a qualche rapper senza arte né parte, resteremo al governo per i prossimi 30 anni. Quindi lunga vita a loro”. Lunga vita a loro e a tutti quelli cha a Catania hanno portato amicizia e mangiari ai disperati della Diciotti e lunga, lunghissima vita al comandante della Diciotti che a Luglio aveva salvato 67 persone e ora ne ha salvate 177. Questo è un uomo, Salvini NO.

Gabriella Grasso

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