giovedì , Ottobre 28 2021

Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me

La riflessione coinvolge ancora una volta tutti noi, spesso immersi “nell’illusione” di una vita cristiana che si ferma solo all’apparenza.
Scribi e farisei partendo da una falsa domanda, accusano i discepoli al maestro. Gli accusatori non hanno stima dei discepoli del Signore, li considerano uomini di “serie B”, ecco perché si rivolgono al loro Maestro.
Una domanda pretestuosa che genera una forte risposta/accusa: “Ipocrita” Loro sono degli attori, bravi nelle parole, ma il loro cuore è lontano, chiuso, falso!
La religione non è uno strumento per servirsi degli altri e porsi su un piano superiore. “Il vero peccato per Gesù è innanzitutto il rifiuto di partecipare al dolore dell’altro” (J. B. Metz). Il messaggio del Maestro invece va al cuore! Alla religione esteriore degli scribi e dei farisei Gesù annunzia la religione dell’interiorità.
Non c’è nulla fuori dall’uomo che entrando in lui possa renderlo impuro, sono invece le cose che escono dal cuore dell’uomo…
E’ dal cuore dell’uomo che si cambia il mondo.
E’ dal cuore dell’uomo che si impara e si vive l’Amore.
L’incontro/scontro della Parola odierna, può fra nascere in noi una profonda riflessione.
Vivo la mia fede oppure semplicemente recito?

Don Giuseppe Rugolo

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