mercoledì , Ottobre 20 2021

Nel regno del Casale

Il Santo Padre in visita a Piazza Armerina ha denunciato le piaghe che affliggono il cuore della Sicilia: “periferia esistenziale” dell’intero Paese. E eccezzion fatta per le cavallette, di egiziana memoria, alla lista non manca nulla: “sottosviluppo sociale e culturale, sfruttamento dei lavoratori e mancanza di dignitosa occupazione per i giovani, migrazione di interi nuclei familiari, usura, alcolismo e altre dipendenze, gioco d’azzardo e sfilacciamento dei legami familiari”.

Aggiungiamo, noi, servilismo e ossequio cronico al signore, quello di turno non quell’Altro. Capita infatti che il padrone del maniero possa ordinare ai suoi sudditi di tacere o parlare con certa (la propria) stampa, ma solo dopo aver esaminato, egli, quanto scritto (sotto dettatura, la sua), di non prendere alcuna iniziativa e di non spendere o promettere di spendere i soldi della comunità per cose non vagliate dall’istèsso. Pena la scomunica o l’esclusione dalla cosa pubblica. La democrazia in certi comuni è infatti relativa alla volontà del sindaco, che la esercita nei limiti che più gli aggradano. Può una terra così fatta aspirare allo sviluppo?

No! Possono assessori e consiglieri così trattati dimettersi? Forse. Possono i cittadini non solo casaloti indignarsi? Dovrebbero, ma da noi usa dire “Fatti i fatti tò” e allora Viva il Re!

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