domenica , Ottobre 24 2021

Arrivederci Papa Francesco dalla Sicilia accogliente

Anche dai video e telegiornali generosi e liberi da condizionamenti, grazie a Te, Papa Francesco, per quello che hai detto al “meraviglioso popolo di una bellissima terra”.

Ti abbiamo accolto, vicini e lontani, pregando il Signore per le speranze, che nutri e diffondi, per il sorriso che porgi ai malevoli, per l’abbraccio che hai rivolto anche ai mafiosi, fuori dai protocolli chiamandoli “fratelli e sorelle da convertire”. Chi vive per sé, non perde solo qualcosa, ma la vita intera, mentre chi si dona trova il senso della vita e vince”.

Non c’era altro spazio al Foro italico di Palermo per ascoltarti, nè acqua per dissetare i bambini ed i ragazzi condotti dai nonni e dai genitori, o solo dalle mamme ad incontrarti sotto il sole cocente dell’estate siciliana,quasi ad educarli al sacrificio, che comporta la partecipazione.

Tu, Papa Francesco, portavi la sofferenza del calvario per le contestazioni, che pure incontri ed alla folla assiepata nelle vie di accesso al tuo passaggio,sorridevi, come il Beato Pino Puglisi ai carnefici di una triste giornata, inconsapevoli che mandavano in Cielo un sacerdote povero, tra i poveri e per i poveri, educatore, pastore, missionario in terra difficile.

La sua era una rivolta pacifica per tutti i bambini senza asili accoglienti delle tante periferie, per i ragazzi ed i giovani senza scuole, abbandonate anzi tempo, per i figli delle famiglie dei disoccupati e dei pochi fortunati lavoratori, che avrebbero aspirato a seguire gli insegnamenti nuovi, anche nei derubricati centri di formazione professionale, bruciando lo sviluppo dei talenti e dei valori naturali vissuti ed invano tramandati dai padri e dalle mamme.

E Francesco è corso alla mensa di Biagio Conte, un esempio di laico per la città spendereccia e profana, per rivolgere a tutti i cittadini l’invito a non adorare il Potere ed essere indifferente verso coloro che hanno bisogno di fraterna solidarietà, di un pasto, di un tetto.

Il Papa aveva voluto visitare, prima ,la diocesi di Piazza Armerina, con il suo vescovo Rosario Gisana, nel cuore della Sicilia, ove sono vissuti gli schiavi dei Romani e gli zolfatai dell’entroterra, che non trovando lavoro nei campi sono scesi nelle gallerie a scavare tesori anche per le guerre tra gli uomini.

Il papa Bergoglio ha voluto ricordarci che anche Lui proviene dal Sud del mondo dove sono arrivati anche gli emigranti siciliani.

La città di Palermo l’ha voluto attraversare, proveniente dall’Argentina Jorge Luigi Borges, il cantore dei grandi letterati dell’universo,che ho avuto l’onore di accompagnarlo,a Monreale con il poeta Pino Giacopelli ed il Vescovo, senza che il Premio Nobel potesse vederla ma per sentirne il racconto ed il soffio delle arti e dell’umanità, dispersa tra i profumi della Conca d’oro e le magnificenze del Duomo, l’opera dei Normanni e dei Mussulmani,assieme realizzata.

Ed ora a te Papa Francesco, il nostro profondo indimenticabile Grazie perché è il popolo della Sicilia che Ti ringrazia.

Sei venuto a fermare la violenza dei potenti della contemporaneità e dell’egoismo sul clima, sulle guerre, sull’umanità indifesa che necessita il richiamo all’opera necessaria di tutte le Chiese e di tutti gli uomini.

Non dimenticheremo, pertanto, anche nel tramonto della nostra esistenza, le parole e l’invito che abbiamo ancora tanto d “fare” . Lo ha lasciato scritto nel testamento terreno,il Beato Pino Puglisi: “Se ognuno fa qualcosa…..” .

E Papa Francesco ha voluto onorare la casa dei familiari e dei fedeli, nella parrocchia di Brancaccio, accompagnato dall’arcivescovo metropolitano Corrado Lorefice, nella sua esemplare visita Pastorale per insegnare a “fare” qualcosa,anche una visita ai poveri.

Ai giovani della Sicilia accorsi a salutarlo al Politeama ,il Papa ha rivolto l’invito a non rottamare i genitori ed i nonni, la storia e la fede delle comunità religiose, anche diverse, nel ricercare in loro, le radici dei valori, anche nascosti, del loro amore, della loro accoglienza alla vita, quando soffia prepotente il vento interessato a seguire solo il piacere, l’egoismo,distruggendo nelle famiglie il futuro con la denatalità nelle relazioni.

“Non fatevi rubare i sogni” e le parole paterne del Papa sembravano intercettare le opere del Patrimonio tramandato dai grandi artisti arabi e normanni,dalle statue sulle virtù delle chiese barocche della Sicilia, del culto del “fare” delle epopee dei Florio, e dell’amore per il paesaggio, il verde degli Orti Botanici e delle ville, delle straordinarie risorse della terra, che nelle varie stagioni presentano i frutti, delle piante importate dagli emigranti nei millenni, allevate dai padri a fruttificare per i figli dei figli.

Arrivederci Papa Francesco, hai portato a Palermo, accompagnato dal cardinale Montenegro, da Corrado Lorefice, che hai voluto pastore della città, e da tutti i Vescovi, il clero ed i religiosi della Sicilia, ad onorare i suoi Santi: Rosalia, Benedetto il Moro ed ora i Beato Puglisi accompagnato da La Pira, da Di Vitale, da Livatino.e dai tanto amati eroi Civili.

Ti ha seguito il popolo, da ascoltare ed essergli vicino, hai detto ,nelle periferie del suo cammino, aspro come il Tuo sulla terra bella, dei suoi santi storici e delle vie e piazze tristi, che attendono tanti generosi volontari per operare il bene, come nella Brancaccio che hai visitato.

Ti aspetteranno ancora i giovani dell’associazionismo laicale, della Chiesa conciliare, compartecipi della tua religiosa e civile missione evangelica, in uscita, ricca di risorse inespresse, rafforzati dallo Spirito Santo,che soffia ad animarli, alla fraterna donazione, che li distingue, all’amore per il prossimo, che innescano nella loro formazione umana, con lo studio, la ricerca, la formazione alle professioni per il lavoro, la solidarietà e l’amore nell’accoglienza per la cooperazione etica per lo sviluppo pacifico di tutte le comunità.


Ferdinando Russo

onnandorusso@alice.it

Riferimenti
I discorsi di Papa Bergoglio,di Corrado Lorefice,le interviste di Giuseppe Savagnone,di Alessandra Turrisi, di Francesco Deliziosi ed i tanti giornalisti ed intellettuali sul Giornale di Sicilia del 15-16-17 settembre e di Avvenire e la Repubblica ed altri quotidiani on line, osservatori, motori di ricerca e siti.

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