mercoledì , Ottobre 20 2021

Due vicepremier piccoli piccoli ed il baratro che attende

Con Di Maio e Salvini costretti a dividersi una poltrona per due al governo, oggi ci sembra di rivivere una farsa orwelliana; ci sarebbe da sorridere dinanzi a questa commedia dell’assurdo, se non fosse che alla fine dei giochi il conto molto salato lo pagheremo noi tutti. Assistiamo alla tragedia di uomini che giocano alla rivoluzione, trattandosi più che altro di cazzari ‘social’ in lotta continua contro il principio di realtà, evidentemente incompatibile coi limiti della loro dimensione di twittatori professionisti dalle aspirazioni totalitarie, tanta è la sete di potere da sbronza sovranista.

Salvini ci appare sempre più caudillo, aspirante duce barbuto che si esibisce con stellette di latta e finte uniformi militari che non perde un’occasione per ricordarci di essere “padre”, lui che non avendo fatto nulla nella vita, si esalta sapendo che fottere è l’unica cosa che gli è sempre riuscita bene.
L’altro, che sembra uscito da un presepe napoletano con l’abitino della prima comunione ed il sorriso scolpito di una statuetta di nano da giardino, agitando il ditino ammonitore si riempie la bocca della parola “popolo”.
Uomini ordinari, poveri di studi e di cultura, privi di ogni competenza, ma di una presunzione sconfinata che tracima nell’arroganza, uomini che si alimentano di suggestioni e di paure, non importa se infondate, perché hanno costantemente bisogno di nemici. Prima o poi, il giocattolo si romperà. E non sarà per niente facile rimettere assieme i cocci.

Scritto da CARANAS
http://foranastasis.over-blog.it/

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