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Palermo: “Il cielo dentro”

Una città dal fascino eterno. Tocchi di spatola per raccontare la bellezza della “capitale” siciliana attraverso gli occhi di un artista innamorato della sua terra. Domenica 16 dicembre, alle 12:00 all’Orto botanico di Palermo, apre i battenti “Il cielo dentro, personale di Salvatore Bonajuto, eccentrico artista, che rende omaggio all capoluogo e ai colori soffusi e suggestivi di una città unica nel suo genere e che dell’incompiuto ha fatto la sua cifra.

Una vera e propria dichiarazione d’amore da parte di Bonajuto, che vede in Palermo il simbolo del sospeso, in un contrasto con la città di origine, Catania, dove la bicromia e l’estro barocco donano quasi la sensazione opposta, esaltata dalla maestosa presenza dell’Etna.

La mostra è omaggio, dunque, all’intera Sicilia, alla luce che ne disegna le forme e che nel capoluogo assume aspetti onirici che l’artista coglie ed evidenzia.

Le Cupole normanne che svettano nel cielo azzurro, scorcio unico s’è visto dallo Spasimo, o dai tendoni della Vucciria. Bonajuto utilizza la spatola come uno scalpello, donando forma e tridimensionalità alle sue opere che riescono così a prendere corpo.

“La mia ricerca di bellezza parte da lontano – afferma l’artista catanese – ed è frutto di una vita passata in giardino a contemplare paesaggi naturali o composizioni artificiali verdi. Gli scorci urbani di Palermo – aggiunge – sono un racconto di bellezza dove il cielo è protagonista, entrando nelle architetture e rimbalzando sul giallo del tufo”.

Elementi che emergono dalle opere e che sembrano evidenziare anche la differenza con la città natale di Bonajuto. “Da catanese cerco di cogliere a Palermo le differenze con la mia città – spiega ancora – e delle differenti emozioni che provo di fronte, ad esempio, agli angoli acuti arabi degli archi, ai colori dorati che contrastano con il nero e l’argento della città etnea che mi ha dato i natali”.

Ventuno le opere in mostra, nate ognuna da una particolare suggestione che, nei dipinti in esposizione, assume nuova forma. “Stordito dalla contemplazione di forme e immagini che, durante un soggiorno nel capoluogo siciliano, hanno acceso la sua sensibilità – spiega Marina Cafà, curatrice della mostra – Bonajuto ha tradotto pittoricamente lo straordinario contesto paesaggistico del centro storico di Palermo, crogiuolo di culture, stili e atmosfere mediterranee: i quartieri popolari, le singolari architetture arabo normanne – la Zisa, la Cattedrale, la Torre Pisana del Palazzo dei Normanni, La Magione – i mercati dal profumo d’oriente, l’antico rione della Kalsa, con la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo e la sua monumentale navata a cielo aperto dal fascino trascendentale. Vibranti di colore e luce, sono opere dal delicato lirismo – prosegue l’esperta – in cui riecheggia l’eco dell’esperienza fauvista, sia nell’uso del pigmento puro, steso con larghe e libere spatolate, che nell’organizzazione compositiva, studiata per creare armonia tra le parti”.

La mostra, “Il cielo dentro”, è aperta fino al 28 dicembre.

Orari: 9-17. Costo: 6 euro. 3 euro per i gruppi

Cura e critica: Marina Cafà.

Coordinatore: Arch. Elio Cumitini.

Ufficio stampa: Melania Tanteri

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