venerdì , Ottobre 7 2022

Google offre 1,4 milioni di euro a chi risolve i problemi software di Pixel

Interessante iniziativa lanciata da Google che offre 1,4 milioni di euro a chi sarà in grado di scovare le eventuali falle di sistema nel chip Titan M o nelle versioni preliminari di Android del nuovo modello di Pixel, lo smartphone brandizzato Google, lanciato con successo nel mercato della telefonia mobile, con modelli per tutte le esigenze e tutte le tasche.  L’iniziativa di Google è legata all’hacking del chip Titan M, più un eventuale bonus in caso di exploit sulle versioni non definitive del sistema operativo, discorso che naturalmente riguarda da vicino tutti gli sviluppatori di questo meccanismo. Il goal è quello di mettere sotto chiave e in perfetta sicurezza i potenziali attacchi che come sicuramente saprete, sugli smartphone sono molto più frequenti rispetto a PC e laptop.

La battaglia tra Google e Apple si sposta quindi sulle quote di mercato, visto che il sistema Android ha più volte mostrato il ventre debole, rispetto al diretto competitor che ancora oggi mantiene il ruolo di leadership, in virtù del fatto di essere stato il primo a concepire e lanciare sul mercato il prototipo di smartphone, per come lo concepiamo oggi, ovvero il primo iPhone, immesso sul mercato mondiale esattamente 12 anni fa. La tecnologia mobile da quel momento in poi ha fatto grandi passi da gigante, qualche volta con dei ripensamenti e strade tortuose, che ci hanno comunque portato allo stato attuale delle cose, perfettibile, ma molto più avanzato, rispetto a quanto si sperava, dopo i primi passi falsi. Per quanto riguarda Google e in particolare le prestazioni di Pixel, in tutte le sue versioni, l’idea è quella di sviluppare e dotare di un sistema sempre meno attaccabile possibile, il nostro smartphone.

I motivi sono abbastanza facili da capire: un sistema crittografico basato sulle funzionalità di accesso, sono alla base del successo e della fortuna di uno smartphone, quando siamo così vicini al 2020, epoca in cui ciascuno di noi utilizza il proprio dispositivo mobile per accedere all’home banking e per eseguire operazioni più o meno complesse, sia in termini di lavoro, che di svago per il proprio tempo libero. Prendiamo ad esempio il caso di quella tipologia di utente che utilizza il proprio smartphone oltre che per accedere ai social network, per giocare su un sito come https://www.casino.com/it/ una realtà appartenente al contesto delle sale da gioco virtuali, che si basa sulla potenziale vincita di denaro reale. Ecco, in questo caso l’utente connesso da smartphone deve avere la sicurezza non solo data dal sito di gioco dove atterra, ma anche dal dispositivo che sta utilizzando per eseguire l’accesso. Lo scambio di dati deve essere quindi monitorato e reso sicuro, sia da parte del gestore del sito, ma soprattutto alla fonte, cioè dal sistema operativo e di protezione del proprio smartphone.

Ecco il motivo per cui Google sta facendo le cose in grande per il lancio del suo nuovo modello di Pixel, smartphone di ultimissima generazione, il cui costo, in case ai modelli scelti, varia da 399 euro a salire. Oggi in effetti dato l’utilizzo che facciamo dello smartphone, diventa necessario puntare su un modello di ultima generazione e capace di offrirci ottime prestazioni, in qualsiasi tipo di contesto, dalla connettività alla durata della batteria, con questi dispositivi che in fase di test vengono spesso messi sotto sforzo per ottenere risultati soddisfacenti, prima di essere immessi con successo sul mercato. Del resto la battaglia tra Google, Samsung e Apple, proseguirà anche nel corso del prossimo decennio, dove bisognerà vedere quali quote di mercato otterranno le principali aziende produttrici di dispositivi mobili di ultima generazione.

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