martedì , Settembre 27 2022

A Santo Stefano si racconta il pranzo di Natale a San Nicola

È ormai tradizione che il giorno dopo si apra il giornale con uno degli eventi più belli e significativi dell’anno catanese che va a chiudersi: il pranzo di Natale nella maestosa Basilica di San Nicola la Rena, la seconda più grande d’Europa. Per la prima volta orfani di uno dei suoi grandi ideatori, il compianto Mons. Gaetano Zito, anche quest’anno ha coinvolto 400 volontari che hanno organizzato e servito il pranzo natalizio a circa 700 persone tra le meno fortunate della città.

Mentre la società italiana appare sempre più orientata a sbattere contro il muro dell’assenza di una visione, priva ormai di un’identità e probabilmente anche di una dignità, restano alcuni punti fermi attorno ai quali ogni singola comunità si aggrappa come fossero zattere nel mare in tempesta di naufragi quotidiani.
Tra questi ci sono momenti che si caricano di significato e rinnovano ogni volta una speranza che in fondo, alla fine, la Buona Volontà possa prevalere sulla Scarsa Capacità.
Il Pranzo di Natale a San Nicola La Rena è uno di questi: non importa il motivo recondito per cui ciascuno partecipa perché in ogni caso si realizza la magia di una comunanza che restituisce Umanità.

Suor Maria Trigila
Tra le prime ad arrivare Suor Maria Trigila, la prima suora giornalista professionista italiana, già Responsabile mondiale dell’ufficio stampa dell’Istituto Maria Ausiliatrice, e docente di giornalismo presso l’Università Salesiana Auxilum di Roma, da qualche anno suor Maria collabora in maniera molto attiva con la Comunità di Sant’Egidio della città etnea.
Suor Maria ha lavorato a lungo proprio con Mons. Gaetano Zito alle importanti ricerche scientifiche condotte dal Rettore del Basilica di San Nicola e ne è Gran Custode dei tantissimi documenti che a breve consentiranno di stampare attese pubblicazioni a firma postuma del compianto studioso ed ideatore delle due grandi manifestazioni cittadine di solidarietà: il Pranzo di Natale e la Marcia della Pace del Primo Gennaio.
Con l’immatura scomparsa di Mons. Zito, il rettorato della Basilica di San Nicola è passato a Padre Antonio De Maria, direttore dell’istituto di scienze religiose San Luca e rettore della della storica chiesa di San Gaetano alla grotta, che ne ha confermato l’impegno ad ospitare il tradizionale evento natalizio.
All’arrivo, poco prima che i cancelli si aprano agli ospiti, arrivano i due instancabili esponenti della Comunità Sant’Egidio, Angela Pascarella e Sebastiano Mignemi che hanno coordinato anche quest’anno alla perfezione i compiti dei tantissimi volontari addetti al servizio.
Durante il rapido briefing preliminare è stato ricordato che quest’anno sarebbero mancati i consueti pullman che portavano al pranzo gli ospiti del CARA di Mineo che quest’anno è stato smantellato: ci saranno però lo stesso alcuni di quelli che dal CARA sono passati e sono riusciti in qualche modo a sopravvivere nonostante tutto.
Presenti in rappresentanza della Città il sindaco Salvo Pogliese e con tutta la sua famiglia l’assessore Barbara Mirabella.
Per le imprese ha partecipato il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco, mentre per il mondo della Solidarietà un’altro dei grandi protagonisti di Cose Belle, Padre Mario Sirica, il giovane Superiore dei Vincenziani catanesi che gestisce con straordinarie capacità manageriali ed instancabile amore per l’umanità quell’altro miracolo cittadino che è il centro di accoglienza e ricovero Locanda del Samaritano di via Montevergine.

A guidare la brigata di cucina lo chef della Baia Verde Beppe Danile che ha organizzato un menù all’altezza di una grande festa di Natale.
Ancora una volta è il leader siciliano della Comunità Sant’Egidio Emiliano Abramo a sintetizzare il concept dell’evento annuale che quest’anno si assume anche il compito di proseguire l’Opera di chi non c’è più.
Il pranzo di Natale a San Nicola, come quello della vigilia alla Locanda del Samaritano o la Marcia della Pace del primo dell’anno sono gli eventi più spettacolari e mediatici di un impegno che in realtà è quotidiano e coinvolge centinaia, migliaia di persone buone dalle quali si deve ripartire per non dimenticare che siamo, tutti, Persone.

by sudpress.it
Suor Maria Trigila

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