martedì , Settembre 27 2022

Cannabis terapeutica, farmaci gratis in Sicilia

Svolta in Sicilia per la cannabis terapeutica: a cinque anni dal decreto Lorenzin che apriva alle cure a base di marijuana, la Regione ha stabilito che fornirà gratis il farmaco ai pazienti per alcune patologie. Una boccata d’ ossigeno per migliaia di famiglie costrette a sborsare dai 100 ai 500 euro al mese. Un «passo avanti» secondo le associazioni, che speravano in un allargamento della platea dei potenziali beneficiari, come in Lazio o Lombardia. Senza contare le difficoltà a reperire i farmaci: in Sicilia sono meno di dieci le farmacie private dove è possibile acquistarli.
Cura gratis contro il dolore Il decreto dell’ assessore alla Salute Ruggero Razza stabilisce che la prescrizione venga fatta sulla base di un piano terapeutico della durata massima di sei mesi, rinnovabile, per i pazienti affetti da dolore cronico e neuropatico o da spasticità per sclerosi multipla, a patto che le terapie convenzionali non abbiano funzionato. Potranno prescrivere la cannabis a spese del servizio sanitario solo medici delle aziende sanitarie pubbliche, specialisti di Anestesia e rianimazione, Neurologia e dei centri di terapia del dolore. Sono prescrivibili solo cartine per uso orale, cartine e capsule per uso inalatorio e olio per uso orale. Sono escluse resine, creme e altri preparati. Il provvedimento è anche frutto del tavolo tecnico sulla cannabis terapeutica istituito un anno e mezzo fa con esponenti di associazioni ed esperti.
La delusione degli esclusi Per Santa Sarta, vicepresidente del Comitato pazienti cannabis medica, « è un passo avanti importante, ma la battaglia continua per includere altre patologie escluse » . Compresa la sua: «Ho 33 anni e soffro di anoressia e artrite psoriatica. Le terapie tradizionali non funzionavano e sono approdata alla cannabis, dalla quale ho avuto miglioramenti netti. Ho ricominciato a lavorare e a prendermi cura dei miei bambini». Per la sua patologia il decreto non prevede il rimborso: «La Sicilia – spiega – ha recepito la legge che in altre 16 regioni è già vigore. Ma in Lombardia, e non solo, la gratuità è estesa a molte patologie, anche a quelle non incluse nel decreto ministeriale». Il tasto dolente è l’ esclusione dei bambini colpiti da epilessia, da patologie rare o da sindrome di Tourette. Lo sa bene Teresa L., originaria della provincia di Caltanissetta e mamma di un ragazzo di 16 anni con tetraparesi spastica distonica: « Per la malattia di mio figlio – racconta – non esistono terapie efficaci. A settembre abbiamo iniziato con la cannabis terapeutica. Gli spasmi sono diminuiti, ha addirittura iniziato a scrivere messaggi con il cellulare. Ma dopo 20 giorni abbiamo dovuto smettere per i costi eccessivi: i due farmaci che abbiamo provato avevano un costo rispettivamente di 200 e 450 euro, escluse spedizione e analisi».
Cannabis, come trovarla Chi non può permettersi le cure, emigra. « Molte famiglie di bambini epilettici – spiega l’ associazione Bister di Catania – si rivolgono al Gaslini di Genova, dove da anni la cannabis viene fornita gratis. Oppure al mercato nero o ai negozi di cannabis light » . Anche chi i soldi ce li ha, trova difficoltà. In Sicilia, infatti, sono pochissime le farmacie a fare i preparati galenici: due a Palermo, una ad Agrigento, una a Siracusa, una a Messina e un paio a Catania.
Le strutture pubbliche non sono attrezzate: solo l’ Asp di Ragusa aveva iniziato ma segue solo tre pazienti.
Il decreto prevede che le Asp stipulino convenzioni coi privati per stabilire il tariffario. « Ma dal decreto – sottolinea Cristina Amodeo, titolare di una delle due farmacie palermitane che prepara i farmaci – non si ricava se ci sarà un’ esenzione totale per i pazienti o è previsto un ticket.
Inoltre non si capisce quanto budget la Regione abbia messo a disposizione ».
Intanto le richieste sono raddoppiate nell’ ultimo anno e mezzo. «Per preparare i farmaci – spiega Amodeo – usiamo circa 4 chili di marijuana l’ anno che ci viene fornita, come da decreto ministeriale, dall’ istituto farmaceutico militare di Firenze o dai distributori autorizzati che la importano da Canada e Olanda. Secondo Coldiretti, l’ uso terapeutico della marijuana è una grande opportunità economica che potrebbe garantire un reddito di 1,4 miliardi e almeno diecimila posti di lavoro, dai campi ai flaconi. Per questo l’ associazione propone di usare subito i campi abbandonati.

Si riapre il capitolo della legalizzazione della cannabis light. Con un emendamento al decreto legge Milleproroghe i deputati M5s, Pd, Leu e +Europa chiedono, attraverso una proposta di modifica all’ articolo 34, di aggiungere i «prodotti e preparati contenenti cannabidiolo (CBD) il cui contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) non sia superiore allo 0,5 per cento per qualsiasi uso derivanti da inflorescenze fresche ed essiccatee oli» tra quelli che si possono ottenere dalla coltivazione e trasformazione della canapa ed essere immessi in commercio. L’ obiettivo, si legge nel testo, è «sostenere la filiera agroalimentare della canapa e di garantire l’ integrità del gettito tributario derivante dalle attività di commercializzazione e vendita di prodotti a base di canapa operanti sul territorio nazionale, nonchè di salvaguardare i livelli occupazionali del settore». Sull’ argomento, si era già provato a intervenire in Legge di Bilancio tramite un subemendamento che era poi stato espunto dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati perchè inammissibile.
E mentre il centrodestra insorge e minaccia opposizione dura, Coldiretti sottolinea che «in Italia la coltivazione, trasformazione e commercio della cannabis a scopo terapeutico per soddisfare i bisogni dei pazienti, potrebbe garantire un reddito di 1,4 miliardi e almeno 10 mila posti di lavoro, dai campi ai flaconi». E ancora: «In Italia la richiesta di prodotti terapeutici a base di cannabis è in costante crescita e viene soddisfatta soprattutto dalle importazioni; questo nonostante il decreto del Ministero della Salute dell’ 11 novembre 2019 permetta allo Stabilimento Chimico farmaceutico militare di Firenze, l’ unico autorizzato alla coltivazione, di produrre fino a 500 kg di infiorescenze di Cannabis a partire dal 2020, a fronte dei 350 kg consentiti nell’ anno precedente.
Usando gli spazi già disponibili nelle serre abbandonate o dismesse per la crisi, ricorda la Coldiretti, campagna italiana può mettere a disposizione da subito mille ettari di terreno in coltura protetta.

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