martedì , Settembre 27 2022

LA MORTE DEL GRILLO

Siam qui, dopo qualche giorno, a commentare le elezioni di Calabria ed Emilia Romagna. E il dato che salta subito all’occhio è sicuramente la debacle subita dalla compagine del M5S. Possiamo ora stare qui a sentire la minestra riscaldata del tipo “il Movimento è qualcosa che va forte solo a livello Nazionale mentre non è radicato nel territorio” ma qui più che “radicato” in realtà è stato proprio “estirpato”. È indubbio, infatti, che il Movimento non sia ben radicato nei territori, ma è un dato oggettivo il fatto che il consenso verso questa compagine politica sia calato. E se su Facebook noti politologi con Master preso nella celeberrima Università della Strada stanno nelle loro bacheche uscendo considerazioni a dir poco obbrobriose e irrispettose nei confronti dei cittadini, rinfacciando, ad esempio, il reddito di cittadinanza agli abitanti della Calabria (cosa che, comunque, dimostra quello che si è sempre detto su questa misura molto lontana da un sentimento di amore verso il più debole ma al più una mancetta elettorale), noi stiamo qui a gioire non perché siamo “disonesti, ladri, corrotti, ecc. ecc. ecc.” (perché se non voti M5S preferendo la sostanza al fumo bisogna anche beccarsi questi epiteti da moderne “squadracce” del web dovendo subire in silenzio in quanto i fascistelli siamo noi), ma perché l’Italia, o quantomeno la politica Italiana e il popolo Italiano stanno piano piano riuscendo a superare questa stagione oscura dell’antipolitica e dello svuotamento della nobiltà dell’arte di governare la polis, ritrovando la dialettica e il confronto tra due fazioni, ovvero la Destra e la Sinistra con una sintesi non in questi populismi ultratrasformisti ma in un centro moderato propriamente detto. Anche la Destra e la Sinistra non godono di certo al loro interno di buona salute in quanto ci sono elementi non proprio “normali”, ma come in un malato bisogna curare prima il male peggiore e poi i mali minori, similmente la politica italiana deve prima liberarsi della sedicente e anche praticante “antipolitica” e poi, attraverso un continuo processo di rinnovamento, ritrovare quel bipolarismo (al cui interno, ovviamente, verrà dato spazio a tutte le sfumature) tipico delle evolute democrazie Occidentali.

Alain Calò

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