sabato , Ottobre 1 2022

Sindaco Nissoria: “Mi dissocio da questo ridicolo evento che è diventato il 25 Aprile usurpato dalla sinistra succube dell’alta finanza”

“Mi dissocio da questo ridicolo evento che è diventato il 25 Aprile usurpato dalla sinistra succube dell’alta finanza” scrive il primo cittadino di Nissoria su Facebook. Il 25 Aprile è stato istituito con una decisione del Parlamento nel Maggio del 1949 ed è il Natale laico dell’Italia libera e democratica. Molti sindaci hanno condiviso riflessioni robuste e prive di retorica ispirate alla nostra Costituzione antifascista, che regge la loro e la nostra Patria a cui nessuno e soprattutto i primi cittadini possono esimersi dal celebrare. Occorre sottrarre la Resistenza alle strumentalizzazioni partitiche perché la Resistenza fu degli italiani, che seppero ribellarsi al soffocante regime fascista. Credenti laici, sacerdoti, suore e religiosi, a vario titolo hanno contribuito alla guerra di liberazione. Tra le donne cattoliche impegnate nella resistenza ricordare Tina Anselmi, staffetta partigiana, e in seguito prima donna ministro della nostra Repubblica sarebbe obbligo morale. Qualcun altro ha puntato il dito su episodi oscuri e sulle “violenze” perpetrate dai partigiani. Episodi che certamente ci furono durante la guerra di liberazione e anche dopo, come in tutte le guerre e in tutte le rivoluzioni. Ma non inficiano e non possono inficiare il valore della Resistenza nel suo complesso. Chi si ostina a gettare fango sul 25 aprile, a considerare Bella Ciao una canzone di parte, non ha capito, non sa cos’è l’Italia. O fa finta di non sapere o di non aver capito, il che è anche peggio. Nella lista dei non celebranti si annoverano i non italiani, che credono di poter usare la bandiera, la Patria come vessilli divisivi o orpelli paragonabili a gagliardetti da merchandising calcistico. Arrendetevi all’evidenza: la Resistenza ha trionfato allora e trionferà ancora e sempre.

Gabriella Grasso

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