martedì , Settembre 27 2022

E’ cominciata la Fase 2, ma poco è cambiato

A Leonforte.come in molti Comuni, il 4 maggio tanti giovani sono usciti di casa per ritrovare gli amici e rivedere i luoghi degli incontri perduti. Tanti adulti sono trasaliti per quella eccessiva libertà: senza controllo, senza misura, così come la libertà deve essere. Paura e desiderio di cominciare a vivere una normalità piena di nostalgia e incognite. Paura per un futuro incerto, per una sanità pubblica azzoppata e per l’ennesimo tonfo economico. I poveri sono aumentati e aumenteranno perché la ripresa stagnante nel Paese da noi è cronica da sempre; la middle class, il motore dello straordinario sviluppo economico e culturale di ogni società, è agonizzante. La pandemia ha segnato un degrado delle condizioni di vita dei suoi appartenenti. Si è ridotto il loro numero, e si è ridotta la possibilità di arrivare a posizioni apicali. La classe media è scesa di un gradino nella scala sociale e le prossime generazioni saranno destinate a ripercorrere questi passi o a scappare, lontano. E la socialità in un momento in cui siamo costretti ad azzerare ogni forma di socialità si riduce ad housing sociale. Post di pizza e pane fatto in casa, post che ricordano altri post e poi più nulla. A Leonforte le feste religiose con le processioni, la banda e la pizzetta rappresentavano un momento di convivialità, così come le messe domenicali e il mercato settimanale e la palestra o la corsa al campo e l’Università Popolare che ha perso la sua presidente senza poterla omaggiare e salutare, che ancora non ha metabolizzato la morte della professoressa Giovanna Maria, che ancora si domanda “è vero?”; e ora? E ora che la Fase 2 è cominciata, trascinandosi la diffidenza e il rancore per i Catoni da Facebook pronti ad additare gli untori, ora come faremo comunità? L’estate 2020 come sarà? Il Corso Umberto si riempirà di passeggiatori solitari mascherina muniti? I supermercati resteranno i soli luoghi di incontro? La festa della Madonna, con gli archi e le bancarelle, i fuochi d’artificio e i tavolinetti sui marciapiedi e le risate spensierate, torneranno? Come sarà l’estate? Un paese ci vuole, scriveva Pavese, e un paese è fatto di tanti momenti, che anche quando non ci sei restano ad aspettarti.

Gabriella Grasso

Check Also

Femminicidio di Stato

Femminicidio di Stato di Massimo Greco In una una visione contrattualistica, lo Stato si sta …