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Makari, è polemica sulla fiction. Il sindaco di Trapani: «Ci dipingono come mafiosi, senza citare chi ha resistito»

Makari, è polemica sulla fiction. Il sindaco di Trapani: «Ci dipingono come mafiosi, senza citare chi ha resistito»
di Salvo Fallica per il corriere.it


La forza di un successo televisivo si misura anche dalle polemiche e diatribe che solleva, e la fiction «Màkari» su Rai Uno è sotto le luci dei riflettori in maniera multimediale. Il nodo cruciale della diatriba è una citazione sulla mafia. Più precisamente sulla definizione «terra di mafia» che il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida respinge in maniera netta. Va detto per obiettività che nella fiction non è citata “Trapani” ma è noto che la forza delle immagini può prevalere sulle parole.

La polemica su Trapani
La polemica è nata da queste dichiarazioni di Tranchida: «Non possiamo certamente negare i fatti storici e sociali, come quelli di cronaca giudiziaria, ma fotografare l’immagine di una città intera con la parola mafia, pur non citando mai direttamente Trapani, è comunque una ricostruzione errata ed inappropriata oltre che parziale ed assolutamente ingenerosa». Il sindaco sottolinea: «Non dobbiamo nasconderci, a Trapani la mafia c’è stata e mimetizzandosi e/o mutando pelle c’è ancora, non è possibile far finta di nulla. Negarlo sarebbe un falso storico che non corrisponderebbe alla realtà dei fatti, peraltro acclarata da innumerevoli indagini giudiziarie. Sottovalutare però il valore della resistenza civile avverso il fenomeno mafioso e le sue degenerazioni non rende omaggio alla storia e verità di cui siamo orgogliosi e che dobbiamo tutti imparare a raccontare». Tranchida chiede che vengano ricordate le vittime che si sono opposte a Cosa Nostra: «Mi piacerebbe che, in futuro, il regista di Màkari di questo potesse raccontare sul grande schermo: di questa terra baciata dal sole, bagnata dal sangue della resistenza ed accarezzata dal vento del riscatto».

La replica dello scrittore
Va sottolineato che dalla fiction, così come dai romanzi di Gaetano Savatteri (da cui romanzi è liberamente tratta) vien fuori una bella immagine degli splendidi luoghi del Trapanese e della Sicilia occidentale. Così come la storica fiction su Montalbano tratta dai romanzi di Andrea Camilleri aveva reso omaggio ai luoghi del Ragusano e della Sicilia Orientale, facendoli divenire famosi a livello internazionale. Sulla polemica è intervenuto lo scrittore Gaetano Savatteri (Sellerio ha pubblicato i suoi nuovi racconti “I colpevoli sono matti” con protagonista il giornalista Saverio Lamanna) che ha spiegato: «Io rispondo del romanzo». In realtà non si sottrae alla diatriba e ricorda: «La relazione del Procuratore di Trapani Pietro Calà Ulloa del 1838 e tutti gli storici testimoniano che quella è una delle prime testimonianze scritte del fenomeno. Questa è la storia e non la posso cambiare. Nessuno da un giudizio su Trapani di oggi che non conosco abbastanza. Mi dispiace che il sindaco si sia offeso. Ma la storia non si cambia. Ci sono storie che vogliamo dimenticare e altre che vogliamo ricordare».

La querelle precedente
In realtà prima di questa vicenda la prima polemica sulla fiction Màkari è stata sollevata dal sindaco di Siculiana, Giuseppe Zambito, per una battuta su una “ditta in odore di mafia”. Il sindaco prese carta e penna e scrisse a Savatteri: «L’ultima puntata della serie è stata una grande occasione per mostrare le bellezze del nostro territorio, i tuoi personaggi si sono mossi dentro panorami straordinari che ci appartengono. Tuttavia, da Sindaco di Siculiana, ho il dovere di rappresentarti il mio disagio, e quello della mia comunità, nel constatare che il mio paese, nel corso della puntata di lunedì scorso, è stato menzionato esclusivamente con una battuta riferita alla mafia».

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