giovedì , Ottobre 6 2022

Selinunte promossa ad antica «metropoli» del Mediterraneo

Un itinerario suggestivo nella storia, anzi nella geo-storia, a ritroso di migliaia di anni. Il luogo di questo viaggio nel lontano passato è Selinunte, nel Parco Archeologico più grande d’Europa (si estende per ben 270 ettari). Un sito di scavi e di iniziative culturali originali quali «i cantieri della conoscenza» e la mostra «Ars aedificandi». Tutti progetti ispirati dalla filosofia dell’archeologia partecipata, della valorizzazione della memoria, del dialogo continuo con l’opinione pubblica nell’ottica di far conoscere la straordinaria ricchezza culturale e storica dei luoghi. Il parco archeologico di Selinunte si trova nel territorio di Castelvetrano, nel Trapanese. Si tratta di territori che accanto alle tante tracce visibili del passato mostrano anche lo splendore della bellezza della natura. Si fondono le meraviglie della natura e della cultura. Partiamo dalle nuove scoperte, i recenti scavi condotti da studiosi della New York University e dell’Università Statale di Milano hanno riportato alla luce resti dei primi anni di vita dell’antica colonia di Selinunte.
Selinunte e il saccheggio dei cartaginesi
Si tratta di resti precedenti alla costruzione dei templi di Selinunte che divenne nel V secolo una delle «poleis» più importanti del Mediterraneo occidentale, ma la sua vita fu drammaticamente fermata nel 409 a.C. dai cartaginesi guidati da Annibale Magone (non solo sconfissero militarmente la «polis» ma saccheggiarono e distrussero la colonia greca). La porzione di muro che è emersa dal recente scavo si trova proprio al di sotto del livello di fondazione all’angolo sud-est del tempio R, ed «è evidente che sia stata realizzata con mattoni di argilla mista a cenere». «Non sappiamo a che tipo di struttura faccia riferimento questa porzione di muro scoperto, forse un recinto per attività di culto – sostiene Clemente Marconi il docente che guida la missione della New York University e dell’Università Statale di Milano – ma, certamente, risale al settimo secolo a.C., alla prima generazione di vita di Selinunte e ben prima che nel V secolo a.C. i selinuntini costruissero la città e i templi in forme monumentali». Lo splendore di un antico passato che è conservato nel «più grande cantiere del mondo classico».

La mostra Ars aedificandi
In questi siti non solo si succedono scoperte che illuminano le origini del mondo greco in Sicilia, ma è possibile fruire accanto alla visione del grande patrimonio dei beni archeologici anche di iniziative originali. È infatti possibile ammirare una mostra dal titolo «Ars aedificandi» nel Parco Archeologico di Selinunte. La genesi della mostra palesa l’importanza culturale del progetto che è nato dalle descrizioni rigorose del trattato «De Architectura» di Vitruvio, scritto alla fine del I secolo a.C., un capolavoro di analisi storico-architettonica. Il grande trattato, giunto fino a noi pressoché integro, delinea e spiega con rigore e precisione stili, decorazioni, sistemi di costruzione di basiliche, terme e teatri. È nata così la mostra che punta a far comprendere, anche con il supporto di ricostruzioni fedeli dei macchinari, come sono sorti i grandi templi. Avvicinando i visitatori, giovani e meno giovani, alla scoperta ed alla comprensione delle tecniche e dei procedimenti costruttivi del passato. Dalle tecniche di costruzione dei templi alle macchine impiegate per spingere gli enormi blocchi di pietra, dal numero degli operai impiegati nei lavori al tempo di durata della costruzione. L’esposizione, che sarà visitabile per un anno, è prodotta da MondoMostre in collaborazione con il Parco di Selinunte diretto da Felice Crescente e promossa dall’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana. «È una grande opportunità per meglio comprendere l’origine del patrimonio monumentale che ci è stato consegnato dal passato e che i nostri parchi archeologici custodiscono», così l’assessore regionale Alberto Samonà ha delineato lo spirito dell’iniziativa. La mostra si avvale di un comitato scientifico autorevole ed è curata dagli architetti Alessandro Carlino, storico dell’architettura e studioso dei templi e Bernardo Agrò, già direttore del Parco di Selinunte. Va aggiunto che questo itinerario culturale sui generis consente non solo di rivivere la storia delle strutture architettonico-monumentali ma anche di ammirare l’armonico rapporto tra costruzioni ed ambiente nel mondo classico. Archeologia, pedagogia culturale ed antropologia. «La mostra ha un alto valore didattico e speriamo possa essere visitata da tante scuole», spiega il direttore del Parco, Felice Crescente. Ed aggiunge: «È un modo per scoprire come nacquero i templi ma soprattutto l’enorme lavoro di chi ci lavorò».
Le Cave di Cusa
Un altro sito di notevole importanza è quello delle «Cave di Cusa», il luogo da dove venivano estratti i materiali da costruzione con cui sono stati realizzati i templi. «I cantieri del mondo antico erano delle vere e proprie piccole città prolifiche formate da maestranze specializzate – afferma il curatore della mostra Alessandro Carlino – e noi abbiamo ricostruito il percorso dei cosiddetti ”rocchi” dalle cave, a 11 chilometri da Selinunte, fino al Parco Archeologico, dove sono posizionate le macchine in scala 1:1». Il percorso della mostra parte appunto dalle Cave di Cusa. Le cave sono una sorta di manuale dei sistemi di scavo, la brusca interruzione dei lavori di estrazione – al sopraggiungere dell’esercito cartaginese – ha fatto sì che venissero abbandonati persino i rocchi finiti, pronti per essere trasportati. Tracce visibili di avvenimenti storici, di arte e cultura, di materiale e strumenti, di tecniche e composizioni architettoniche, un viaggio affascinante nella Sicilia greca. Selinunte, autentico scrigno di tesori, era talmente importante sul piano politico, economico e sociale che giunse ad avere al culmine della sua ascesa ben 100.000 abitanti. Era una «metropoli» del Mediterraneo antico, nella Sicilia che assunse da allora uno straordinario ruolo strategico nel «Mare Nostrum».

Salvo Fallica
per il Corriere.it

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