Centuripe: le chiese

Chiesa Madre
La chiesa dell’Immacolata Concezione, o chiesa madre, è il duomo di Centuripe. La chiesa è intitolata all’Immacolata Concezione e a San Prospero da Centuripe.[1] Storia
La chiesa è stata costruita all’inizio del XVII secolo e consacrata nel 1728.
Descrizione
Presenta una facciata in tre ordini, nell’ultimo dei quali si trovano campanile e orologio. La pianta dell’edificio è a croce latina. Nell’epoca del barocco la facciata era di color “rosa barocco” poi ridipinta in rosa. L’ultimo restauro durato dal 2021 al 2022 ha cambiato il colore della chiesa in bianco.
Restauro 2021/2022
Il 19 settembre 2021 (penultimo giorno della festa patronale di San Prospero da Centuripe) il prete annunciò il restauro. Concluso, ha fatto passare la chiesa da rosa a bianco.

La Chiesa del Calvario

Le origini della Chiesa del Calvario risalgono al 1927 per interessamento di Padre Vincenzo Sfilio. Fu costruita dal capomastro Giovanni Battista Senfet con l’aiuto materiale di tutta di cittadinanza, che ha contribuito alla costruzione potando il materiale da costruzione fino al monte.

Chiesa S.S. Sacramento

Adiacente alla chiesa madre e raggiungibile da una scenografica scalinata sorge la chiesa del S.S. Sacramento edificata nel XVIII secolo. L’edificio anticipato da un bellissimo cortile racchiuso da un elegante cancello si presenta con una facciata decorata da un grande timpano a rilievo in stile neo classico. Proprio come la Chiesa Madre, è stata recentemente restaurata. Rappresenta inoltre simbolicamente una delle tappe più importanti della Settimana Santa a Centuripe, dimora del Cristo alla colonna. L’interno, a unica navata, oltre alla statua suddetta, conserva alcuni interessanti dipinti. Il primo, sul lato destro, raffigura la regina Ester alla corte del re Assuero. La seconda tela raffigura “L’ultima cena” che risale pressappoco al 1500 e rappresenta una delle più antiche opere custodite a Centuripe. Sulla sinistra altre due tele: la prima raffigura la Madonna del Rosario ( 1891), la seconda rappresenta una copia identica della statua in legno del Cristo alla colonna, disegnata su tela. Particolare attenzione merita la sopracitata statua del Cristo alla colonna; l’opera, realizzata interamente in legno, è un capolavoro artistico del XVII secolo ricco di pathos e dalle realistiche espressioni di sofferenza e dolore che, i dettagli delle e sulle ferite, sembrano riuscire a trasmettere.

Chiesa di San Giuseppe

L’interno della chiesa è in stile barocco , ha una sola navata e non ha un abside. Appena entrati, subito dopo il portone d’ingresso ,si trovava un coro in legno sorretto da quattro colonne, con sopra un organo a canne, recentemente restaurato e portato in chiesa Madre. La struttura risale al 1730. Entrando si notano due statue in stucco che rappresentano i Santi Pietro e San Paolo. Ai due lati della navata due tele non documentabili, mentre proseguendo a destra abbiamo un altare molto ricco, con colonne tortili, putti e vari affreschi. In questo altare c’è una tela che rappresenta la Sacra Famiglia con San Vito e San Filippo di Agira e nella decorazione superiore in altorilievo (in stucco) è rappresentata Sant’ Agata. Più avanti, sempre sulla destra, l’altra tela raffigurante la parabola “del ricco e Lazzaro”, con putti laterali. Ai lati dell’altare principale ci sono altre due tele: quella di San Gaetano con il Bambino in braccio e quello di San Francesco da Paola, quella con scena bibliche e una che raffigura probabilmente Tobia. L’altare centrale in marmo del 1700 è ricco di stucchi. Notasi una tela, Il transito di San Giuseppe, raffigurante gli ultimi momenti di San Giuseppe con angeli apparentemente intenti ad aspettare la sua anima. Sempre nello stesso altare, in alto, uno stemma di Maria, con riferimento ottico alla figura di San Giuseppe. Sulla volta un affresco raffigurante il “Dio Creatore “. Entrando alla sinistra della navata troviamo un altare con colonne tortili, putti e decorazioni in stucco e una tela raffigurante San Michele Arcangelo. Sopra questa tela, in altorilievo, una rappresentazione di Santa Rosalia con due putti laterali. Su questo stesso lato merita particolare attenzione “la Confraternita”, una panchina con spalliera lavorata in stile barocco, che prende questo nome, per l’appunto dai confratelli che vi sedevano nelle riunioni parrocchiali. Il pavimento in pietra bianca è quello originario, uno dei pochi rimasti in Sicilia.

Chiesa del S.S. Crocifisso

La Chiesa del S.S. Crocifisso si trova all’ingresso del centro abitato centuripino, proprio di fronte al Museo Archeologico Regionale. Essa sorge su un’area archeologica interessante di età imperiale, ancora parzialmente visitabile sul lato sinistro e costituita da due stanze coperte a volta, con ogni probabilità ambienti di servizio degli Augustales. ( vai a Ruderi chiesa Crocifisso ). La Chiesa presenta una facciata a capanna intonacata e, unica nel territorio, una elegante torre campanaria sormontata da una cuspide interamente rivestita di maiolica. L’interno è ad unica navata con volta a botte e sviluppo longitudinale dalle decorazioni in stucco bianco. Gli altari in marmo sono misti di pregiata fattura. L’ altare centrale ospita la statua del SS. Crocifisso, sul lato sinistro è presente una tela raffigurante San Prospero. La Chiesa è rinomata perché custodisce il “tambuletto”, una pregiata teca in legno dorato e in vetro che custodisce la statua di Gesù morto, visibile una volta l’anno in occasione della processione del Venerdì Santo. Adiacenti alla chiesa, sul dato dx vi è una interessante scalinata in pietra, decorata da pannelli in ceramica che rappresentano le quattordici stazioni della Via Crucis.

Chiesa del Sacro Cuore di Gesù o Chiesa dei Quaranta

Facciata a salienti, intonacata. Lo spazio interno si sviluppa longitudinalmente in un’unica navata. Volta a botte nell’aula della chiesa, con unghiature in corrispondenza delle arcate perimetrali. Sul presbiterio è presente una cupola circolare su tamburo ottagonale. Sagrestia a pianta rettangolare, con accesso dal lato sinistro del presbiterio. L’altare principale ospita la statua del Sacro Cuore di Gesù. Adiacente alla chiesa sorge nei pressi un ex mattatoio oggi sede del Museo Etnoantropologico e un importante sito archeologico dove è possibile ancora oggi vedere i resti di un antico muraglione di età imperiale, tale struttura è stata riadattata e adibita a sede di un convento di età bizantina da cui prende l’antica denominazione della Chiesa “Santi Quaranta”.

Chiesa di Sant’Agostino

La chiesa, dedicata a Sant’Agostino è stata costruita con un annesso convento, edificato tra il 1627 e il 1628 sulle rovine di un’antica fortezza. L’esterno dell’edificio a capanna, molto lineare e semplice nelle forme, presenta una piccola scalinata che conduce all’unico ingresso sopraelevato. L’interno si presenta ad unica navata. Sul lato sinistro si apre una elegante cappella dedicata a Sant’Agostino e riccamente decorata con stucchi e marmi. Adiacente alla cappella si trova una nicchia che custodisce una statua in marmo che rappresenta la Madonna della Provvidenza; l’opera, di piccole dimensioni, per le fattezze e lo stile è sicuramente riconducibile alla scuola del Gagini. Proseguendo a sinistra si aprono due nicchie, dove sono custodite altre due sculture rappresentanti rispettivamente il Sacro Cuore e Santa Rita. Sulla parete destra della navata troviamo delle tele restaurate: la prima rappresenta Santa Lucia la seconda raffigura “la Madonna del Rosario con i misteri” sopra una nuvola e, inginocchiati, i santi Domenico e Caterina da Siena. In prossimità dell’altare troviamo la tela rappresentante la gloria di San Agostino che regge il libro delle regole. L’altare principale è un elegante manufatto in marmo.

Chiesa dell’Annunziata

La devozione per Maria S.S.Annunziata ha origine a Centuripe dalla fine del 1700 quando una chiesetta, in suo onore, sorse sul crinale della collina. Durante i bombardamenti della II guerra mondiale la chiesetta fu danneggiata, ma in seguito venne ripristinata la sua forma attuale. La facciata è a campanile e di colore rosa. La pianta della chiesetta prospetta uno schema planimetrico ad unica aula con prevalente sviluppo longitudinale e copertura a botte. L’interno della chiesa presenta un ampio presbiterio concavo che ingloba a muro l’unico e ricco altare dai variegati marmi. Nella pavimentazione della chiesa con prevalenza in cotto moderno, rimangono tracce dell’antico pavimento, (anch’esso in cotto). Una scalinata permette di accedere alla chiesa anche sul lato dx, dove, edificata su tre archi, è sita la sagrestia di forma rettangolare, eretta dopo la II guerra mondiale. La festa dell’Annunziata ricorre il 25 Marzo ma ricadendo nel periodo di Quaresima, la si festeggiava, esternamente, la prima domenica di Pasqua. Da luglio 2012 l’organizzazione è affidata ad un comitato formato da un gruppo di devoti che da subito hanno sentito il desiderio di costituirsi, nel 2016, come Associazione Maria S.S. Annunziata. Da allora la festa viene celebrata la III Domenica di Luglio. La Statua e il fercolo dell’Annunziata, costituiscono un gruppo statuario in legno raffigurante la Madonna inginocchiata e l’angelo Gabriele annunciante (databile al 1700).L’elegante fercolo adattato alla statua, venne costruito nel 1926.

Santuario Madonna delle Grazie

Il Santuario, dedicato alla Madonna delle Grazie, ha costituito da sempre per Centuripe e per i paesi circostanti, un luogo di grande devozione per la presenza di un dipinto raffigurante la Madonna in esso custodito. La chiesa mantiene, ancora oggi, la sua antica struttura risalente al 1554, quando i religiosi di Centorbi, città da poco ricostruita dalla famiglia dei Moncada ( 1548 ), costruirono nel 1585, ispirati e diretti da frate Andrea del Guasto, un altare all’interno di una grotta ( dove esisteva già un’antica chiesa cristiana ) per potervi celebrare la Santa Messa. Probabilmente la prima chiesa riedificata dopo la ricostruzione del paese, fu ribattezzata proprio per tale peculiarità, la chiesa della “Madonna della Grotta”. La Chiesa, a navata unica, presenta un abside decorata nel 1935, da pitture ad olio ad opera del pittore centuripino Salvatore Aricò, oggi andate perdute. Entrando a destra troviamo una tela raffigurante Sant’ Emidio, protettore contro i terremoti, a sinistra è visibile una tela raffigurante un angelo custode. Sull’altare centrale è custodita la tela con la Madonna delle Grazie ( già Madonna della Grotta ) nell’atto di allattare il bambin Gesù che regge il globo, conai lati Santa Monica e Sant’Agostino. Il dipinto è stato per secoli venerato da tutto il circondario e ogni 8 settembre, giorno in cui ricorre la festa della Madonna delle Grazie, viene portata con devozione in processione per le vie del paese.

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