A Nicosia le inutili targhe dei club service

Bacchettata Nicosia per la poca cura del proprio patrimonio artistico

A cura di Alain Calò Alain Calò
27 luglio 2026 08:17
A Nicosia le inutili targhe dei club service  -
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Finalmente anche (perché – siam sempre convinti – che la maggior parte della popolazione nicosiana sia dello stesso avviso) una persona che “ha i titoli” per farlo, ha bacchettato Nicosia per la poca cura del proprio patrimonio artistico. Una poca cura che si esplica anche nel renderlo mezzo per alimentare la voglia di apparire dei club service. Una premessa doverosa: anche chi scrive, qualche anno fa, ha fatto parte della sezione giovanile di un club service perché, in fin dei conti, lo spirito con cui questi sono stati creati sono nobilissimi. Sono, purtroppo, certi membri che confondono lo spirito di servizio verso gli altri con lo spirito di servizio verso se stessi. E questa confusione poi genera delle vere e proprie mostruosità che, se non sapute contenere dalla comunità, rischiano poi di farci prendere delle bacchettate pesanti da chi ne ha non solo la competenza, ma anche l’autorevolezza. È il caso di quanto ha pubblicamente denunciato il prof. Paolo Giansiracusa che, in un suo post su Facebook in cui riporta la foto del portale dell’antico convento di San Francesco d’Assisi a Nicosia, non usa mezzi termini definendo “assurdo, invadente, inopportuno” il cartellone turistico posto praticamente di fronte al portale (come a dire “prima dell’arte vengo io”) messo da un club service, invitandolo a rimuoverlo. Una bacchettata pesante, ma comunque, finalmente, un raggio di sole che mostra come il “re sia nudo” e Nicosia deve smettere di subire passivamente la presenza di una moderna e sedicente “aristocrazia”, gruppuscolo che crede di avere il paese in mano e poterne fare ciò che vuole. Un esempio massimo di quanto detto si può trovare nell’orrida colata di cemento a forma piramidale all’ingresso di Santa Lucia, un qualcosa che non solo non ha alcun valore artistico (la zone non permetterebbe neanche di stare a vedere che cosa c’è sopra la piramide), ma è proprio un qualcosa fuori luogo e, come diversi hanno fatto notare, strizza l’occhio a simboli massonici. Chi scrive, comunque, non ha nulla contro la massoneria, quando essa non è deviata, però questi “scimmiottamenti” artistici di poco conto possono essere fatti privatamente, non certo in luoghi pubblici. Senza dimenticare anche l’americanata del busto di Pecora, posto in pieno centro e che per l’inaugurazione mancava solo che arrivasse Donald Trump in persona per quello che si è fatto e per come è stato fatto passare, fermo restando che alla fine la montagna ha partorito l’ennesimo topolino (ed infatti ormai il busto è utile solamente per appoggiarsi mentre si attende qualcuno in piazza). Tutte queste cose non arricchiscono il paese, anzi lo mettono alla berlina, lo fanno diventare una caricatura. Quasi come una signora anziana di 80 anni che va in discoteca con i jeans strappati (non c’è nulla di male, ma è obiettivamente fuori luogo). La speranza è che questa ennesima bacchettata faccia svegliare tutti i nicosiani di buona volontà (e ce ne sono) che possano mettersi al lavoro per sostituire a questi “elementi folkloristici” (ecco, mettiamola così), delle opere realmente degne di nota e inaugurate e fruite nelle modalità corrette.

Alain Calò