Al prof. Francesco Pira il I°Premio “Mare Nostrum 2026” per un articolo sul Mediterraneo la nostra frontiera morale

“Il Mediterraneo oggi è molto più che uno spazio geografico è uno specchio – ha dichiarato il sociologo- della nostra civiltà. Dobbiamo tornare a considerarlo non una barriera, ma come un ponte. Solo allora quel mare potrà smettere di accusarci e tornare

A cura di EnnaVivi EnnaVivi
26 settembre 2026 08:30
Al prof. Francesco Pira il I°Premio “Mare Nostrum 2026” per un articolo sul Mediterraneo la nostra frontiera morale -
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Al sociologo. saggista e giornalista siciliano, Francesco Pira, professore associato di sociologia dei processi culturali dell’Università di Messina, gli sarà consegnato il I° Premio "Premio Mare Nostrum 2026 ", nella sezione articoli giornalistici,  giunto alla sedicesima edizione organizzato dall'Associazione Culturale Accademia Euromediterranea delle Arti, presieduta dalla professoressa Maria Teresa Prestigiacomo. Una riflessione pubblicata sul quotidiano La Sicilia intitolata "Mediterraneo, la nostra frontiera morale" ha permesso all’opinionista di ottenere questo prestigioso riconoscimento. La Giuria composta da : Ella Imbalzano, Emanuele Marino, Riccardo Marino, Nunzio Marotta, Mariella Di Giorgi, Giovanni Oteri, Giuseppe Proiti e Gennaro Galdi (Segretario),  ha scelto il lavoro del professor Pira per il contenuto che fotografa la realtà ma lancia un segnale di speranza.. La cerimonia di consegna del Premio si svolgerà domenica 27 settembre 2026 alle 11 a Letojanni (Messina) presso la Terrazza dello Sportin Baia Hotel.

Il Premio sarà consegnato dalla Presidente Prestigiacomo,

“Sono molto contento e onorato di ricevere un Premio dedicato ad un Mare che amo il Mediterraneo in questo momento diventato teatro di morte – ha dichiarato il professor Francesco Pira  - perché come ho scritto nel mio articolo oggi è molto più che uno spazio geografico. E’ uno specchio della nostra civiltà. Per secoli è stato luogo di scambi, incontri, contaminazioni culturali, commerci, lingue, religioni e saperi. Adesso, invece, appare sempre più come una linea di frattura tra chi ha il diritto di muoversi e chi per farlo deve consegnarsi al rischio della morte. Da culla della civiltà si è trasformato in un luogo di selezione crudele della mobilità umana.

Sono molto grato alla Presidente Prestigiacomo e alla Giuria per aver saputo cogliere il messaggio forte che ho tentato di lanciare. Anche dentro questo scenario doloroso emergono segnali di speranza. Si vedono nei soccorritori che non si voltano dall’altra parte, nelle mani tese, nella società civile che continua a testimoniare, nelle parole di chi non accetta che tutto questo diventi normale. La speranza – conclude il sociologo- nasce proprio da qui: dalla possibilità di ricostruire una cultura della relazione, di educare alla solidarietà, di tornare a considerare il Mediterraneo non come una barriera, ma come un ponte. Solo allora quel mare potrà smettere di accusarci e tornare a raccontare la parte migliore della nostra umanità”

Francesco Pira, Professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Messina, Pira ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale alla prima fascia.