Barrafranca. Morì a 15 anni in un incidente, adesso è guerra in Tribunale
L’imputato di omicidio stradale, che per due volte ha chiesto il patteggiamento, denuncia per diffamazione i genitori. «Noi vogliamo solo giustizia», dicono loro
Da un lato c’è una famiglia distrutta per aver perso un figlio di 15 anni in un incidente stradale mentre era a bordo del suo scooter finendo contro una Bmw che andava contromano, in via Signore Ritrovato, a Barrafranca.
Dall’altro c’è il conducente dell’auto accusato di omicidio stradale.
Era il 10 maggio del 2025 quando Gabriele Giadone ha perso la vita. Sotto processo è finito Giuseppe Paternò.
Come riporta il Giornale di Sicilia i genitori di Gabriele, Lucia e Angelo, dal giorno in cui hanno perso il figlio, chiedono che venga fatta giustizia. Paternò fa resistenza e ha diffidato il Comune di Vittoria perché agli inizi di agosto si è svolta un’iniziativa a Scoglitti, a cura dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada, dal titolo «Tutti insieme per la vita».
Sul palco sono intervenuti anche i genitori di Gabriele, ripercorrendo ciò che hanno vissuto dopo la morte del figlio.
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In una precedente fase del procedimento, Giuseppe Paternò era stato ammesso al patteggiamento. Tuttavia, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Enna, Giuseppe Noto, ha disposto la restituzione degli atti alla pubblico ministero Maria Chiara Tribulato. La decisione è stata assunta perché, secondo il Gup, nella determinazione della pena avrebbe dovuto essere presa in considerazione anche l’aggravante della guida contromano.
Dopo il rinvio degli atti, i legali dell’imputato hanno depositato una nuova istanza di patteggiamento. L’udienza è stata fissata per il 27 ottobre e sarà celebrata davanti al nuovo giudice per l’udienza preliminare, Ornella Zelia Futura Maimone.
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