Comitato cittadino di Aidone su gestione acqua in provincia di Enna:"Basta con le emergenze serve strategia"
Comitato denuncia quanto poco o nulla ad oggi sia stato fatto per un servizio idrico dignitoso e rispettoso della comunità
Aidone. “Basta emergenze serve una strategia”: il Comitato cittadino di Aidone interviene sulla gestione dell’acqua in provincia di Enna e lo fa a ridosso del rinnovo delle due cariche strategiche dell’Ati di Enna: presidente e direttore generale. Un’ occasione per il Comitato Cittadino di Aidone per ritornare ancora una volta a “denunciare” quanto poco o nulla ad oggi sia stato fatto per un servizio idrico dignitoso e rispettoso della comunità. Il lungo documento a firma del presidente Angelo Drago e del suo vice Eugenio Trovato inizia riportando un paradosso oramai sistematico: l’acqua è una risorsa essenziale, il servizio è regolato ed esistono un gestore, un’autorità d’ambito e Comuni con competenze precise, eppure per una parte della popolazione ennese la normalità è fatta di interruzioni e turnazioni. Il Comitato cita gli avvisi di riduzione dell’erogazione pubblicati nel corso del 2026 che avrebbero mostrato la fragilità di un sistema, facendo riferimento in particolar modo all’acquedotto Ancipa, infrastruttura da cui dipendono numerosi comuni del territorio: quando si verifica un guasto, una manutenzione, una riduzione del flusso idrico, le conseguenze possono propagarsi rapidamente su più territori. C’è un’altra criticità, meno visibile: le perdite idriche. Il Comitato riporta i dati dell’Arera relativi ad AcquaEnna: nel 2021 le perdite idriche di AcquaEnna erano al 45,61%. “Quasi la metà dell’acqua immessa in rete non arriva mai ai cittadini ma viene pagata comunque dai cittadini, con una delle tariffe più alte d’Italia. Per Aidone e per l’entroterra ennese, dove si combatte ogni giorno contro lo spopolamento, un servizio idrico dignitoso, senza ripetute interruzioni o turnazioni, non è un lusso: è una condizione essenziale non solo per i privati ma anche per il funzionamento delle attività commerciali, delle strutture ricettive”- aggiunge il Comitato che chiede anche di sapere “chi deve fare che cosa, perché quando l’acqua non arriva, spesso il cittadino non sa a chi imputare la responsabilità. Per questo è necessario rendere molto più chiara la catena delle responsabilità”. Il lungo e dettagliato documento del Comitato cittadino di Aidone, con la richiesta agli enti competenti della pubblicazione di un quadro chiaro e aggiornato del servizio idrico provinciale: stato delle reti, perdite, interruzioni, investimenti fatti e da fare, controlli sulla qualità dell’acqua, tariffe. “Non è una richiesta straordinaria. È il diritto di sapere come viene gestita una risorsa che è di tutti”- conclude il Comitato.
Angela Rita Palermo
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