Enna Futura: da Prefetto arriva una lezione di legalità per il Sindaco e l’amministrazione
Dopo gli attacchi a Sovrintendenza per aver espresso il proprio parere tecnico, c’è da chiedersi se anche Sua Eccellenza il Prefetto rischi di essere additato come il nuovo “nemico” dell’Amministrazione
"Dal Prefetto arriva una lezione di legalità per il sindaco e l’amministrazione. Non solo la Sovrintendenza, pure la Prefettura costretta a prendere posizione sul modus operandi della neo amministrazione. Abbiamo appreso dalla stampa, il contenuto della nota con cui il Prefetto di Enna richiama formalmente il Comune al rispetto della normativa in materia di toponomastica. Si tratta di un documento che dovrebbe indurre il sindaco e l’intera amministrazione a una seria riflessione sul rispetto delle regole e ahi noi, ancora una volta, delle istituzioni. La vicenda dimostra che il Comune ha scelto di procedere con cerimonie pubbliche e installazione della segnaletica senza il necessario completamento dell’iter autorizzativo previsto dalla legge, ignorando il ruolo del Prefetto, cui la normativa attribuisce uno specifico potere autorizzatorio. Ancora più grave è che si sia deciso di andare avanti nonostante le criticità già evidenziate dalla Sovrintendenza su almeno una delle intitolazioni. Le regole valgono per tutti, non fa eccezione neppure la città di Enna che per fortuna continua ad essere un comune italiano e come tale soggiace alle leggi della Repubblica nonostante chi l’amministra pensa di amministrare il proprio feudo.
Questa vicenda conferma un modo di amministrare improntato alla propaganda e all’approssimazione, piuttosto che al rispetto delle procedure e delle istituzioni. Sarebbe stato doveroso attendere le autorizzazioni previste dalla legge, coinvolgere correttamente tutti gli organi competenti e, acquisire il preventivo parere obbligatorio della Commissione Toponomastica, di cui chiediamo venga reso pubblico il verbale della seduta del 21 luglio 2026, richiamato nelle deliberazioni di giunta municipale nn. 208, 209 e 210 del 22 luglio 2026.
Quando persino S.E. il Prefetto è costretto a richiamare il Comune al rispetto delle norme, non siamo più davanti a una semplice svista amministrativa, ma a un fatto di straordinaria gravità istituzionale che merita di essere riconosciuto e a nostro avviso pure corretto.
Una curiosità, però, ci rimane. Dopo gli attacchi rivolti alla Sovrintendenza per aver espresso il proprio parere tecnico, c’è da chiedersi se adesso anche Sua Eccellenza il Prefetto rischi di essere additato come il nuovo “nemico” dell’Amministrazione per aver avuto l’ardire di ricordare che, in uno Stato di diritto, le leggi si rispettano. Perché, a questo punto, il sospetto è che chiunque non si allinei ai desideri del Sindaco finisca inevitabilmente sul banco degli imputati".
Comunicato stampa a cura del Gruppo Consiliare di Enna Futura Giusy Macaluso e Paolo Gargaglione
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