Gagliano C.to al via il “Mese Cataldiano” in onore di San Cataldo

La tradizione della Chiesa viene riempita di contenuti. Si parte il 26 luglio e avrà termine l’1 Settembre

A cura di Alain Calò Alain Calò
20 luglio 2026 10:49
Gagliano C.to al via il “Mese Cataldiano” in onore di San Cataldo -
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Anche quest’anno, come già avviene da 13 anni, Gagliano Castelferrato vivrà un intero mese ricco di eventi a sfondo religioso (e non solo) riuniti nell’iniziativa voluta da don Pietro Antonio Ruggiero e che prende il nome di “Mese Cataldiano” in onore di San Cataldo. Si parte il 26 luglio e avrà termine l’1 Settembre.

In quel “e non solo” che si è voluto aggiungere tra parentesi, ma che invece meriterebbe di essere sottolineato e messo in grassetto, si nasconde il motivo del perché questo mese non è la classica “cosa di Chiesa” anacronistica che sa di muffa e polvere, ma qualcosa di più vivo, dove la tradizione della Chiesa viene riempita di contenuti.

Riuscire a dare una visione di tutti gli eventi del mese è impresa alquanto ardua e comunque in poche righe rimarrebbe inevitabilmente fuori qualcosa, quindi è molto meglio dare al lettore il link all’opuscolo creato ad hoc per il mese:

https://www.sfogliami.it/fl/330090/s2un22y4197b9cp2m89uvptcxshjzch3#page/1

Sfogliandolo e vedendo i vari eventi (incontri di riflessioni, momenti artistici, sportivi, ludici ecc. ecc.) colpisce un mantra che viene molte volte ripetuto sotto varie forme ma che inizia sempre con “rimanere umani”.

Ed è qua che si vede l’importanza di questo mese e dei contenuti che vanno a riempire la forma. In una società sempre meno umana e sempre più tecnocratica volta a rimpiazzare, o meglio ancora a trasformare l’essere umano in una macchina, è importante rimanere umani, ma per rimanere umani bisogna anche scoprire (o riscoprire) il significato di essere umani, scoprire (o riscoprire) l’unicità di ciascun essere umano, l’importanza che ogni uomo e donna riveste in questo mondo.

Nello scoprire (o riscoprire) il significato di essere umani si apre un mondo di ricchezza e di consapevolezza del sé e dell’importanza di vivere una vita ricca nel qui ed ora, senza lasciarsi trascinare da pianificazioni astratte, obiettivi disumani imposti dalla società e senza farci trascinare dalla logica del nichilismo imperante che vede svuotato l’essere umano di tutte le sue dimensioni, rendendolo, come direbbe Marcuse, “ad una dimensione”.

La riscoperta può avvenire mediante tante vie, ciò che importa è il percorso, fatto di riflessioni profonde, a volte anche scomode, fatto di momenti di euforia e momenti di abbattimento, fatto di presenza ma anche di silenziosa solitudine.

La comunità di Gagliano deve ritenersi fortunata ad avere un prete che, andando oltre le mura della chiesa, degli orpelli e degli incensi, riesce a mettere su un momento che entra nell’intimo di ciascuno di noi, lo scuote, tenta di risvegliarlo. E ciò non vale solo per i cattolici (a scrivere queste parole è una persona molto critica della Chiesa). Ma quando c’è di mezzo la possibilità (al di là del motivo “scatenante”) di poter trovare un posto, un luogo, un momento, un evento in cui il principio primo è un universale “rimanere umani”, in un mondo in cui la disumanità ha prodotto guerra e sta portando alla distruzione dell’umanità messa al servizio del capitalismo, non solo bisogna gioirne, ma bisogna anche fare in modo di vivere e custodire gelosamente questi eventi perché solo la speranza in un mondo disperato. E la speranza, anche quando è piccola, anche quando viene da un paesino alla periferia della storia quale può essere Gagliano, è sempre qualcosa da dover cogliere.

Alain Calò