Consiglio Comunale Enna

Illustrate da Sindaco Crisafulli linee strategiche suo governo. Policlinico, riordino immobili e centenario della Provincia

Stop alle proroghe delle convenzioni sui locali comunali, una mostra di collezioni storiche per il 6 dicembre e una rete con i territori a sostegno del nuovo policlinico

A cura di EnnaVivi EnnaVivi
27 ottobre 2026 13:38
Illustrate da Sindaco Crisafulli linee strategiche suo governo. Policlinico, riordino immobili e centenario della Provincia -
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Il Comune di Enna non rinnoverà né prorogherà le convenzioni sugli immobili comunali in scadenza entro la fine dell'anno e, una volta rientrato in possesso dei locali, darà a tutti la possibilità di avvalersene riassegnandoli con bandi pubblici. Lo ha annunciato ieri sera il sindaco, Senatore Mirello Crisafulli, intervenendo in Consiglio comunale. Il primo cittadino ha chiarito la strategia amministrativa e politica del suo governo, articolandola in tre progetti destinati a caratterizzarne l'azione in città.

«Ho scelto di venire a fare queste dichiarazioni in Consiglio – ha esordito il sindaco – perché credo sia doveroso, per l'amministrazione e per il sindaco in particolare, affrontare informazioni e dibattiti nella più alta istituzione della città, e non sulla stampa o sui social. Questo è il nostro stile, e in virtù di questo stile è necessario chiarire alcune questioni, per fugare dubbi ed evitare sollecitazioni fuori luogo».

Il primo punto riguarda l'utilizzo degli immobili comunali. «Abbiamo trovato una gestione a dir poco disordinata, immobili in uso senza atti amministrativi, altri in presenza di atti ma senza canoni, altri ancora concessi senza che nessuno si ponesse il problema dei costi delle utenze, acqua, luce e gas, che continua a pagare il Comune. Non so se emergeranno responsabilità di carattere erariale, ma posso assicurare che sarò il primo a trasmettere le carte alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, perché non intendo avallare gli sprechi. In molti casi sono state consegnate le chiavi come se si trattasse di un bene e di una gestione privata. Stiamo rimettendo ordine, a chi ha convenzioni in scadenza entro la fine di quest'anno abbiamo comunicato che non saranno rinnovate né prorogate. Quando avremo la disponibilità di tutti i locali faremo i bandi, consentiremo a tutti di partecipare e garantiremo un reddito su tutti i beni a disposizione. Lo faremo anche per chi ha avuto locali gratuitamente per trent'anni e li ha resi di uso esclusivo. L'esclusività nell'utilizzo di un bene pubblico è contraria ai miei principi, il bene pubblico è tale perché tutti possano utilizzarlo».

Il secondo punto riguarda le celebrazioni del 6 dicembre data nella quale ricorre il centenario del telegramma che promosse Enna a capoluogo di provincia. «Per quell'occasione stiamo tentando, e credo di esserci riuscito, di esporre una parte significativa della collezione del notaio Argento, della collezione Cammarata e di una terza collezione per la quale stiamo ancora definendo il rapporto con il Museo Alessi. Penso in particolare alle monete coniate in epoca romana, che testimoniano la nostra presenza storica fin dai tempi dell'Impero di Enna. Ci sono addirittura monete coniate durante la rivolta servile. Grazie a queste, abbiamo constatato quanto sia antica e grande la storia di questa città, che non è un'invenzione del capoluogo di provincia ma ha radici più profonde . Lo faremo velocemente, se la Banca d'Italia ci metterà a disposizione gli spazi.
Nel tempo vorrei utilizzare una parte centrale dei locali dell’ex scuola Pascoli per un'esposizione di beni di valore storico».

Il terzo punto, definito dal sindaco «il più significativo», riguarda il Policlinico. Il Consiglio comunale ha deciso all'unanimità di convocare una seduta solenne, invitando parlamentari regionali e nazionali e autorità competenti. L'obiettivo è sostenere la scelta dell'Assemblea regionale siciliana di indicare Enna come sede del nuovo policlinico. «Non capisco le polemiche – ha detto Crisafulli – Si parla di scippo, come quando ci dissero che avevamo scippato l'università, che non avevamo neppure chiesto, o la Facoltà di Medicina. Da vent'anni c'è un corso di laurea dell'Università di Palermo dislocato a Caltanissetta e nessuno ha mai posto il problema di clinicizzare i reparti dell'ospedale. Con la legge siamo a un livello completamente diverso. L'ultimo policlinico in Sicilia è nato 207 anni fa circa: prima Messina, poi Catania, poi Palermo. Secondo qualcuno non è cambiato niente. Non è cambiata la società? Non c'è l'esigenza di portare l'offerta sanitaria a un livello più alto? Non ci sono zone interne che hanno bisogno di un policlinico più vicino ai territori?».

Il sindaco ha richiamato i numeri della presenza universitaria. «A Enna abbiamo 200 professori di Medicina e 12 reparti clinicizzati grazie all'università. Abbiamo acquisito anche la radioterapia, che rafforza la possibilità che l'ospedale sia considerato policlinico. Il policlinico va realizzato sulla base della proposta progettuale finanziata dalla legge regionale e può raggiungere un livello altissimo. Non abbiamo motivo di entrare in concorrenza con nessuno, le strutture delle aree interne vanno valorizzate e incluse nel progetto che stiamo costruendo. Saremo parte attiva con l'ASP di Enna e con le amministrazioni comunali del territorio, delle Madonie, del Nisseno, dell'Agrigentino e del Calatino. Vogliamo un presidio che aumenti l'offerta sanitaria e qualifichi la capacità di risposta ai cittadini. Possiamo farlo se continuiamo a essere uniti». Crisafulli ha infine ringraziato Francesco Colianni, «perché ha rivendicato la scelta fatta dalla Regione Siciliana, governo al quale appartiene», e Luisa Lantieri, «non solo per aver sostenuto l'emendamento sul Policlinico a Enna, ma anche per aver proposto la radioterapia per il territorio». «Dobbiamo includere e aggregare – ha concluso – convinti che se si sta meglio stanno meglio tutti, da Piazza Armerina agli altri centri del territorio. Mi auguro che il Consiglio comunale sostenga, nella maniera più aperta possibile, la decisione assunta dalla Regione con la legge. Se lo faremo con compattezza, senza conflitti e senza polemiche - che non ci appartengono - questa strada porterà grandi risultati».