Incendi di luglio, il Comune di Enna chiede lo stato di calamità: 940mila euro di danni

Avviate le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità e formalizza la richiesta di risorse, destinate a risarcire famiglie e attività danneggiate

A cura di EnnaVivi EnnaVivi
12 agosto 2026 17:48
Incendi di luglio, il Comune di Enna chiede lo stato di calamità: 940mila euro di danni -
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Il Comune di Enna chiede alla Regione 940 mila euro per i danni degli incendi che tra il 14 e il 22 luglio hanno devastato il territorio comunale. La Giunta ha approvato oggi la delibera, proposta dal sindaco, senatore Mirello Crisafulli, che avvia le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità e formalizza la richiesta di risorse, destinate a risarcire famiglie e attività danneggiate.

L’emergenza è scattata il 18 luglio, quando un’ondata di calore ha investito l’intera Sicilia. Il Dipartimento regionale di Protezione civile aveva diramato il giorno prima l’allerta rossa per rischio incendi e temperature estreme. Nelle ore successive diversi roghi si sono sviluppati sul territorio comunale, in particolare nelle contrade Baronessa, Santa Mariola e Torre, e sono proseguiti fino a notte fonda, costringendo le forze dell’ordine a intervenire su più fronti contemporaneamente. Il fumo e le fiamme hanno avvolto anche l’area dell’ospedale Umberto I a Enna bassa, e si è resa necessaria l’evacuazione di un centinaio di persone.

Gli incendi hanno danneggiato proprietà, terreni agricoli, strutture aziendali e la viabilità cittadina, con conseguenze pesanti soprattutto per le aree più prossime al centro abitato. Il Comune ha attivato da subito il Centro operativo comunale di protezione civile, richiamando in servizio dirigenti, funzionari e personale per garantire assistenza alla popolazione colpita e coordinare gli interventi urgenti sul territorio.

Con la delibera approvato oggi, la Giunta dà formalmente atto della sussistenza delle condizioni per lo stato di calamità e dà parere favorevole affinché sia inoltrata la richiesta - ognuno per competenza - agli organi deputati: la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Interno, la Presidenza della Regione Siciliana, la Presidenza dell’Assemblea regionale e la Prefettura di Enna.

“Ci auguriamo che la Regione accolga la nostra richiesta e venga incontro alle esigenze dei nostri concittadini, molti dei quali hanno visto compromesso in poche ore il lavoro di una vita - dichiara il vicesindaco di Enna, Stefania Marino - I danni morali non sono risarcibili, lo sappiamo bene, ma faremo di tutto perché lo siano quelli materiali subiti da famiglie e imprese. In queste settimane abbiamo raccolto le segnalazioni di chi ha perso anni di lavoro, e capiamo che nessun risarcimento potrà restituire quanto è andato bruciato in poche ore. Per questo riteniamo doveroso, come amministrazione, portare avanti con determinazione questa richiesta”.