Le Vie dei Tesori apre le porte di Enna
Primo dei tre weekend, dalla sala museo di Valverde ai rifugi sotto la città
ENNA. Una corona di legno dorato racconta la devozione di una città. Una piccola chiesa, rimasta chiusa per sessant’anni, si mostra finalmente restaurata. Sotto le case e le torri si aprono grotte, cripte, antiche dispense diventate rifugi; poco lontano, nella natura, strane figure di pietra sembrano danzatori immobilizzati da un incantesimo. Enna si lascia scoprire sopra e sotto la roccia, nei luoghi restituiti e nelle storie custodite: Le Vie dei Tesori sono tornate, domani (sabato 19) e domenica sarà il primo weekend di attività che andranno avanti fino al 4 ottobre.
Tra le novità, la sala museo “Don Luigi Giunta”, inaugurata il 25 agosto nella canonica del Santuario di Maria Santissima di Valverde, raccoglie la memoria di una delle devozioni più sentite dagli ennesi. Ci sono la grande corona lignea dorata che ornava l’altare durante la festa, gli antichi abiti dei confrati, i medaglioni dei portatori del fercolo, fotografie e documenti. Piccoli e grandi oggetti che raccontano una comunità, dentro il santuario ricostruito dopo i bombardamenti.
Torna a mostrarsi nella sua veste restaurata Santa Teresa, riaperta proprio durante il festival di due anni fa dopo sei decenni di silenzio. Oltre la doppia scalinata, il portale di fiori e putti introduce agli stucchi, al coro ligneo dipinto e all’altare che imita il marmo; sotto il pavimento, la cripta conserva i colatoi con i sedili. Alla chiesa dello Spirito Santo, addossata all’antico torrione difensivo, si potrà invece ammirare la Dormitio Mariae appena restaurata, tra arredi sacri e memorie della confraternita.
La meraviglia cambia linguaggio a Palazzo Militello: dietro un prospetto composto si nasconde un mondo di vetrate policrome, mosaici, fiori, arabeschi e soffitti a cassettoni. Lo volle così il barone Giuseppe Greca Militello, innamorato del Liberty, affidando le decorazioni a Salvatore Gregorietti, che vi lavorò con i figli. Poco distante, Palazzo Chiaramonte accoglie la mostra dedicata a Paolo Vetri, Francesco Lodato e Apollonio Di Bilio, insieme alle opere della collezione San Marco recentemente restaurate. Il percorso incontra il tesoro delle Carmelitane, il San Carlo Borromeo di Mario Minniti e i 32 disegni di Renato Guttuso realizzati per “Il Lunario”.
Poi si scende nella città nascosta. L’insediamento rupestre di via Paolo Lo Manto conserva ambienti scavati nell’arenaria, usati come depositi, magazzini e stalle. Le Gallerie dei Cappuccini, un tempo dispense dei frati, raccontano anche il loro utilizzo come rifugio durante la guerra; sotto il Castello di Lombardia, le Sette Stanze di Santa Ninfa, collegate da un corridoio, custodiscono interrogativi sulla propria origine e racconti tramandati a voce. A Montesalvo, nella piccola cappella del convento ancora abitato dai francescani, si conservano le spoglie incorrotte del venerabile Angelo Lo Musico da Caltagirone.
Dalla Torre Pisana del Castello di Lombardia lo sguardo torna ad allargarsi sul paesaggio; alla Rocca di Cerere si cercano nella pietra le tracce del santuario dedicato alla dea delle messi. Aprono anche la torre campanaria di San Tommaso, con la chiesa che custodisce il retablo marmoreo di Giuliano Mancino, e la Torre di Elia con la chiesa del Carmine. Alla Porta di Janniscuru, unico ingresso superstite dell’antica cinta, si affianca San Bartolomeo, dove saranno esposti documenti legati alla reliquia del gesuita ennese Girolamo De Angelis, martirizzato in Giappone.
Alle Anime Sante del Purgatorio, sotto gli affreschi dei Borremans, si scopriranno le “mazze d’argento”, simbolo delle magistrature cittadine, esposte straordinariamente con le suppellettili della confraternita. San Marco le Vergini racconta invece la clausura attraverso i balconcini dai quali le monache assistevano alle funzioni. Il Museo delle Confraternite farà rivivere la Settimana Santa con suoni, immagini e percorsi immersivi; il cimitero monumentale e la chiesa di San Paolino custodiscono cappelle gentilizie, memorie illustri e due tele appena restaurate. All’Archivio storico comunale, infine, mappe, fotografie e carte ripercorreranno la vita delle chiese ennesi.
Tre le esperienze di questo primo weekend, tutte domenica (20 settembre). Alle 9 dal visitor center del lago di Pergusa, si partirà alla scoperta delle misteriose “pietre incantate” e dell’eremo abbandonato di Fundrò. Nella riserva di Rossomanno-Grottascura-Bellia, le forme scolpite dall’erosione hanno alimentato storie di streghe, fate e danzatori pietrificati. Stesso giorno e orario per partecipare, negli spazi dell’ex convento dei Cappuccini, a una sessione di Ashtanga Yoga e rilassamento con Anna Lo Grasso – Shala Atman Yoga Enna. Alle 17 all’Eremo di Montesalvo, la visita teatralizzata sede locale della Società Dante Alighieri intreccerà storia, aneddoti e rievocazione sulle orme di San Francesco. Nell’ottavo centenario del transito del santo, il docente universitario Pietro Colletta racconterà la presenza francescana in città, dalla prima sede dello Spirito Santo al chiostro ancora vissuto dai frati.
Le Vie dei Tesori sono arrivate al traguardo della ventesima edizione: con Enna, aprono le porte la vicina Leonforte (dove sono validi gli stessi coupon), poi Trapani, Mazara e Alcamo, Bagheria, Carini e Messina. Dal 10 al 25 ottobre, tocca a Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca e Termini Imerese, e le due new entry di quest’anno, Santa Flavia e Castelvetrano. Dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova (che avrà un evento apripista già il 20 settembre); dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania occupa un mese intero, dal 9 ottobre all’8 novembre. E infine Palermo dove si stanno dando gli ultimi tocchi a un festival “monstre”, da ventennale. Tutto con il consueto supporto di Unicredit come main sponsor, e del gruppo Mangia’s.
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