Meditazione al Vangelo domenica 25 ottobre 2026
Nella XXX Domenica del Tempo Ordinario il Vangelo ci mostra il volto dell'Amore
Per mettere alla prova Gesù, gli chiesero quale fosse il comandamento più importante. Ma Gesù diede una risposta del tutto inattesa, una risposta che ricapitola e racchiude tutti i comandamenti:
«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente».
Gesù esprime la qualità dell'amore verso il Padre celeste. Infatti, l'amore deve essere profondamente genuino e coinvolgere il cuore, l'anima e la mente.
Non è ammesso un amore a metà: un cuore scollegato dalla mente e dall'anima, oppure un'anima che esprime un sentimento diverso da quello del cuore e della mente. In altre parole, non deve essere un amore ipocrita.
Molti sacerdoti, scribi e farisei del tempo onoravano Dio con le parole, ma poi assumevano comportamenti contrari alla stessa Legge di Mosè. Vedevano i difetti e i peccati degli altri, mentre nascondevano i propri vizi. Tanto che Gesù disse: «Divorano le case delle vedove» e, nello stesso brano del Vangelo (Mc 12,38-40), ammoniva:
«Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti».
Proprio per sottolineare questo falso amore, un amore di facciata e di convenienza, Gesù aggiunge un secondo comandamento:
«Amerai il tuo prossimo come te stesso».
Allora l'amore assume, accanto alla dimensione verticale del primo comandamento, protesa verso Dio, una dimensione orizzontale, rivolta verso l'uomo.
Amare Dio e amare il prossimo sono realtà inseparabili, strettamente interconnesse tra loro, e riassumono tutta la «Legge e i Profeti», come ci dice Gesù stesso.
Rosario Colianni
del M. M. Giovani Insieme
e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera)
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