Meditazione al Vangelo domenica 27 settembre 2026

Gesù richiama alla conversione autentica del cuore più che alle apparenze formali

A cura di EnnaVivi EnnaVivi
21 settembre 2026 07:00
Meditazione al Vangelo domenica 27 settembre 2026 -
Condividi

In questo Vangelo Gesù ci insegna la conversione, la coerenza tra il dire e il fare, che poi è coerenza nella fede. Per questa lezione Gesù ci racconta una parabola che riguarda un padre che invita i due figli a lavorare nella vigna.

È opportuno ricordare che il contesto storico è quello subito dopo l’ingresso di Gesù a Gerusalemme acclamato dalla folla. Proprio nel Tempio di questa città, Gesù fu attaccato verbalmente dai capi religiosi e dagli anziani che misero in discussione l’autorità con la quale egli compiva miracoli; i capi rifiutavano il riconoscimento del Messia.

Gesù rispose loro con una parabola dura ai cuori.

Nella parabola il primo figlio era invitato dal padre a lavorare nella vigna ma mostra un diniego rispondendo con disobbedienza; poi, pentitosi, va a lavorare secondo la volontà del padre. Il secondo figlio invece risponde favorevolmente ma delude il padre perché, pur avendo detto «sì», non va a lavorare.

Il primo figlio esprime la conversione e l’immagine del sincero rapporto con il Padre Celeste; egli segue la volontà del padre.

Il secondo figlio invece ha un comportamento ipocrita che si contrappone al comportamento del fratello sopraccitato; egli dice di voler andare, ma poi «alle parole non seguono i fatti» e conseguentemente viene contrariato il desiderio del padre.

Alla fine del racconto Gesù fa una domanda ai capi, smascherando la loro ipocrisia: «Chi dei due figli ha compiuto la volontà del padre?» I capi rispondono, secondo un giudizio logico: «Il primo». Ma la loro risposta non era in sintonia con il loro cuore.

I capi religiosi e politici erano coloro che facevano leggi senza che essi le rispettassero, badando di più «all’occhio della gente» e alla notorietà. In merito a questo, tanti sono i passaggi evangelici che attestano il loro comportamento da «sepolcri imbiancati» (Mt 23,23-39).

Quei capi religiosi che lo accusano sono paragonati al secondo figlio della parabola, che dice «sì» a Dio ma rifiuta di dare riconoscimento al Messia. Gesù ricorda che saranno primi rispetto a loro nel Regno di Dio le prostitute e gli esattori delle tasse: essi avevano detto «no» a Dio con la loro vita dissoluta, ma si sono convertiti ascoltando Giovanni il Battista.

Rosario Colianni

del M.M. Giovani Insieme

e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera)